Riflessioni in forma di mucchio (non un mucchio di riflessioni)/2

Che poi Agnoli (vedi sotto), scopro oggi sul Corriere, si è lanciato su Il Foglio  in una rivistazione della figura di Giordano Bruno, che ieri ha concluso così: "Spacciare per un puro, un eroe coerente sino alla fine, uno scienziato moderno (titolo che lui stesso non avrebbe affatto desiderato), come cercano di fare Nuccio Ordine e Giulio Giorello sul Corriere martedì scorso, è mera e ideologica falsificazione storica (condita con abbondanti dosi di retorica)". Perbacco! Allora rileggo le due precedenti puntate (Il Foglio, 18 e 25 agosto) e vedo che Agnoli percorre agilmente la vita del Nolano facendo notare ai più distratti: che era arrivista e presuntuoso, spia e voltagabbana; credeva nella magia; tramava, mentiva, insultava; era in rissa con il mondo intero e aveva persino un caratteraccio.

Ma veramente: io non so come si faccia ad elevare statue in onore di simili personaggi!

P. S. Ma Agnoli ha letto qualche riga di Bruno? Come un tempo a De Zan, ad Agnoli non interessa il fatto tecnico, ma il fatto umano. Però in tre articoli non ritiene necessario riprendere decentemente un solo tratto del suo pensiero!

8 risposte a “Riflessioni in forma di mucchio (non un mucchio di riflessioni)/2

  1. Uhm, mi fa venire in mente che in una lezione del semestre scorso un mio professore ha detto che G.Bruno se l’è cercato il rogo e l’inguiria, perché “chi ha letto i verbali del processo inquisitorio ha visto come provocatoriamente Gian Maria Volontè bestemmiasse ripetutamente il nome di Dio, ingiuriasse i presenti ecc. Era un provocatore poco furbo che ha avuto quel che si meritava..” Boh!!

  2. Ho letto anch’io l’articolo. La parte che mi diverte di più è dove Agnoli rimprovera Bruno di aver cercato di salvare la pelle facendo compromessi sulle sue idee. Immagino che se non lo avesse fatto gli avrebbe rimproverato di non avere dato alla Chiesa una chance di perdonarlo, ecc. Morale: blame the victim, blame the victim, blame the victim.

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  3. Giordano Bruno era un brav’uomo, intelligente (anche se non folgorante) e ottimo scrittore. I poveracci, invece, sono Agnoli, Giorello e Ordine (per dire solo degli ultimi arrivati). Nella querelle fra gli antichi e i moderni sono sempre questi ultimi a uscirne male.

    Bernardo

  4. Fra gli antichi, forse però bisognerebbe parlare di chi fece un barbecue col brav’uomo.

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  5. No, carissimo Filter, di quelle cose parlano appunto i moderni, che hanno tempo da perdere e una moralità archeologica (ovvero: non avendone una propria, di moralità, condividono moralisticamente quella degli antichi senza tuttavia essere degli antichi, un po’ come in un museo).

    Mi stia bene,

    Bernardo

  6. Eh già. Scemo io a non pensarci subito.

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  7. Mister Agnoli (ma chi è poi costui?) non solo non ha letto Giordano Bruno, ma neanche Campanella e molte altre cose. forse farebbe meglio a ricominciare tutto da capo (dalla prma elementare intendo). Faceva bene Bruno a prendersela con gli ignoranti, sono sempre stati suoi nemici.
    Barbara

  8. Agnoli potrà non aver letto molte cose (da cosa lei deduca, però, che non conosca Campanella mi è oscuro), ma bisogna ammettere che i suoi antagonisti, i sacerdoti del culto bruniano, non sono messi meglio. Sono barricate carbonare ottocentesche, con tanto di santini laici contrapposti a quelli cattolici, che solo sulla stampa italiana – pessima e provinciale – possono ancora trovare accoglienza.

    Bernardo

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