2 + 2, 2 x 2, di qua, di là – e Steiner

Tolstoj: “Come è possibile che questi signori non capiscano che anche di fronte alla morte 2 + 2 fa ancora 4?”; Dostoevskij (L’uomo del sottosuolo): “Ma che me ne importa delle leggi naturali e dell’aritmetica, quando per qualche ragione queste leggi e il 2 x 2 non mi piacciono?”.
 
Come al solito, sono in disaccordo con entrambi, con l’addizione e con la moltiplicazione. Né ragione assoluta, né arbitrio assoluto. E poi: l’uomo del sottosuolo trova comunque qualche ragione per non farsi piacere il 2 x 2 (foss’anche il puro dispetto). Ed è evidente che a Tolstoj piace pensarsi al sicuro del 2 + 2. Ma se di fronte alla morte vuol dire in ogni mondo possibile, anche Tolstoj non ne può sapere molto.
Per non essere frainteso, perché cioè non si pensi che stia ritenendo che forse, dopo la morte, 2 più 2 non fa 4, mentre invece sto solo affermando che il mondo è ‘più grande’ della sua faccia matematica, aggiungo infine che sono totalmente d’accordo con Tolstoj, quando dice:
"Se fuggi dalle condizioni che ci sono qui, se ti uccidi, la stessa cosa ti sarà messa davanti un’altra volta di là”
 
(Le citazioni sono prese da G. Steiner, Tolstoj o Dostoevskij: questo libro non se ne va. Ne approfitto per aggiungere, avendolo finalmente riletto, che esso smentisce di fatto, argomentando a tutto spiano, quel che afferma in principio, che cioè i giudizi del critico non sono dimostrabili. O meglio: dimostrabili no, ma proprio perciò argomentabili. Il senso delle sue prime pagine è anzi proprio un invito a non arrendersi, a non rinunciare ad argomentare, e non certo ad incaponirsi in un giudizio immotivato. Sicché il post che tempo fa gli dedicai deve intendersi riferito all’uso sbrigativo e leggero che D’Orrico aveva fatto di Steiner).

4 risposte a “2 + 2, 2 x 2, di qua, di là – e Steiner

  1. aggiungi il famoso “la libertà è dire che due e due fa quattro”. ma non si prenda un andazzo mistico, o lo si prenda in pieno.

  2. ora, qui si fa fa un po’ il tifo per l’uomo del sottosuolo, con tutto il suo insoppportabile arbitrio

    (poi mi vengono da citare solo i 4 + 4 di Nora Orlandi, ma non so se è in concorso)

  3. ma 2+2=4 non era una tautologia?

  4. E’ qui che l’uomo della strada (io) guarda il post come la mucca guarda il treno.

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