Il cane è qualcosa o qualcuno?

Prego: rispondete. (Se poi pensate che per me l’embrione è come un cane, beh: ragionate come cani).

Aggiornamento: mandata al Direttore. Vediamo se risponde.

35 risposte a “Il cane è qualcosa o qualcuno?

  1. d:il cane ha la natura del buddha?
    r: no

  2. Il cane è il cane, un cane ma soprattutto questo e quel cane.

    Bernardo

  3. Noto che nessuno risponde. Forse la domanda è mal posta (e mo’ chi glielodice a Ferrara?)

  4. infatti barnaba non è cane, l’ho sempre detto.

  5. Su questa domanda, come hai letto, ho stuzzicato Harry e i fan dell’astensione. Però confesso tutto il mio imbarazzo: il cane non riesco a considerarlo persona, ma nemmeno cosa. Penso di potermela cavare definendolo “individuo”. Dire poi che questo “individuo” possa essere “persona giuridica” è tutt’altra cosa. Ma l’embrione è individuo? E se sì, perché?

    Saluti

  6. Caro Her., se una cosa insegna la filosofia, è a porre le domande giuste, e a mettere in crisi le domande sbagliate. Ferrara agita la domanda come se fosse decisiva: tu non osi rispondere, qualcosa, e allora lui: allora è qualcuno, come me e come te.
    E invece la filosofia serve a fare vedere che dietro questa ingenua domanda c’è una bella e metafisica concettualità, che non va bene né per i cani, né per gli embrioni.
    (E di nuovo, a scanso di equivoci: cai ed embrioni hanno in comune il fatto di esulare dalla domanda, il che non li fa ovviamente eguali)
    Ciao

  7. Il cane è un animale.

    AB

  8. Caro Angelo, la risposta è esatta!!

  9. Ops: un animale è qualcosa o qualcuno?

  10. utente anonimo

    Il grande, il mitico, l’insopprimibile ed incoercibile Bernardo ha colpito ancora. Beccatevelo

  11. Un animale è qualcosa o qualcuno?
    Nè l’una, nè l’altro. Tertium datur.
    Tanto difficile?

    Angelo

  12. Tertium non datur, va bene.
    E allora il cane cos’è, qualcuno o qualcosa? E perché lo è?
    E se è qualcosa, posso segare un cane con la motosega come faccio con un tronco?
    E se invece è qualcuno, perché posso fare ricerca scientifica sul cane e non sull’embrione?

    Sono curioso.

    Saluti

  13. Scriveva Piergiorgio Odifreddi nel 1999: “Non tutte le domande sono sensate, e non tutte le domande sensate ammettono risposta: questo insegna la logica contemporanea e questo è tenuto a ricordare chiunque desidera affrontare qualunque discorso, in particolare quello religioso, da una prospettiva scientifica”.

  14. Caro Angelo, è difficile eccome, se non ci spieghi perché il cane può esulare dalla domandona di Ferrara, e l’embrione no.
    (Ah già, la risposta c’è: perché l’embrione è un uomo. Ma se so già che l’embrione è un uomo, e perciò è qualcuno, a che serve la domandona di Ferrara? Angelo, mi spieghi a che serve, cosa dimostra la domandona che Ferrara rivolge a tutti soddisfatto di averla pensata?)

  15. Il cane è qualcuno, ed infatti non bisognerebbe far ricerca scientifica sui cani. Mi sembra pacifico che, se si ammette la sperimentazione su esseri viventi appartenenti alle specie non umane, si debba ammettere anche la sperimentazioen su umani. Ma questo da un punto di vista animalista. In genere, invece, i nostri discorsi morali seguono il criterio dello specismo, per cui tutto ciò che è umano ha più valore di tutto ciò che è animale. E’ in base a questo principio (o pregiudizio) che il diritto del cacciatore di divertirsi vale di più del diritto del passero di esistere.

  16. errata corrige: …la sperimentazione su embrioni umani.

  17. Caro Naciketas, di nuovo: il mio post vuole mettere in luce i limiti del domandone di Ferrara. Io sono ben disposto a pensare che gli animali sono qualcuno, se questo significa: limitare la sperimentazione su cavie, e cose simili. Ma questo non significa ancora che potremo considerarli come noi sul piano civile e giuridico. Dunque la tremenda domanda di Ferrara non serve a niente.
    Ciao

  18. Non leggo Ferrara: per principio.Considerare qualcuno come noi è sempre una faccenda complessa. Si potrebbe anche chiedere: un uomo è qualcosa o qualcuno? La risposta non è così scontata. Erving Goffman, ad esempio, sosteneva che il nostro sé nasce letteralmente all’interno dei cerimoniali dell’interazione. Cioè: per gli altri il mio corpo è una cosa sacra, al punto che chi mi tocca involontariamente deve scusarsi. I rituali della buona educazione, del galateo, della prossemica ecc. istituiscono il sé. Lì dove questi rituali non ci sono, l’uomo non è una persona, né qualcuno, ma una semplice cosa. E’ quello che succede nelle istituzioni totali (Goffman, come sai, si riferiva soprattutto ai manicomi; ma lo stesso vale per il carcere), dove un uomo è ridotto a cosa, ha perso ogni sacralità per l’altro, poiché non esistono più questi cerimoniali: lo si può toccare come e quando si vuole, ad esempio. Ora, da questo si potrebeb dedurre che un animale non può che essere una cosa, dal momento che non fa parte di questo sistema cerimoniale. Io penso che se ne possa dedurre anche, però, la necessità di estendere il cerimoniale, e di fare in modo che quanti più esseri possibile pasisno la frontiera, per così dire. Un buon imperativo morale potrebbe essere questo: agisci in modo da portare più esseri possibile dal mondo delle cose a quello degli esseri.

  19. > si potrebeb dedurre che un animale non può che essere una cosa, dal momento che non fa parte di questo sistema cerimoniale.
    Naciketas, mi sa che tu non hai un cane…

  20. Parlavo di animali in generale. I cani, in effetti, fanno già parte di un sistema cerimoniale.

  21. Massimo, il cane non esula dalla domanda di Ferrara ed infatti ti ho risposto: il cane è un animale.

    La domanda di Ferrara coglie nel segno perchè qualcuno ancora considera l’embrione una cosa. La tua domanda invece non coglie perché non ho mai sentito nessuno negare che un cane sia un animale.

    Insomma, c’è più sensibilità per gli embrioni dei cani che per quelli umani. Disumano.

    Angelo

  22. utente anonimo

    Scusate se mi intrometto. Caro Angelo, forse non hai ben capito. Tu dici che il cane è un animale, ma così sposti il problema. Allora si deve chiedere: l’animale è qualcosa o qualcuno? E c’è più d’uno che considera l’animale qualcosa (e quindi anche il cane). Inoltre, se parti dal presupposto che l’embrione non è qualcosa e che l’alternativa è secca (o qualcosa o qualcuno), la domanda risulta evidentemente retorica. Ma il caso dell’animale ci mostra che tertium datur. Perciò questa domanda (indipendentemente dalla risposta che si intende dare ad essa) è inutile al fine di fare chiarezza, sebbene bisogna ammettere che sia perfetta se accompagnata da un opportuno corredo di “suvvia!”

    fedka

  23. Fedka, scusami ma ho capito benissimo, rileggi tutto dall’inizio.

    La domanda di Ferrara è chiaramente retorica e pertanto efficace, infatti non intende dimostrare ma piuttosto mostrare il paradosso.
    La domanda di Adinolfi invece non coglie il paradosso.
    Ma non perchè sia uno scandalo paragonare il cane all’embrione. Affato, ma proprio perché nel caso del cane c’è una terza possibilità, evidentissima, che non fa problema a nessuno. Mentre per l’embrione, anche ammettendo una terza possibilità, il problema resta, anzi si aggrava.

    Angelo

  24. utente anonimo

    Metto l’occhio al microscopio e guardo i miei spermatozoi: sembrano degli animaletti quasi coscienti: beh, hanno evidentemente uno scopo, scodinzolano allegri… eppure sono soltanto una singola cellula: un meccanismo biochimico, non più cosciente di una sveglia che muove le lancette e talvolta suona. La natura quelle cosette lì le spreca in quantità inconcepibili, e nessuno ci piange sopra. Eppure sono un mezzo progetto di essere umano! Io non avverto alcun scatto “metafisico” quando un tale esserino entra in una cellula uovo: certo, il progetto ora è completo, ma esattamente come lo è quello di qualsiasi nostra cellula somatica. Se dovessi essere conseguente, dovrei autorizzare il pieno utilizzo di embrioni almeno abbastanza prima che questi abbiano raggiunto uno sviluppo nervoso che li metta in grado di “soffrire” almeno quanto un’aringa, una rana, una vipera, un ratto. Ma non sono del tutto conseguente: quando il grumetto di cellule comincia a suggerire delle forme zoomorfe, ecco che personalmente mi asterrei, potendo, da ogni ulteriore manipolazione. Qui riconosco che entra in ballo l’irrazionale, o il sacro, o il primitivo, o il superstizioso, in ogni caso con quegli esserini lì io non mi sporcherei le mani, e dunque auspicherei un limite abbastanza stretto allo sviluppo consentito (ma non al numero di embrioni, che c’entra quello?). E con quelli, del tutto simili, di animali? Beh, neppure questo è conseguente, ma con quelli la soglia si sposterebbe probabilmente un po’ più in là (immagino la “pressione” che possa metterti un figlio malato da salvare…) anzi parecchio più in là (ma la vivisezione no! la sofferenza gratuita no, no, no!). Io non credo proprio che un eventuale Dio ci maledirebbe se dovessimo optare per una misura simile, considerando come è stata progettata la sua bella natura! Ma io d’altra parte non sono un “vero” credente, altrimenti mi affiderei all’autorità costituita e amen! Rolando

  25. Angelo
    1. io domando se il cane è qualcosa o qualcuno, e tu dici che non colgo nel segno, perché qui la risposta c’è: è un animale (come dice Ferrara: ma va!). Allora ti scrivo, e dopo di te ti han scritto: l’animale è qualcosa o qualcuno?
    Tu hai la risposta pronta: tertium datur. E però qual è questo tertium mica me lo hai detto.
    2. E anche se me lo dicessi, io non ti ho chiesto che cos’è un animale?’, io ti ho chiesto se il mondo si divide per bene con le categorie di quel gran filosofo che coglie nel segno di Ferrara: da un lato i ‘qualcosa’, dall’altro i ‘qualcuno’. Da un filosofo, mi aspetto di discutere di questo, e non se il cane sia o non sia un animale
    3. Che poi se la domanda è retorica, e non dimostra nulla, come tu scrivi, lascio benissimo il campo a Ferrara. Purché si sappia che quel che va domanda come se fosse decisivo (l’hai mai sentito?) è retorico e non dimostra nulla. Se Ferrara domanda a me se l’embrione è qualcosa o qualcuno, io gli dirò: caro Ferrara, il mio filosofo di riferimento mi dice che la tua domanda è retorica e non dimostra nulla
    (e quel che mostra, è solo l’ingenuità filosofica di quella gran bella testa di Ferrara).

  26. utente anonimo

    Viva gli ingenui (meglio, gli innocenti),
    di essi è il regno dei cieli.
    l.p.

  27. Massimo, ho già risposto alla tua domanda. Nel commento 13 dicevo che è un animale non è né qualcosa né qualcuno ma, appunto, un animale. Il tertium è proprio l’essere animale, che sta a fianco (e non sotto) all’essere qualcosa o qualcuno.

    Mentre tu non potresti rispondere l’embrione è embrione (ed infatti io non dico il cane è cane) perché la domanda verte sul genere, non sulla specie.

    Se poi riesci a dimostrarmi che l’embrione umano non fa parte del genere umano, beh, questa sarebbe veramente una grande conquista filosofica.

    Se invece continui a chiedermi: ‘ma l’animale è qualcosa o qualcuno?’ ti continuerò a rispondere che l’animale è terzo rispetto alle due alternative.

    La nostra ontologia è sicuramente più ricca di quella di Ferrara però la sua domanda è talmente felice che stiamo ancora a discuterne, la tua invece (Il cane è qualcosa o qualcuno?) ha una sola risposta banale.
    Ferrara sarà un filosofo ingenuo ma almeno è un retore efficace e questo è ciò che conta durante un dibattito referendario o un comizio.

    Angelo

  28. Ferrara è qualcosa o qualcuno?

  29. Bene, per Angelo qualcuno sono solo…gli angeli.

  30. Caro Angelo, per mettere i generi affianco dei qualcosa e dei qualcuno, tu stati decidendo che ‘qualcuno’ significa ‘appartenente al genere umano’: cos’altro infatti vi può rientrare? Ma allora, di nuovo, la domanda di Ferrara non dimostra nulla, ma presuppone tutto. Se tu la trovi efficace, ti accontenti di molto poco. Ferrara domanderebbe insomma: l’embrione appartiene o no al genere umano? La domanda sarebbe solo un espediente retorico (e nvece la domanda vuole dividere il mondo in ‘qualcosa’ e ‘qualcuno’, ed è questo l’espediente retorico che il mio cane respinge – e il fatto che tu abbia messo i generi naturali ‘a fianco’ lo mostra abbastanza). Comunque, gli espedienti retorici, caro Angelo, li lascio volentieri a Ferrara e a te.
    Quanto poi a quel che mi chiedi, conosci già la mia risposta: tra l’essere uomo e l’appartenenza biologica al genere umano io metto una differenza. Chi non la mette non vedo come possa giustificare, se l’uomo è solo una specie biologica, se essere uomini è appartenere a una specie biologica, che una specie vale più di ogni altra specie biologica.

  31. […]Chi non la mette non vedo come possa giustificare, se l’uomo è solo una specie biologica, se essere uomini è appartenere a una specie biologica, che una specie vale più di ogni altra specie biologica.

    Boh, Massimo, mettere al servizio di un’ideologia e di un pregiudizio la filosofia mi appare pazzesco a tratti aberrante.
    Chi ammette quella superiorità?
    Forse non sradichi gli alberi per costruire la tua casa?
    Forse non inquini l’acqua, patrimonio di tutti gli esseri viventi, coi tuoi scarichi organici?
    Forse non mangi frutta irrorata di pesticidi e guardata a vista affinché non venga divorata da checchessia?
    Chi propugna questa superiorità?
    Non è magari il tuo essere specie biologica impastoiata nel consapevole esistere?
    Un’intera giurisprudenza è stata fondata per e su questo primato umano.
    Ora che fai, protesti?
    Hai ragione!
    Coraggio, equiparate le grasse pantegane di fogna agli uomini nel diritto!!!

    (Io mi sottraggo, andate avanti voi che a me scappa da ridere)

    Ruby

  32. Cara Ruby, è straordinario come si possa intendere esattamente l’opposto di quel che uno scrive. Quando hai finito di ridere, rileggi quello che ho scritto, grazie.

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