Archivi del giorno: Maggio 15, 2005

Diritto contro natura

Della pensosa intervista al filosofo Remo Bodei su La Stampa di oggi (via segnalazioni, senza permalink) non tutto mi convince, però mi piace questo passaggio:

"Il diritto, secondo me, vale proprio perché, in certi casi, va contro le tendenze più arcaiche della natura umana: una maggior giustizia non sta scritta nei nostri cromosomi, come la tendenza a non aggredire, a non ammazzare. Il bello del diritto e della morale è proprio quello di imporre concezioni umane più alte. E su questi argomenti, pur con tutti i traumi, le contraddizioni, le difficoltà, si tratta di accettare come rischiosamente positivo il desiderio, maturo e consapevole, di voler essere padri e madri".

Alle porte di casa

Nei commenti qui sotto, Bernardo scrive tra l’altro: "Viviamo una cultura consumistica (ed economicistica) della maternità e della paternità, nutrita a suon di merendine del Mulino Bianco mentre, per definizione, c’è "casa" là dove c’è "Barilla".

Dove c’è barilla c’è casa, dice (diceva?) infatti la pubblicità. A me pare però che cio significhi non che la casa è diventata Barilla (che è comunque sempre meglio che: "dove c’è un balilla c’è casa"), ma che Barilla è diventata la casa. Se è così, come credo, il valore simbolico di ‘casa’ è ancora ben saldo, e saldo abbastanza da contenere anche la sua traduzione consumistica. E se ce la fa, se c’è ancora ‘casa’, l’apocalissi non è alle porte (di casa).

Mirabili righe
“Fottersene dell’embrione, impiparsene del nullismo etico fondato sull’indifferenza e sullo schiacciamento del diritto alla vita in cambio del diritto al benessere, prosternarsi di fronte alla visione cimiteriale dell’esistenza di chi produce vita in laboratorio, fuori di ogni corpo, per poi distruggerla, selezionarla, manipolarla, questa è un’operazione così losca da mettere in discussione, anche per il diavolo radicale, quel residuo di angelismo che vive nell’anima luciferina della cultura dogmatico-secolarista di una parte del liberalismo moderno. Stando male nei loro panni, i radicali dunque divagano. Parlano a vanvera del dolore delle donne, che non c’entra; della libertà della scienza, che non c’entra; della cura dei malati, che non c’entra un’acca; e dell’astensione come nuovo demonio clericale, che è una piccola frode in commercio di embrioni (e non c’entra)”.
 
Queste mirabili righe del Direttore del Foglio mi consentono di precisare che, votando sì ai quattro referendum, io:
non per questo me ne fotto dell’embrione
non per questo me ne impipo del nullismo etico fondato sull’indifferenza
non per questo me ne impipo dello schiacciamento del diritto alla vita in cambio del diritto al benessere
non per questo mi prosterno di fronte alla visione cimiteriale dell’esistenza
non per questo compio un’operazione losca
non per questo parlo a vanvera del dolore delle donne
non per questo parlo a vanvera della libertà della scienza
non per questo parlo a vanvera della cura dei malati
non per questo parlo a vanvera dell’astensione.
Però, se volete qualche argomento pacato meno pirotecnico di quelli del Foglio, dovete aspettare leftwing di domani, quando per fortuna l’editoriale di Ferrara sarà finito in archivio (tema assegnato da ciccio: perché voto sì. E ci sarà anche un suo perché voto no – credo).

Sulla fecondazione eterologa

"Padre, se anche tu non fossi il mio

"Padre, se anche fossi a me un estraneo,

per te stesso ugualmente t’amerei"

(Non ricordo più in quale anno della scuola elementare s’insegna questa poesia).