Soffoco!

Mi è riuscito di seguire solo una delle sei parte finora dedicate da Fuori orario alle lezioni di Gilles Deleuze a Vincennes, l’ultima. In trenta minuti, nel corso dei quali Felix Guattari (con un tono tanto dogmatico quanto problematico era quello di Deleuze) se n’è presi una decina, e la lotta antimperialista allo scià rezha palevi poco meno, non è che Deleuze potesse dir molto (del volto, di come sia ‘centrato’, e di come si s-figura al cinema). Quel che però mi ha colpito, sono le condizioni in cui teneva lezione: il fumo e i cappotti (e va bene), ma pure la calca, l’assoluta mancanza di spazio, e il fatto che ben difficilmente gli studenti guardassero tutti dalla stessa parte. Si parlava di deterritorializzazione, e si stava gli uni accalcati agli altri. Corpi su corpi. Forse il corpo era più esposto, spossessato e desoggettivato, ma non c’era proprio aria! (e il pensiero non prendeva quota). Non so: forse, in una stanza, nomadismo e gruppuscoli non vanno molto d’accordo.

(E io che pensavo che il pensiero ha bisogno di aria, di spazio, che meglio si pensa all’aria aperta, o almeno con le finestre spalancate, e senza ingombri intorno. Io, che mi faccio andar strette le stanze d’appartamento in cui tengo lezione a Cassino!)

P. S. A proposito di corpo esposto, Iannozzi intervista Alderano. Segnalo volentieri.

 

5 risposte a “Soffoco!

  1. Grazie infinite per aver segnalato l’intervista a Marco Rovelli (a.k.a. Alderano). Merita veramente, meritano le parole di Alderano intorno a il “Corpo esposto”.

    Un caro saluto con amicizia e stima sincere

    Giuseppe

  2. sia lodato fuori orario, che domenica prossima manda già in>diderot

  3. manda già in onda l’ultimo film di garrel.

  4. Grazie per la segnalazione, anche per quella surrettiziamente e subliminalmente fatta nelle tue note sul fuoriorario deleuziano (a testimonianza che le parole, quando colpiscono a/l fondo, non possono che essere spossessate di continuo…).
    PS Ho visto anch’io quel reperto claustrofobico, e condivido la necessità d’aria, di luce…

  5. Beh, allora non hai visto la calca alle lezioni di Foucault. Eppure ogni giorno l’aula di Deleuze era stracolma! Si vede che si adattavano volentieri. Che c’era dello Spirito!
    Luminamenti

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