Archivi del giorno: settembre 16, 2005

Ethica

"Vorrei ricordare che non è l’etica a fare la letteratura", scrive Luca Doninelli in questo bell’articolo apparso su Il Giornale. E ha perfettamente ragione: "la storia letteraria, artistica e del pensiero è […] piena di portaborse che hanno prodotto opere immortali, mentre di tanti uomini virtuosi e incorruttibili, alieni da ogni conciliazione, non è rimasta traccia".

Ora però aggiungerei pure questo: che come l’etica non fa la letteratura, così non fa l’arte in genere. Ma neppure fa la storia, la matematica o la politica: ma allora che diavolo fa, l’etica? Uno potrebbe dire: l’etica fa l’uomo. E sia. Ma per fare un uomo, non sarebbero necessarie anche tutte le cose che l’etica non fa (la letteratura, la matematica, la politica, ecc. ecc.)? E allora? E se invece qui è proprio l’idea di etica che andrebbe riveduta profondamente, poiché non se ne può più di un’etica ridotta a catechismo delle virtù (e di solito, di un certo genere di pallide virtù)? E se invece è proprio questa idea di etica che è conciliativa da cima a fondo, letteralmente inzuppata di ogni possibile conciliazione?

(Abbiate pazienza, ma ho sul tavolo l’Ethica di Spinoza)

Ultimora, anche

"Ci sono ragazzi che ti applaudono quando parli male dei reality. Mi è successo personalmente, anche a Frosinone" (R. Arbore, a Omnibus, cinque minuti fa.

RAGAZZI DI FROSINONE!!! RAGAZZI DI FROSINONE!!! Da lunedì, proprio a Frosinone comincia la settimana di studi filosofici su La gioia del pensiero. Affetti passioni e pratica filosofica, con De Carolis Donà Duque Fadini Sini Tarca Vitiello, e una proiezione pasoliniana (il programma nei dettagli). Venite tutti!! Vieni anche tu, Arbore! (Però, quell’anche…).

Realismo thrillerista

Sono ancora in tempo, o i fuochi della polemica sollevata da Carla Benedetti si sono spenti? Che ne dici, Markelo (che ne dicevi pure qui)? E tu, Lalippa? Beh, in ogni caso ecco, in philosophicis, come la pensava Ludovico Wittgenstein:

"Davvero non riesco a capire come si possa leggere Mind invece di Street & Smith. Se la filosofia ha qualcosa a che vedere con la saggezza, senza dubbio in Mind non ce n’è neppure un granello, mentre spesso se ne trova un granello nei racconti polizieschi" (cit. in N. Malcolm, Ludwig Wittgenstein, Bompiani 1974).

Il rovesciamento del platonismo con altri mezzi

Grazie a desolationrow, scopro un articolo di Carlo Sini su Schiaffino, giocatore ‘teoretico’, dotato di visione. Tra i teoretici, testa alta e palla incollata al piede, Sini mette Bernardini, Mazzola padre, Puskas, Platini o Beckenbauer "(non a caso molto ammirato da Heidegger)", ma non certo giocatori estrosi e inventivi come Maradona o Pelè (che comunque per Sini era meglio di Maradona).

Il problema è ora il seguente: decostruita la teoresi, rovesciato il platonismo, congedata la metafisica, dobbiamo per forza contentarci di giocatori muscolari o di anime belle, di Baggio o Rumenigge? Una sintesi è ormai impossibile? E un pensiero dell’archi-traccia, o della differenza, farà l’elogio della panchina?

(Derrida tifava per gli oriundi?)