Il terreno del confronto

"Purché l’eventuale riconoscimento giuridico del ‘diritto di morire’ in determinate situazioni di sofferenze terminali non si trasformi mai, nei fatti, in un ‘dovere di morire’. Sul punto le garanzie devono essere totali".

Ho apprezzato molto l’articolo di C.F. Grosso, su La Stampa di oggi. Quelle che cito sono le parole conclusive, con le quali concordo. Così come concordo su tutte le preoccupazioni che Grosso esprime, ma anche sull’invito rivolto alla Chiesa cattolica ad accettare il terreno del confronto: "Sarebbe un segno di civiltà, un modo di dimostrare che non esiste nel nostro Paese una sola etica, ma che l’etica ufficiale [suppongo della Chiesa cattolica] può confrontarsi con etica diverse dotate di altrettante dignità". Era quello che su Leftwing volevo dire tirando in ballo Montaigne.

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