Massimi sistemi

Malvino cita un passo famoso di Henri Bergson a proposito della domanda metafisica fondamentale (per Leibniz, Kant, Heidegger), che però non è tale (per Spinoza, Hegel, Bergson). E cioè: perché l’essere e non piuttosto il nulla?

Ora, da cosa si riconosce un filosofo? In primo luogo, dal fatto che ben prima e più di rispondere a una simile domanda, si mette a far storie sulla domanda stessa. In secondo luogo, dal fatto che se qualcuno ci ha già pensato, lui ti dirà: sì, però.

E allora: io sto con Spinoza, Hegel, Bergson, con due precisazioni: la prima, che l’impensabilità del ‘nulla assoluto’ (cioè, precisamente: di ‘cosa’?) crea qualche grattacapo pure all’essere; la seconda, che quell’impensabilità dice qualcosa non sul nulla, ma sul pensiero.

Ho detto

7 risposte a “Massimi sistemi

  1. Troppo sintetico per i non addetti
    :-))

    Utili un paio di capoversi.

  2. utente anonimo

    come al solito,
    come sempre

    senior

  3. ma non è che il proprio dei filossofi sia questionare delle dimande, sennò anche gli idioti e i tardi sono filossofi, e gli autistici, e gli stranieri. perchè l’essere e non il nulla è poi una bella dimanda, degna di finire nelle carte dei ciuoccolatini, molto coreografica, di apparente, sconfinata profondità, e veramente nulla. più meglio disse valery: non è l’universo che un errore / nella purezza del non essere.

  4. Più che avere la presunzione di rispondere a questa domanda, bisogna capire cosa essa voglia dire e quali siano le sue conseguenze!!!

    (Belle le considerazioni di Merleau-Ponty in merito alla questione!!!…Le ricordo ancora. Ricordo anche la fatica del Capitano per spiegarcele..ma soprattutto la mia per capirle!!!…Che fatica quella sera al corso di Ermeneutica!)

    ap

  5. Seguo la filosofia a tempo perso ma direi che il nulla e’ subordinato all’essere mentre l’essere non e’ subordinato al nulla. Anche secondo me e’ vero che l’impensabilita’ del nulla in se’ dice piu’ del pensiero che del nulla.
    Ma sei sicuro che Kant vada nella prima parentesi? (e’ una domanda innocente la mia).

  6. Dici che un giorno lo verremo a sapere?

  7. Dhalgren: i filosofi fanno storie sulle domande. Non solo i filosofi, certo: non è una definizione.
    Sagredo: ragionevolmente sicuro. Non mi alzo a prenderla, ma c’è una pagina della Critica della ragion pura (Dial. trasc.), in cui Dio si domanda: ed io donde sono sorto, allora? E l’abisso si spalanca.
    Ap (che non sta per Azioneparallela), lei ha capito benissimo.
    Jimmomo: abbi pazienza. Provo. Chiediti: DA dove si pone la domanda metafisica fondamentale? Questo per mettere in crisi la domanda. Poi, per non sentirsi installati sicuri e saldi nell’essere, chiediti un po’ come possa prender significato essere, se non può esser pensato come non nulla. Infine, chiediti se è possibile negare il nulla, e se il collo di bottiglia in cui così ti infili (non è possibile affermare, non è possibile negare) possa aver altro significato che non sia quello di istruirti casomai sui limiti del pensiero.
    Che se son veri limiti del pensiero, non chiudono la partita quanto all’essere e al nulla (sono appunto limiti del pensiero).
    Vabbè, non ci sono riuscito: pazienza.

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