Archivi del giorno: Maggio 17, 2005

Non è mai abbastanza

Boncinelli sui referendum (segnalo il passaggio: "Quello che mi sembra incredibile è che la Chiesa, per ragioni etiche, finisca per assumere una posizione che è di biologismo integrale, perché appunto non vede nessuna discontinuità nel processo che va dalla fecondazione alla vita adulta. Ma se se ne rendesse conto certamente farebbe un passo indietro").

Si Giartosia licet componere Pipernis

Leggete qua considerazioni non ovvie sul libro di Piperno. (Sul quale libro, si può leggere anche Ezio. Così va a finire che lo compro – ad agosto)

In tempo reale

In questo momento, è in onda su Radio Radicale la trasmisione autogestita da Giuliano Ferrara e io mi domando: ma perché questo grande giornalista può sparare impunemente tante cazzate a proposito di Nietzsche?

Rifondazione

Grazie a Tom, che riporta quel che pensava e quel che pensa Nicki Vendola a proposito di Ratzinger e della dittatura del relativismo (quel che ne pensavo io è qua) scopro che la vera posta in gioco e il vero punto d’incontro con le posizioni della Chiesa è la rifondazione della modernità. Rifondazione comunista dev’essere solo un mezzo in vista del più ambizioso obiettivo.

Potenza di Severino

Il lungo articolo di Emanuele Severino apparso ieri sul Corriere della Sera in (sacrosanta, se si può dire) polemica con mons. E. Sgreccia insiste su due punti. Dico prima del secondo: "La Chiesa – scrive Severino – esclude perentoriamente che la vita umana e il suo inizio possano essere adeguatamente intesi dalla scienza e dalla biologia". Su Leftwing, ho cercato di sostenere che certo la Chiesa, ma non solo la Chiesa deve accollarsi la responsabilità di non demandare al dato biologico accertato dalla scienza la definizione di ciò che è uomo. (Appartiene, credo, alla biografia personale di Severino, oppure alla sua diagnosi filosofica generale del nostro tempo, l’esigenza di porre la discussione in termini polemici nei confronti della dottrina ecclesiastica anche quando non è strettamente necessario. Ma Severino mi pare comunque che abbia pienamente ragione quando osserva che la Chiesa ha una filosofia ben più ricca di quanto non traspaia dall’intervento di mons. Sgreccia – e il fatto che non la tiri fuori è per me un segno di debolezza).

Quanto invece al primo punto, Severino argomenta (semplificando al massimo) così. Prima dell’uomo in atto ci vuole l’uomo in potenza. Se l’embrione è uomo in atto, dov’è mai l’uomo in potenza? Se non c’è prima l’uomo in potenza, come ci può essere poi l’uomo in atto? Severino dice che in potenza vi dev’essere qualcosa di unitario, non solo pezzi (un blocco di marmo intero, non suoi pezzi, per fare una statua). Ma allora, domando, dov’è la casa in potenza? Ci sono assi e chiodi, non c’è materialmente la casa in potenza (benché ci sia la forma della casa nella mente dell’artefice): "è sufficiente che l’essere generante agisca e sia causa del realizzarsi della forma nella materia" (Metafisica, Z, 7, 1034a, 4-5). (Però che i concetti di potenza, atto e divenire siano un bel ginepraio è certo vero. Severino mette tra parentesi la sua critica a questi concetti, e pure io).