Post per gamba sola

Campeggia la foto con la scritta "Festival della Filosofia", e finora non ho detto una parola (né potevo, beninteso, non avendo in nessun modo partecipato): Ma ora, visto che sotto quella foto stanno Flores d’Arcais e Ferrara, e visto che ho letto l’intera pagina, qualcosa debbo pur dirla.

Su due passaggi. Il primo. Ferrara dice: state lì a paventare le guerre di religione, rappresentate uno scenario in cui "sembra che noi abbiamo alle spalle le guerre di religione", e invece alle spalle abbiamo il Novecento, il secolo dei totalitarismi resi possibili da pensieri nichilistici, antiumanistici, atei. Casomai, le guerre di religione le abbiamo davanti. Qui uno vorrebbe semplicemente obiettare: appunto.

Il secondo. Ferrara vuole che si riconosca che il problema c’è, e non si può far finta che non ci sia. E riconosciamolo: il problema c’è. Qual è il problema? Lo spettro dell’eugenetica (tolgo lo spettro, sennò pare che non voglia proprio ammetterlo, e invece ammetto e riconosco). E più sotto, più profondo, è il problema comportato dal pensiero terribile che se qualcosa si può fare, allora perché non farlo. Qui uno vorrebbe semplicemente obiettare: ma non è che siccome c’è il problema dobbiamo appaltare il diritto di trovare la soluzione a qualcuno, o no? (Ascoltare: come no?, mi sono appena letto l’intera pagina! Al solito, però non solo la soluzione in pagina non c’è, ma c’è la tendenza a passare troppo velocemente dal problema al mettere la soluzione nelle mani di qualcuno). Poi uno vorrebbe obiettare ancora, altrettanto semplicemente: ma se qualcosa si può fare, non è che basti dire che non si deve fare perché non lo si faccia, o no? E poi, si rende conto Ferrara che se qualcuno dice che l’uomo non è un vero uomo se non sottomette la donna, perciò se per esempio le donne vogliono votare e dire la loro va a rotoli la civiltà, siamo allo stesso punto? Sa Ferrara che per secoli si sono scomodate sul punto le stesse cose che scomoda lui (scenari babilonici, sovversione dell’ordine della natura e via elencando)? Allora, io sono di sicuro disposto a non fare qualcosa, pur potendola fare, se qualcuno mi dà le ragioni per non farla (e direi pure che, in verità, se non la faccio ho già le mie buone ragioni), ma voglio vedere bene le ragioni, e non è che siccome non sia mai!, si può fare tutto!, allora datemi ragioni come che siano (e addirittura le stesse ragioni prima usate per sottomettere le donne).

Poi c’è un’ultima cosa, alla quale tengo di più. Qualcuno vieta agli uomini di andare al lavoro saltellando su una gamba sola? Convenite che è alquanto innaturale? Vi rendete conto che se ci mettessimo tutti a andar su una gamba sola sarebbe un guaio? Anche insegnare alle future generazioni come si cammina decentemente diventerebbe problematico: il futuro sarebbe a rischio. Chissà quanti incidenti. Bene: ce lo mettiamo un divieto per gamba sola? Eppure si può fare: qualcuno teme che si farà? O è possibile che certe cose non si facciano perché si hanno ottime ragioni per non farle? Ad esempio: non mi piace, è faticoso, è ridicolo, non ne vale la pena, magari un’altra volta, mi preoccupa, non so bene perché dovrei, gli altri no perché allora io, gli altri sì allora io no, non mi riesce di leggere saltellando, calpesto con forza raddoppiata le cacche di cane, povera rotula, perdo l’equilibrio, non ho l’età, prova tu a dare un gran bacio in quel modo, ma dai,è demenziale!, se andiamo in sincrono facciamo crollare i ponti, mi si gualcisce la camicia; e chi più ne ha più ne metta. Son tutte ragioni che non provengono da una doverosissima morale, e che tuttavia riescono efficacissime. Perché Ferrara non si mette sulla via di queste molteplici e più umane ragioni? Per ora, alla prova dei fatti, han funzionato meglio. La ragione che invece dà, è che altrimenti tutto va a rotoli. Ma tutto cosa? Ma cosa precisamente va a rotoli se gli omosessuali si sposano, a parte l’immagine che Ferrara ha dell’uomo? Crede davvero che i Dico facciano venire giù tutta la montagna?

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4 risposte a “Post per gamba sola

  1. utente anonimo

    Oggi ho visto in vetrina, una libreria per la precisione (tra l’altro specializzata in cose “cattoliche” o giù di lì, ma ben fornita), a Cuneo, un numero di MicroMega che aveva a che fare con la filosofia (tant’è che riportava una caterva di nomi, ai quali però non ho prestato più di tanto attenzione con tutta onestà, avessi saputo…). Insomma, per farla breve, quando si dice il caso: il tuo post mi ha spiegato il senso di quel libercolo in vetrina (evidentemente il numero in questione è dedicato o prende spunto, appunto, dal Festival della Filosofia di cui Arcais, a quanto pare, ne è l’animatore), che non ho acquistato, ma potrei ancora farlo. Non per Arcais, sia chiaro!

    AD

  2. utente anonimo

    Sull’ultima cosa. Il fatto è che i c.d. “anti-dico” sostengono che quelle stesse ragioni umanissime che tu invochi come distinte dalla doverosissima morale scaturiscono invece, per definizione e naturaliter, proprio da questa stessa morale, qualificata naturale, perché i due ordini di cose non possono non coincidere. E di fronte a un tale assioma, la buona volontà di perseguire la verità dialogica non è utile perché alla base della tesi avversaria c’è una “decisione” (ideologico-politica). Così che il tuo tipo di discorso mi sembra finisca per accettare implicitamente questa decisione di fondo. Infatti, quelli affermano: i dico violano la morale consacrata nella “famiglia naturale”. Tu ribatti: provate a valutarli in base non alla morale ma a motivi umanissimi. Io invece obietto: valutateli pure in base alla morale, purché sappiate che è solo vostra e che, quindi, la vostra valutazione non si potrà tradurre in alcun impedimento alla rilevanza pubblica della scelta di uno stile di vita da parte di altri individui. Insomma, se io ledo la tua morale religiosa il problema sarà tuo, mi disprezzerai, ma non mi vengo certo a preoccupare di chiederti di avere comprensione di me indicandoti altri motivi per cui tu mi potresti accettare. Mi sembrerebbe francamente un atteggiamento subalterno e patetico.
    emilio

  3. Dio e la democrazia – 1 -

    Qui la prima parte

    emilio/millepiani

  4. Per chi non avesse partecipato al Festival della filosofia, su http://www.artoong.net ci sono molti video di diversi dibattiti.

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