Professori

Quando Marta Russo fu uccisa, nel 1997, io frequentavo l’Istituto Suor Orsola Benincasa di Napoli come borsista del corso di perfezionamento in Filosofia del Diritto, "Esperienza giuridica". Tra i borsisti (mi pare fossimo meno di una decina), c’era Giovanni Scattone, col quale non strinsi amicizia (i nostri interessi di studio erano molto distanti) ma mi capitò di scambiare qualche chiacchiera. Nei giorni successivi all’omicidio,  e anche dopo, quando si seppe che gli inquirenti avevano indirizzato le loro indagini verso l’Istituto di Filosofia del diritto, dal quale Giovanni Scattone proveniva. Ero invece a casa quando dal Tg2 appresi del suo arresto. Il corso proseguì, ricordo che venne Italia 1 a raccogliere testimonianze dai compagni del corso. La resi anch’io, cadendo dalle nuvole: non avrei mai pensato, non avrei mai creduto. Lo conosco poco, ma, per quel che può valere, nulla mi poteva far pensare che.

In quei giorni, Giovanni non mostrava la minima preoccupazione: non ricordo di averlo mai visto agitato, mai visibilmente teso o nervoso. Ricordo invece l’agitazione di un altro borsista, che proveniva dallo stesso Istituto, e che credo sia stato per qualche giorno sotto indagine, per poi uscire definitivamente di scena.

Dopo l’arresto, e negli anni successivi, ignorando del tutto fatti e circostanze (non ho seguito il processo, non ho letto né requisitorie né arringhe né sentenze), mi è tuttavia spesso capitato di ricordare la calma e l’equilibrio di Giovanni Scattone in quei giorni. Se è stato lui, pensavo, lo raccomanderei come killer; se non è stato lui, pensavo, gli affiderei senz’altro la gestione di un comitato-crisi, dopo la più distruttiva delle calamità naturali. 

Giovanni Scattone si è sempre proclamato innocente. La sentenza definitiva di condanna per omicidio colposo fu emessa nel dicembre 2003. Nell’aprile 2004, dopo 2 anni e 4 mesi di prigione, Giovanni Scattone è stato affidato in prova ai servizi sociali. Oggi, non essendo stato interdetto dai pubblici uffici ed essendo dunque legittimamente in graduatoria, apprendo dal Tg2 che ha ricevuto incarico per l’insegnamento di storia e filosofia in un liceo romano.

Io immagino che enterà in aula con la stessa calma di allora, che terrà il registro perfettamente in ordine, che manterrà sempre il tono di voce basso che gli è naturale, che parlerà facendo lunghe pause e qualche volta guardando fuori dalla finestra. Che sarà cortese coi colleghi, com’è sempre stato, e abbastanza distaccato con tutti.

Il contrario, assolutamente il contrario di come ho insegnato e, credo, insegno io.

P.S. I link servono, a chi volesse, per farsi un’idea. Se contengono imprecisioni, me ne scuso.

8 risposte a “Professori

  1. utente anonimo

    “Ricordo invece l’agitazione di un altro borsista, che proveniva dallo stesso Istituto, e che credo sia stato per qualche giorno sotto indagine, per poi uscire definitivamente di scena.”

    Uhmmm… , Watson, mi pare che lei abbia di fatto riaperto il caso.
    Poteva dirlo prima…

    S.H.

    (Renzo Cucinotta)

  2. Dice la stampa che in aula con Scattone non vola una mosca.

    Filter

  3. Esimio professore, ho scoperto che al cinema Quadrifoglio di Baronissi, dove se non ricordo male Lei risiede, il 20 di questo mese proietteranno in anteprima, ed alla presenza del regista, l’ultimo film di Battiato. Io ci sarò, mimetizzato in una nutrita schiera di appassionati. Sarebbe piacevole se lei si unisse a noi. Ma l’avverto io al cinema, nei cambi di scena al buio, tiro i pop corn a Sgalambro. Per prenotazioni: calendario proiezioni http://www.battiato.it

    F.N.

  4. Spero che per quella data la palazzina sia, diciamo, tirata a lucido, e i cartelloni sistemati. Mi auguro pure che la nutrita schiera di ammiratori non sia troppo nutrita, data la limitata capienza della sala. Poi: perché non porta seco il Malvinus? perché non mi dice l’ora, e perché non viene un poco prima dell’inizio della proiezione? Perchè non mi dice di che genere di anteprima si tratta: comunale, provinciale, regionale, nazionale, europea, mondiale?
    Comunque sì: ci sarò, perbacco!
    (Grazie alle mie entrature in comune, non dovrei avere troppi problemi a procurarmi l’invito: vabbé che si sta cercando di fare fuori l’assessore alla cultura, ma per u paio di settimane vorrà dire che sfodereremo il sorriso).

  5. Ho letto che gli alunni sono molto soddisfatti del nuovo professore. Certo forse dopo tutto questo chiasso a qualcuno di loro verrà in mente di fare in mezzo alla lezione domande-tranello (tipo: ma professo’, dove ha imparato a sparare con tale precisione?). Sai che imbarazzo

  6. utente anonimo

    Da cristiano, cattolico praticante, credo fortemente nel recupero di tutti gli uomini, anche di chi si sia macchiato di un crimine assoluto, così come è uccidere per gioco o per dimostrare l’assurda tesi che il delitto perfetto esista
    Il problema è che c’è una
    condanna di omicidio, che ci sono dei genitori martoriati,..
    Dunque, ritengo che che fino a quando non sarà provata la sua innocenza, Il dott. Scattone potrebbe dare il suo contributo alla filosofia, scrivendo in una stanza.
    davide
    ps le persone che mostrano una calma estrema non mi sono mai piaciute..con l’eccezione di Gesù Cristo.

  7. utente anonimo

    Il prof. Scattone insegna nella mia scuola , nella mia classe. Non voglio giudicarlo colpevole, come innocente. Non mi interessa. Io credo che anche lui, come tutti, TUTTI, debba avere una seconda possibilità. Una seconda possibilità, la possibilità di rifarsi una vita, di lavorare, di insegnare, la sua passione, e questa passione ce la trasmette e non tutti i professori ci riescono. E poi prenderei a calci tutti quei giornalisti che si aggirano per la scuola come bestie affamate. Perchè il loro lavoro è di distruggere la gente forse?! Distruggere una persona già profondamente segnata da uno sbaglio, un terribile, orribile sbaglio. Ha pagato. La legge ha deciso e così, e così è stato. E se voi poteste guardare i suoi occhi come possiamo fare noi, capireste.

  8. Caro studente, non credo che il mio post avesse il senso di una condanna. In ogni caso, non era nelle mie intenzioni. Io darei anche una terza e una quarta possibilità. Ho scritto questo post perché a me importa che cosa significare insegnare la filosofia. Sono sicuro che non lo si possa fare, se lo si vuol far bene, con distacco (e forse non vale solo per la filosofia). Ho paura che a Giovanni Scattone un certo distacco gli appartenga per carattere, e che certe circostanze glielo impongano. E’ questo ciò a cui pensavo: io non ci riuscirei. Tutto qui.
    Grazie, comunque.
    (E ai gornalisti lupi affamati io venderei una bufala al giorno, finché non capiscono che non è aria)

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