Ritornelli performativi

Sotto l’inquietante incipit E questo vale anche per la filosofia, Millepiani mette in rete la risposta polemica di Carla Benedetti, apparsa su L’Espresso (Scrittori e traditori. Critici, autori, giornalisti: tutti d’accordo sulla presunta morte della letteratura. Ma a chi serve questa tesi? Una risposta polemica). La qual risposta è divisa in due parti: tutti a dire che la letteratura è morta, a rimpiangere e compiangere, e a non saper bene cosa si stia facendo, visto che siamo tutti morti (prima parte); questo ritornello ha una precisa funzione: serve a smobilitare e a liquidare la letteratura (la carica antagonista della letteratura) (seconda parte). E così la normalizzazione avanza, l’ottundimento avanza, la colonizzazione dell’immaginario avanza.

Ora se c’è un aspetto caratteristico della post-modernità, è la performatività. Dire una cosa è farla vera. (Es.: Dire di un titolo di borsa che va bene, significa farlo andar bene; dire di un’opera che è un capolavoro significa elevarla a capolavoro). Ora, dire che il ritornello sulla morte dell’arte (della letteratura, dell’autore) ammazza l’arte, la letteratura, l’autore, significa riconoscere la verità del post-moderno. Ma significa anche mettersi in una posizione disperata, oppure falsa. Se infatti il ritornello ammazza la letteratura, allora la letteratura è morta, e il ritornello è vero. Se invece il ritornello non ammazza la letteratura, allora è semplicemente falsa la tesi che si sostiene.

(Si potrebbe ancora dire: il ritornello cerca di ammazzare la letteratura, e così di inverarsi. Sta a noi impedirlo. Il che però significa: sta a noi falsificarlo. Cioè renderlo falso, cioè accettare in pieno la logica performativa della modernità. E se invece il ritornello fosse semplicemente falso, ma errata pure la funzione che Carla Benedetti gli attribuisce? Vera la prima parte del suo articolo, falsa la seconda?).

P. S. Per la filosofia, un’altra volta.

6 risposte a “Ritornelli performativi

  1. c’è un problema a monte (secondario rispetto al tuo post): cioè che non è vero che tutti dicano che la letteratura è morta.
    a parte ciò, non mi pare che carla benedetti sostenga che dire che la lett. è morta serve per ucciderla: serve piuttosto ad evitarne il riconoscimento: se ci sono cioè opere valide, non si riconoscerà loro il valore che hanno; ma non per questo scompariranno o non ne saranno più scritte altre.

    riguardo al cercare di falsificare il “ritornello”, non è vero che fare ciò significa accettare la logica della modernità: chi ha detto infatti che per falsificarlo si detta semplicemente dire (ripetere) che è falso? si può cercare di falsificarlo con atti concreti.

    cmq la premessa, come ho detto in apertura, non è vera, quindi…

  2. Sono così incondizionatamente d’accordo con quanto scrive che mi spingo ad affermare solennemente che la letteratura italiana è lei. Sì sì, proprio lei, signor azioneparallela. Essa (la letteratura) gode del suo stesso stato di salute. Vive se lei vive, muore se lei muore, soffre di podragra se a lei viene la podagra. Ne sono più che convinto.

  3. La tua ironia, escualotis, è straordinariamente sapida. Hai pensato a lungo prima di scrivere il tuo commento, oppure ti è venuto così, di getto: con un colpo di genio?

  4. Sul problema a monte non dico nulla. Sul post: se ai discorsi sulla morte di… si attribuisce carattere performativo, non li si può ad un tempo considerare falsi e riusciti.

  5. [Volevi dire “la logica performativa della postmodernità”?]

    Per morte della letteratura imamgino si voglia significare la morte della funzione socio-culturale della letteratura. Giacché è evidente che uan cosa chiamata letteratura esiste e sempre esisterà.
    Il problema è capire il rapporto fra questa cosa e il mondo che la coltiva, la partorisce e…. la tramanda? la fa morire lì? la considera indispensabile? accessoria? ellittica? transitoria? utile? futile? formativa? performativa? effimera?

    Ma insomma: che cos’è la letteratura? Grisham, Brown, Manfredi, Mazzantini?
    Di quale letteratura stiamo parlando?

  6. Sì, il post- sotto è scappato (anche se sopra c’è). Bsq, è certo un problema che cosa si intende quando si parla di, ma non era questo l’oggetto del mio post (che, mi accorgo adesso, è veramente minimo).

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