Archivi del giorno: gennaio 2, 2006

Il governatore

Un largo giro d’orizzonte sulle idee del nuovo governatore della Banca d’Italia lo si può trovare qui. Io l’ho pescato grazie a coccolini, che ne riporta un estratto molto interessante sulle politiche di immigrazione. Ne prelevo anch’io un pezzo significativo, la dichiarazione del Ministro delle finanze rumeno. "Se aspetterete dieci anni ad aprirvi riceverete solo flussi di lavoratori incolti enza alcuna qualifica perché gli altri, in possesso di qualifiche professionali, che oggi vorrebbero venire in Europa, saranno, di fronte al suo rifiuto, andati negli USA".

(Sotto lo slogan “lavorare di più e i più a lavorare”, riporto infine la conclusione della lectio magistralis. Che suona così:
"L’’Europa ha oggi di fronte una profonda revisione delle priorità politiche nazionali: da un modello che protegge una società dii vecchi fondata su poco lavoro, molte tasse e spese sociali a un modello che incoraggia i giovani e ringiovanisce i vecchi, basato su più lavoro per tutti […], maggiore crescita, poche tasse, minore spesa sociale e maggiori investimenti in istruzione, ricerca, tecnologia, difesa, infrastrutture”).

Salvezza

"La religione è fondata sulla reciprocità: osserva i comandamenti divini e Dio ti ricompenserà nel corso della tua vita. – Che cosa significhi invece la filosofia, nessun’altro lo ha espresso meglio, in tutta la sua durezza, se non Spinoza: "Chi ama Dio, non può sforzarsi affinché Dio lo ami a sua volta".  Il pathos della filosofia non è quello della reciprocità, ma un pathos unilaterale che va, senza ritorno, dall’uomo verso il sovrumano. Salvo errore da parte nostra, è d’altronde implicito nella logica dell’idea della filosofia il fatto che l’attività stessa del filosofo non sia compresa come ricompensa divina. Il filosofo non può dire agli uomini: filosofate e sarete salvati. Che si fondi la salvezza sul merito o sul principio della grazia, la filosofia non salva. Essa è semplicemente la vocazione individuale e, pertanto, la necessità interiore di certi uomini. La filosofia procura piacere a coloro che vi si abbandonano (piacere raro, è vero, e che si accompagna ad una lotta ardua e dolorosa, condotta contro di sé per il sé più proprio), perché vive in essa la passione di conoscere, non meno imperiosa di altre grandi passioni dell’uomo"
 
(Nel testo di Patocka da cui traggo questo passo, la filosofia è posta in un paradossale "conflitto senza contatto" con il mondo. Complicata faccenda. Ma il testo è bellissimo, e dispiace rovinarlo con un’analisi che mostri come più di un filo sia aggrovigliato nello stesso bandolo. E perciò, godetevelo così).
 
P.S. Su Patocka (pdf).