Archivi del giorno: marzo 3, 2006

E già che ci sono

(Però poi mi rimetto a scrivere):

"La vera contrapposizione che caratterizza il mondo di oggi non è quella tra diverse culture religiose, ma quella tra la radicale emancipazione dell’uomo da Dio, dalle radici della vita, da una parte, e le grandi culture religiose dall’altra. Se si arriverà ad uno scontro delle culture, non sarà per lo scontro delle grandi religioni – da sempre in lotta le une contro le altre ma che, alla fine, hanno anche sempre saputo vivere le une con le altre –, ma sarà per lo scontro tra questa radicale emancipazione dell’uomo e le grandi culture storiche" (J. Ratzinger)

il "ne s’agit pas d’un choc des civilisations ou d’un antagonisme Occident-Orient mais d’une lutte globale qui oppose les démocrates aux théocrates" (S. Rushdie, B. Henry-Levy, T. Nasreen e altri nell’appello contro il nuovo totalitarismo, l’islamismo).

 

Appunto di lavoro

Sto scrivendo l’immortale relazione, e dopo avere citato Pera, nel senso dell’articolo su Left Wing, ed averci inserito pure un riferimento al Berlusconi americano, titubo. Ce la metto o non ce la metto una bella citazione dal celebre discorso su L’Europa nella crisi delle due culture, tenuto da Joseph Ratzinger subito prima di ascendere al soglio pontificio? Facciamo così, qui ve ne posto due, di citazioni, e voi scegliete:

"Queste filosofie sono caratterizzate dal fatto che sono positivistiche, e perciò antimetafisiche, tanto che, alla fine, Dio non può avere in esse alcun posto. Esse sono basate su una autolimitazione della ragione positiva, che è adeguata nell’ambito tecnico, ma che, laddove viene generalizzata, comporta invece una mutilazione dell’uomo"

"Il concetto positivistico della scienza del nostro tempo è dunque – da un punto di vista storico – un concetto residuo. Esso ha lasciato cadere tutti quei problemi, che erano stati inclusi nel concetto, ora troppo angusto ora troppo ampio di metafisica, tra gli altri quelle questioni che sono dette poco chiaramente ultime e supreme […]. Il positivismo decapita la filosofia"

Attenti, però: una è di Ratzinger, e una è di Husserl (una è vecchia di settantuno anni, una di un anno soltanto).

L'orrenda pira

Vi sono almeno dieci buone ragioni, cioè dieci citazioni, per bruciare vivi su una pubblica piazza i filosofi postmoderni e i loro libri. Le elenca John Derbyshire. La top ten ha al primo posto una frase di Heidegger, che ovviamente non oserei mai tradurre dall’inglese:

In the naming, the things named are called into their thinging. Thinging, they unfold world, in which things abide and so are abiding ones.

(Il guaio è che qualcuna di queste citazioni mi sentirei di farla mia, compresa questa del coseggiare!)