Cretini, ignoranti e irresponsabili

Tali sono  gli autori delle vignette, e il giornale danese che le ha pubblicate. E’ l’opinione che Cacciari ha espresso a Fahrenheit (intorno all’ottavo minuto, che ascolto grazie a una segnalazione di coccolini)). Cacciari ha subito aggiunto: "Dopo di che, è chiaro che ritengo che sarò sempre dalla parte di chi deve difendersi dagli attacchi integralisti eccetera, però prima di cominciare a ragionare di questo, bisognerebbe che alcuni tra virgolette occidentali capissero finalmente che occorre riconoscere determinati valori su cui altri possono essere sensibili, capissero che […] e così via". Altro la libertà, altro l’offesa. Questi cretini irresponsabili sono perfetti ignoranti, e non sanno quindi quanto possono riuscire offensivi. E non tengono conto che ci sono oggi determinate culture che hanno i nervi scoperti, e gettano benzina sul fuoco. Ragionevolezza vorrebbe invece che non volendo costruire nuove occasioni di conflitto, ecc. si facesse molta attenzione, si mettesse molta cura in alcune pubblicazioni ecc.

Ma il punto è: cosa fare coi cretini, ignoranti e irresponsabili? La libertà richiede rispetto, siamo non d’accordo, ma arci-d’accordo, ma cosa fare con gli irrispettosi e gli irreverenti? Ogni irriverenza è offesa?

(Cacciari dice: ‘dopo di che è chiaro’. Se dice ‘dopo di che è chiaro’ è perché quel che viene dopo è assolutamente ovvio e non mette nemmeno conto di dirlo. Ma ci sono momenti in cui è meglio non metter dopo, accompagnato da un ‘però’, quel che è chiaro e assolutamente ovvio. Momenti in cui mette conto di dirlo prima, in premessa)

2 risposte a “Cretini, ignoranti e irresponsabili

  1. D’accordissimo. Però mi pare che, visto il clima, un po’ di pragmatismo (furbizia?) non guasterebbe. Cioè: non sarebbe meglio pensare (prima) alle reazioni razionalmente prevedibilissime dei destinatari delle vignette? Lo so, dici che sarebbe meglio. In questo caso credo che l’irriverenza – tenuto conto del clima di cui sopra – possa essere considerata offesa.

  2. ricordate “Il male”? Era un periodico di satira. A un certo punto presero in giro la mafia, ma sul numero successivo apparve l’annuncio “scusate, non lo facciamo più!” perché qualche picciotto aveva avvisato la redazione di possibili danni irreversibili alla salute. Questo si chiama pragmatismo; oppure ci si mette dietro al mulo e lo si prende per il culo (e quello scalcia).

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