Archivi del giorno: luglio 26, 2005

Candidatura

L’articolo scritto da Filippo La Porta sulle pagine culturali del Corriere della Sera (ripreso da Lipperatura) si candida autorevolmente a scempiaggine filosofica massima dell’estate 2005. Ed è un peccato, perché la scempiaggine era evitabilissima. La Porta voleva arrivare a formulare questo auspicabilissimo auspicio:
“mi piacerebbe che la laicità venisse rappresentata proprio dal romanzo”. Per arrivarci ha creduto però di dover dire qualche scempiaggine sulla filosofia. Le seguenti:
1. oggi “un filosofo non può che ripetere all’infinito lo stesso ritornello”. Me li trovi, La Porta, due filosofi due che ripetono lo stesso ritornello, oggi! Luogo comune per luogo comune, i filosofi son come gli orologi: non se ne trovan due che segnino la stessa ora (o dicano la stessa cosa). (Però, se La Porta vuol spremersi un po’ le meningi, consideri che quando un Heidegger afferma che i filosofi pensano sempre il medesimo, cioè l’essenziale, dice l’esatto opposto di quel che dice lui);
2. “[lo stesso ritornello, cioè che] la modernità è pluralista, fallibilista e tollerante”. Ora, prendiamo la grande filosofia del ‘900 (Husserl, Wittgenstein, Heidegger): questa è gente che ha ripetuto il ritornello che fischietta La Porta? E anche se ci affianchiamo, che so, Foucault e Habermas, Quine e Davidson, Deleuze e Chomsky, ne viene fuori solo quella cosuccia debole e esangue che dice La Porta? Crede davvero La Porta che l’ultima parola della filosofia sia quella che gli fa dire lui? Crede davvero che tutta la penetrazione concettuale di cui la filosofia è capace si risolva nella canzonetta, nel ritornello che canticchia lui?
3. “[lo stesso ritornello] del tutto privo di drammaticità umana”. O perbacco, ma di che parla La Porta? Lui non ha orecchie filosofiche, evidentemente, e non riesce dunque a scaldarsi il cuore. Ma la biografia di (metteteci tutte le differenze individuali, ovviamente) Nietzsche o dello stesso Heidegger, di Simone Weil o di Edith Stein, di Giovanni Gentile o di Enzo Paci, di Emanuel Lévinas o di Paul Ricoeur son proprio da buttar via? E La Porta trova aride le loro opere, prive di drammaticità? Cavolo!: le ha lette? La Porta si nutre forse di sola letteratura secondaria, in materie filosofiche? (Oppure la sua osservazione riguarda in genere la filosofia tutta – non solo quella di oggi – le astratte astrazioni concettuali, che in scena non stanno come i personaggi nei romanzi di cappa e spada?)
4. “Né [quel ritornello] ci aiuta a capire una distinzione decisiva: il relativismo significa non equivalenza di tutti i valori, ma rinuncia a imporre ad altri i propri valori”.
Ma Filippo La Porta pensa davvero a quel che scrive? Ci pensa su per bene, prima di scriverlo? Quanti secoli saranno che la filosofia sa una cosa del genere? Forse la filosofia non lo aiuta, ma diamine!, se Filippo La Porta non si aiuta un po’ da solo! Per rimanere al ‘900, la cosa che i filosofi non aiutano a capire si trova a chiare lettere, a chiarissime lettere, per dirne due, in Merleau Ponty e in Wittgenstein. Basta leggerli.
5. E’ capitato mai di notare, a Filippo La Porta, che i filosofi i romanzieri li leggono, specie nel ‘900? Cervantes Flaubert Dostoevskij Melville Kafka Proust Musil Joyce Mann i filosofi se li leggono, e li sanno anche far fruttare filosoficamente: vogliamo fare anche il contrario, per favore?
 

Un muricciolo

Poiché non sarò io a mettermi a parlare di filosofia mentre gli accessi schizzano alle stelle (come raccomanda Platone, è meglio mettersi al riparo presso un muricciolo finché non smette di infuriare la tempesta), avendo trovato il riparo lo segnalo: sul mondo, il male e il cristianesimo.

Una blogstar

E così è ufficiale: sono una blogstar. Una blogstar! Alle 17 e 30 di ieri il contatore si è arrestato: 815 accessi. Heracleum invece proseguiva la sua corsa: superati i 2000 accessi verso le 22 e 30, sono andato a dormire. Stamane ho preparato il latte ai bimbi, scambiato due parole con mia moglie (solo due: sono una blogstar, io) e dato un’occhiata agli accessi. Quattrocentottanta al momento in cui scrivo, con una stima di 2606 accessi giornalieri che Shinystat non potrà mai contare.
Sono una blogstar. L’Italia ha finalmente trovato il suo vate filosofico, la sua guida spirituale, il suo maestro di saggezza. In quest’ora decisiva per i destini della nazione, voglio rivolgere un pensiero grato ai linker che in questo primo anno e mezzo di vita del blog con i loro piccoli, risibili numeri di contatti quotidiani hanno comunque consentito ad azioneparallela di esistere, e oggi di spiccare trionfante il volo nell’empireo della blogosfera.
Sono una blogstar. Le mura del blog vacillano sotto l’immane onda d’urto dei lettori provenienti da Liberoblog, affamati del verbo, assetati di sapere: figli di Poros e Penia, gettano via i loro vecchi abiti e si stracciano le vesti pur di nutrire la loro anima al cibo di verità del blog. Divorano avidamente pagine su pagine, e crescono in sapienza e verità.
Tutto-questo-grazie-a-due-post-due-sulla-scandalosa-ornella-muti-che-porca-miseria-attirano-come-il-miele-le-mosche.che saranno-pure-divertenti-ma-basta! Basta!
Ad agosto questo blog chiude; l’orda dei contatti sarà andata via, lasciando qualche maceria. Francamente non so ancora se e come riaprirà.
(Chiudo il post mentre gli accessi sono arrivati a cinquecentonovantaquattro, e la stima a duemilaseicentonovantatre. Non ho parole).