Fuori casa/2

Finto candore. Ogni tanto in rete c’è qualcuno che ti smaschera, e allora è bene confessarsi in pubblico. A proposito di questo testo (qui siamo solo al diciottesimo commento), un certo elio dice:

"Quelle vaghezze [le vaghezze del testo in questione] sono funzionali al mascheramento della parte essenziale, cioé il niente. Servono ad impressionare il profano, a indurre rispetto e timore reverenziale, lanciando al tempo stesso un occhiolino complice verso l’iniziato. Tutte cose che mi sembra ti siano ben note, dato che molte delle tue "questioni" sembrano proprio nuvolette di malinteso provocate dall’uso ambiguo di termini del senso comune ridefiniti in sede specialistica, e dalla continua introduzione di presupposti arbitrari passati come ovvietà. Dopo averne dipanato un certo numero, quel gioco uno finisce per decostruirlo" (lo trovate qui).

Quando m’imbatto in uno spietato demistificatore della chiacchiera filosofica come elio, di solito io mi ritiro in buon ordine. Ora lo so, a elio non la si fa. (Però elio mi concede pure che gli argomenti del blog sono talvolta interessanti – immagino: se uno ha la pazienza di dissipare le nuvolette – e allora io sono comunque contento)

10 risposte a “Fuori casa/2

  1. Not exactly, caro Massimo. Quelle “vaghezze” erano piuttosto riferite al “testo critico” su Beneforti, che rappresentava un argomento collaterale. Il tuo testo non lo trovo vuoto quanto piuttosto arbitrario, vedi ad esempio il modo un po’ arrogante (se siete filosofi allora …) di dare per scontata la rilevanza generale di un’elucubrazione di Agamben tutt’altro che “fondamentale”. Comunque vorrei chiarire che se anche mi sembra più “produttivo”, da parte mia, mettermi in un atteggiamento “critico” nei tuoi confronti (ho l’impressione, soggettivissima, che, adagiandoti nei complimenti, tu non dia il meglio delle tue possibilità critiche) io sono contentissimo che esista il tuo blog, che includo volentieri nei miei giri. Ciao.

    Elio

  2. ammetterai che le stesse cose ti sono state dette altre volte, forse con minore efficacia e più sbrigativamente, e senza la parola decostruire. io, per esempio, credo che tu sia un gran chiacchierone e pure un permaloso, che è leggibile _nonostante_ la fanfaluca filosofica.

  3. caro dhalgren, a me non interessano minimamente ‘le stesse cose’, in quanto dette di me: mi limito a segnalare un certo atteggiamento che secondo me segnala la scarsa considerazione di cui gode oggi il discorso filosofico (quando non accetti preventivamente l’idea che la scienza soltanto ricerca il vero, quando non prenda un tono tragico o nichilistico, o quando non intellige ut credat).
    Per il resto, che io sia permaloso non posso discuterlo, senza confermarlo performativamente. Mi limito a dire che gran chiacchierone proprio non sono.

  4. Elio, le vaghezze le avevo citate io perché facessero il paio con le vaghezze che Beneforti imputa a me. In ogni caso, io non ho dato per scontata la rilevanza dell’elucubrazione di Agamben: dove ho scritto che è rilevante? Casomai, avendo detto in premesse (con ironia, credevo, e autoironia), “siccome son filosofo, ecc.” mi pareva di segnalare che essa era ed è rilevante per me.

  5. Certo, certo, la contesa era tra te e Paolo, io mi limitavo ad approvare le vostre reciproche accuse, che trovavo parimenti fondate. Non avevo colto ironia di sorta, però “se siete filosofi” a me sembra una premessa differente da “siccome son filosofo”.

    Elio

  6. Caro elio, sarà. “se siete filosofi” è ancor più ironico, e autoironico – almeno a parer mio:è chiaro che chi legge non ha da esser filosofo, e non si può pensare che chi scriva metta in premessa una premessa che evidentemente non può essere condivisa dalla stragrande maggioranza dei lettori, a meno che, oltre che chiacchierone permaloso con fanfaluca, non sia pure passabilmente superbo.
    (Io poi qui mi citavo a memoria, per dire).

  7. che la considerazione per i filosofi sia zero, è innegabile. mi pare pure che dipenda dai filosofi. io, per me, li inviterei a considerare la porpia disciplina come l’ultimo punto di collegamento tra materie scientifiche e letterarie. in questo senso, cioè come commento di letterati alla tecnica, potrebbe resistere ancora un poco. come commento di filosofi ad altri filosofi, non credo.

  8. Come commento di filosofi ad altri filosofi, la filosofia non è mai esistita. Caro dhalgren, non farti fuorviare dalla mala pianta dello storicismo. Nè Husserl né Wittgenstein né Heidegger (nemmeno Heidegger, guarda un po’) hanno inteso la filosofia in tal modo. (Per dire i maggiori del secolo scorso).

  9. “Lei ha mai fritto l’aria? Lei ha mai sfondato una porta aperta? E allora di cosa parla? Io l’ho fatto…”

    Carmelo Bene a un giornalista che lo accusava di fare discorsi inconcludenti

    Bernardo

  10. caro massimo,
    mi piacerebbe tanto avere un tuo parere sull’ ultima cosa che ho scritto. ci ho messo tutto il mio cuore. ciao.

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