Il nazismo non è mica la fine

Avevo dato notizia della riserva con la quale Badiou e Cassin hanno manifestato il loro dissenso dalla nota biografica di Pascal David che accompagna una nuva edizione dell’Iintroduzione alla metafisica di Heidegger. Ora la trovo sul blog di Pierre Assouline, insieme alla notizia che con un libro collettivo il 23 marzo gli heideggeriani di Francia suoneranno la carica:

"Mécanique de la diffamation", "Un cas de désinformation. Pourquoi et comment ?", ""Métaphysiquement nécessaire", croit-on comprendre…", "Tu quoque… ou la dictature du "on" "A propos d’Ernst Jünger ou l’intelligentsia française en loques", "Heidegger censuré": sono alcuni dei titoli dei contributi che compariranno nel libro, riportati da Assouline.

Assouline aggiunge che dalle anticipazioni si capisce che i contributori assegnano al libro una funzione ‘profilattica’, lottano contro la mancanza di spirito critico della stampa, "pour dire que – conclude Assouline -, dans ces années troubles, Heidegger était en réalité parvenu à "prendre une mesure aujourd’hui encore largement inaperçue de ce qu’est en réalité le nihilisme -et dont l’effondrement du nazisme n’a pas marqué la fin…".

3 risposte a “Il nazismo non è mica la fine

  1. Detto alla buona (quando ne avrò voglia preparerò un ponderoso volume sull’argomento):
    1) la filosofia moderna ha riferito al soggetto tanto di ciò che tradizionalmente si riferiva all’oggetto, tanto da lasciare infine all’oggetto soltanto la mera qualità che appare nella percezione. Con talune categorie far questo è una passeggiata (tipicamente il bello), con altre è arduo e scandaloso (il mistero del soggetto kantiano che crea l’oggettività).
    2) dal tempo dell’astutissimo Hegel il soggettivismo moderno è divenuto luogo di una politicizzazione e di una aggressività in genere inconscia. E infatti chi ha avuto educazione fenomenologica, esistenzialista ecc. inorridisce al nome di Hegel con il candore dei fraticelli davanti al diavolo.
    3) il 900 è percorso da due filoni di utopia di restaurazione dell’oggettivismo.
    4) uno è quello ingenuo – logico linguistico analitico – inconsapevole della natura politica del problema
    5) l’altro è quello non ingenuo: quello fenomenologico esistenzialista ontologico. Qui vi è percezione della politicizzazione del soggettivismo, ma solo percezione espressa figuratamente.
    6) per questo Husserl è un restauratore – reazionario senza che ciò costituisca alcuna ingiuria. Anche la Edith Stein (preziosa quanto nessuno per capire lo sfondo politico della faccenda) lo è.
    7) Heidegger è uno sfruttatore di quella percezione di politicità, ed è fascista e kitsch.
    8) Il problema non era quello di tentare utopie di restaurazione dell’oggettivismo, ma era quello di fare la storiografia della filosofia da Hegel in poi rendendo esplicita e conosciuta la politicizzazione immanente ad essa. E così liberandosene.
    9) Fino al giorno in cui non mi deciderò a fare questo mestiere, voi continuerete a perdere tempo con l’ontologia ricavata dalla logica elementare, con le essenze eidetiche e quant’altro ne segue: che sono tutte cose semplicemente false, e che rilucono nella loro assenza di senso appena se ne comprende lo sfondo di politicità e di difesa (che è il loro senso).
    10) fino a quel giorno, discutere dello Heidegger nazista non conduce a niente, perché c’è chi intuisce Heidegger come personaggio kitsch e collaboratore di Auschwitz, e chi lo intuisce come una figura protettiva, esattamente come venivano intuiti i dittatori al loro tempo. Non c’è modo di mediare, perché manca la contestualizzazione storica realistica, e ciascuno si tiene la sua percezione irriflessa della cosa.
    11) inutile dire che a me Heidegger ha sempre destato senso di ripugnanza, ma solo negli ultimi anni ho capito perché.

  2. Naturalmente, è proprio la filosofia di Heidegger ad essere fascista e kitsch, così come tutto sommato lo è quella del crocerossino Jaspers: la tessera nazista di Heidegger non è in questione, diciamo che non meraviglia, ma nulla cambierebbe se fosse stato buonista anche heidegger.

  3. utente anonimo

    domanda: perchè questa saccenteria nei confronti di heidegger ?

    avner

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