Pera, l'impagabile (?)

C’è un risveglio spirituale in corso. Con la sua sottile sensibilità di popperologo, lo coglie Marcello Pera, che dice: "vi è un’inversione rispetto alla cultura della resa, o del compromesso o dell’appeasement nei confronti della modernità ipersecolarizzata, che aveva colpito anche una parte della Chiesa cattolica. In altri termini si è dimostrato che il relativismo è molto chic, ma non paga".

Da un popperologo come Pera uno si deve aspettare di tutto. Persino la predica agli intellettuali che hanno "una tendenza sempre più spiccata a scrivere articoli e libri leggendo solo i propri articoli e i propri libri" (uno si chiede: ma Pera, il popperologo, cosa ha scritto che non fosse "appollaiato sulle spalle di un altro pensatore"?). Ma quel che fa davvero rabbia (perché è il Presidente del Senato, perché lo intervistano anche in ragione dei suoi presunti titoli culturali) è l’assoluta inettitudine filosofica di quest’uomo. Siccome lui si è arreso, siccome lui non ha in testa uno straccio di filosofia che possa permettergli di mettere seriamente in questione il ‘relativismo’ (l’etichetta più cretina che possa essere applicata al nostro tempo), allora non c’è una filosofia, un sapere del genere (e per fortuna c’è il Papa, a cui Pera scrive le prefazioni).

Ma poi: il relativismo non paga. Ma Pera, il pensatore Pera, adotta solo posizioni di pensiero che paghino? Si appaga solo quando qualcosa paga?

5 risposte a “Pera, l'impagabile (?)

  1. Mala tempora currunt. Questo revival cattolico è un po’ come ripararsi dalla bora con uno stuzzicadenti.

  2. Ammesso e non concesso che si possa definire un pensiero come relativistico (ma cos’è questo grande male relativista che ci ha colpito?) non mi sembra logico dedurne che l’unica alternativa sia essere cattolici… E in più una postilla, ma in che senso un pensiero può pagare? Con che moneta paga?

  3. L’apertura verso la vicenda umana dell’altro non è una base ascrivibile al “relativismo chic” di cui tanto si parla, anzi, è proprio nel rifiuto all’apertura verso le vicende del non credente, come dell’omosessuale o di qualsiasi altra categoria che non rientra nel dogma corrente della cristianità promosso da Ratzinger che si nasconde il seme dell’incomprensione (e dalle incomprensioni sappiamo cosa discende…).

  4. come al solito volate troppo alto. pera è dispiaciuto che, comunque vada, nel prossimo parlamento lui non conterà nulla (non che adesso) anzi se fosse possibile manco lo ricandiderebbero. è questo il relativismo che lo intristisce, povera anima, e contro il quale ha deciso di darsi un po’ da fare. con i suoi limiti, of course…

  5. utente anonimo

    Se non si rischiasse un reato si potrebbe dire che Pera è uno stupido, ma non come insulto, come aggettivo preso in prestito dalla medicina

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