Disincanto

Un acido signore che ha da essere un mio non giovane (credo) e non entusiasta (son certo) collega (ma non entusiasta di cosa? della filosofia? della vita? dei blog? della gioventù? di tutte e quattro le cose? dell’entusiasmo stesso?) trova lepidi, "signoramia", "i linche dei blogghe come il catalogo delle opere platoniche".

Bisogna aver vissuto molto, per scrivere così: con un tale disincanto. (Non so: passo ai libri di Aristotele, alle figure della Fenomenologia di Hegel, oppure cambio genere e per far contento il signore metto su un campionario di acidi: cloridrici, solfidrici, cianidrici e via nomenclando?)

7 risposte a “Disincanto

  1. certo che sei permaloso (adesso dice che non è permaloso).

  2. Nel caso, io vorrei essere la coscienza infelice.

  3. dhalgren, perbacco: ma tu sei di qui. Perché non ci incontriamo?

  4. perchè è già avvenuto (della serie: l’orribile dubbio).

  5. Nessun dubbio orribile: non chiamo incontrarsi l’incrociarsi all’edicola, o dal macellaio.

  6. oh, caso mai dovessi ripassar di qui: scendi dal pero.

  7. wow, è ripassato veramente. a pisché, datte ‘na carmata.

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