Penso vedo esisto conto

Nell’esperienza attuale il posto di Dio è preso dal pubblico: Mario Perniola sui reality show. C’entra (poco) il naturalismo, c’entra (di più) il narcisismo, ma c’entra soprattutto un nuova modalità di esperienza della realtà: sono visto dunque sono. Sono sotto gli occhi del pubblico, mentre prima si era sotto gli occhi di Dio.

Per giocare con Descartes, Perniola modifica il ‘penso dunque sono’ in un ‘vedo dunque sono’ che Descartes mai avrebbe potuto scrivere. La formula cartesiana sarebbe: ‘penso di vedere dunque sono’ (il rapporto del cogito cartesiano con lo sguardo di Dio, peraltro, è alquanto complicato). A me non pare neppure irrilevante il fatto che non si tratti in verità di ‘essere’ (soltanto), ma di ‘contare’. La formula sarebbe dunque: ‘sono (penso di essere) visto dunque conto’. Ma se è così, il nocciolo della faccenda sta fuori dell’equazione cartesiana: perché infatti non basta più esistere, ma bisogna ‘contare’?

(Non era io conto invece di ‘io sono’ lo slogan di qualche banca, non ricordo quale?). (E non c’è, su questa pagina, un contatore?).

Una risposta a “Penso vedo esisto conto

  1. tra i due, il rivoluzionario continua a essere Descartes, mi pare.

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