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Ermeneutica della comunicazione

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Archivi del giorno: febbraio 20, 2006
Jack Bauer e Guantanamo
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Certe notti
Bollettino: Renata: 39,8°, Enrico 38,9°. (Ieri Renata era alla stessa ora a 40,3°).
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Dennett e una definizione inadeguata
Mentre grazie a Malvino faccio la conoscenza con il biologo molecolare Dean Hamer e il suo esilarante Vmat2, il gene "responsabile delle attività cerebrali di tipo religioso", Maverick Philosopher comincia l’esame dell’ultimo libro di Daniel C. Dennett, Breaking the Spell: religion as a Natural Phenomenon (Viking 2006), cominciando dalla definizione di religione fornita da Dennett:
"social systems whose participants avow belief in a supernatural agent or agents whose approval is to be sought. This is, of course, a circuitous way of articulating the idea that a religion without God or gods is like a vertebrate without a backbone".
L’osservazione di Maverick mi sembra impeccabile: se vuoi definire la religione in termini di credenza, devi dettagliare questa credenza dal punto di vista del credente. (E il filosofo Baggini, sul Guardian: "you have to do more than explain something in order to explain it away"). Dennett dice supernatural, e ha già deciso la partita, non essendovi per lui altro che la natura e le sue leggi. Maverick osserva: "In plain English, God is not in nature so he cannot violate any law of nature. It follows that a participant in a religion need not affirm the existence of a supernatural agent in Dennett’s sense of ‘supernatural.’ Dennett’s definition is inadequate". (Qualcun altro potrebbe invece osservare che il concetto scientifico di natura non è l’unico disponibile in natura)
(Sempre Maverick segnala l’attacco della recensione al libro di Dennett apparso sulla New York Times Book Review (per utenti registrati). Questo ve lo traduco: "La questione del posto della scienza nella vita dell’uomo non è una questione scientifica. E’ una questione filosofica. Lo scientismo, l’idea che la scienza possa spiegare ogni condizione e ogni espressione dell’uomo, sia mentale che fisica, è una superstizione, una delle superstizione oggi dominanti; dirlo, non è insultare la scienza. Spiacente, ma il migliore esempio dello scientismo di oggi è il libro di Dennett, un lavoro di notevole interesse storico, poiché è una festosa antologia delle superstizioni contemporanee").
(Un’intervista di Dennett; Un’altra, più recente intervista di Dennett, su Salon; Azioneparallela e Dennett).
P.S. Solo ora mi accorgo che Angelita dei Fantastici Quattro ha segnalato ieri libro e recensione del NY Times. A naso, lei sta con Dennett, io col l recensore.
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