Archivi del giorno: luglio 5, 2005

Coffee break

Filetto, insalata verde, ditali al sugo, salsiccia, insalata, filetto, ditali, albicocca, ditali, albicocca, salsiccia, insalata, albicocca, filetto (grasso). Che cos’è? E’ la corretta sequenza del mio pranzo di oggi. Voi capite quanto giunga desiderato il caffè.

P. S. per stomaci forti (Metteteci pure due drammatiche interruzioni, la pupù della prima, e soprattutto la pupù in forma di geyser del secondo, che aggira bellamente il pannolino, cola lungo la gamba e atterra in pieno salotto. Che non mi posso neanche lamentare con mia moglie, al suo rientro: "si vede che non hai messo bene il pannolino").

Ripeto: un caffè, grazie.

Potenza del pensiero

Con agile stacco distanziando la più pesante Azioneparallela, il ‘miserabile’ scrittore recensisce La potenza del pensiero di Giorgio Agamben. Che ancora non ho letto e che entro fine mese, promesso, leggo per parlarne poi sul blog. Il fulcro della recensione è comunque il seguente:

"Ciò è testimoniato dall’esito a cui si giunge in questa ultrateoria del linguaggio: il linguaggio non è disgiunto dalla "cosa in sé", ha a che fare con essa, anche se è proprio nel momento in cui enuncia che lo strumento linguistico si trova a bucare la dicibilità della cosa in sé, in quanto il linguaggio stesso testimonia della dicibilità, che è coincidenza con la cosa in sé". Se Giuseppe Genna passa di qua (o se qualcuno gli telefona e glielo dice), mi piacerebbe che si spiegasse un po’ di più. Poi Genna prosegue, cita un "passaggio dubbio" e vi trova "tutto l’errore della filosofia occidentale": la traduzione della ‘cosa stessa’ di Platone ne ‘la cosa del pensiero’. Ripeto: non ho letto il libro. Ho l’impressione che, comunque stiano le cose rispetto a Platone (credo che Genna abbia torto, e credo che la stessa attenzione che mette per le parole ‘cosa’, ‘anima’, ‘fuoco’ dovrebbe metterla pure per la parola ‘pensiero’, senza assumerla frettolosamente in senso coscienzialistico, o soggettivistico, o intellettualistico), quel che a Genna preme – la "differenza non linguificabile", e meglio ancora "lo stare che trascende il pensiero" – prema abbastanza pure a me (non direi però né differenza né trascendenza, e forse neppure potenza ma im-potenza del pensiero – in locativo – ma questo è un criptico affar mio).

(E a proposito di pensiero, beccatevi pure un po’ di Averroé). 

Intenzioni pie

Mesi di luglio – agosto – settembre. Programma.

Spinoza-Deleuze-Severino. Più: un classico al mese (questo mese: la Fisica di Aristotele). Più: un po’ di letteratura italiana contemporanea (ho terminato Doppio ritratto: sono ammirato). Più un paio di cose da scrivere prima di settembre ( temi di ermeneutica contemporanea). Più (speriamo bene) letture arretrate e promesse. Che i figli e la moglie me la mandino buona.

Buongiorno, Italia

Ieri ne ha parlato il Corriere Economia, e così son venuto a sapere che RadioMaria ha più ascoltatori di Radio Tre (stranocristiano riporta l’articolo). Più di Radio Maria ne hanno però le altri reti Rai e soprattutto Radio Deejay, Rds, Radio 105, Rmc Radio (qualche dato). Ha dunque ragione Socci, oppure a Radio Tre sbagliano qualcosa?