Per stare sull'attualità: Dio

Avrei qualcosa da dire sulla prova ontologica. La si trova nei luoghi più insospettati: a proposito di Camillo Ruini, e a proposito di Moresco (commento 27.09.05 ore 8.42).
La prova ontologica è il fiore all’occhiello della filosofia moderna (più in generale: la prova dell’esistenza di Dio è l’architrave della metafisica): quando Kant la toglie di mezzo, la filosofia moderna finisce, e comincia un’altra cosa. Come Kant la tolga di mezzo, è abbastanza noto, ma in breve: altro il concetto, altro l’esistenza. L’esistenza non fa parte del concetto, e non la si può dedurre da questa.
Oggi tutti concordano con Kant, anche se pochi son consapevoli di quale razza di problema diventi allora l’esistenza pura e semplice (che peraltro nessuno ha mai visto come tale, visto che sfugge alla presa del concetto). (En passant: finché c’è la prova ontologica in giro, una cosa come l’esistenzialismo è letteralmente impensabile).
Tuttavia osservo: il tutto c’è, se non ci fosse, se gli mancasse l’esistenza, non sarebbe il tutto. Questo è un sofisma, lo si vede bene. Ma è un sofisma non perché l’esistenza non sia contenuta nel concetto, bensì perché è il tutto che non ce la fa a stare dentro un concetto. È il concetto che è ritagliato sulle cose, e dunque in esso non si può trovare il tutto. Così Dio: non è che l’esistenza non è contenuta nel concetto di Dio, è che Dio non è il contenuto di un concetto (e dunque non è nemmeno la “posizione assoluta” di un esistenza extra mentem).
Se ci sono solo cose e concetti di cose, e sappiamo già che se ne stanno le une di fronte agli altri, ti meravigli di non trovare tra di essi Dio (o il tutto, o l’essere, o il linguaggio, o la storia)?
 
P. S. Il presente post è stato redatto con la gentile consulenza di Giorgio Guglielmo Federico.

6 risposte a “Per stare sull'attualità: Dio

  1. ‘Oggi tutti concordano con Kant’.
    Mica vero. Intanto già tra i postkantiani troviamo grandi pensatori che accettano la prova ontologica (Hegel e Rosmini, giusto per fare due nomi di giganti del pensiero).
    E tra i contemporanei la questione non è considerata risolta, vedi Goedel, Malcolm o Plantinga.

  2. Sì Angelo, QUASI tutti. Quel che ho scritto non ha però nulla a che vedere con la ripresa dell’argomento in Malcolm o Plantinga. Quanto a Hegel, mi pare di avere scritto che è tra i miei consulenti.

  3. A me sembra puro Tommaso (a parte il finalino, è chiaro). Ma mi sa che sono io che sono malato.

  4. Cioè dici che mi devo preoccupare?

  5. Di questo sottile, strisciante tomismo che mi attribuisci.

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