Contro la differenziazione estetica (ovvero: sopravvivere alla cultura)

Oggi, all’Opera di NY, presso il Lincoln Center, mentre ascoltavo in cuffia il Requiem di Verdi, e vedevo distinte signore e signori ai tavolini del caffe’, qualche sigaro e molti gioielli, e vedevo le luci, e di la’ dai vetri il traffico scorrere liquido tra le tiepide luci della citta’, facevo un tremendo pensiero: che la migliore relazione che la migliore relazione fra quel che ascoltavo e quel che vedevo era una sventagliata di mitra.

(Poi sono andato a Times Square, e ho comprato qualche giocattolo per i bimbi. Domani si torna).

15 risposte a “Contro la differenziazione estetica (ovvero: sopravvivere alla cultura)

  1. sei un borghese che si ignora.

  2. Vedi che ho ragione? 😉
    Friedrich

  3. Ma tu da che parte della sventagliata ti percepivi?

  4. utente anonimo

    dies irae in sottofondo, smitragliata al rallentatore, lo scintillio dei gioielli e il tintinnare della tazzina fracassata. già visto. mediazione avvenuta, e l’hanno inventata lì. sei stato assimilato.

    resistance is futile

  5. trovare la migliore relazione

    milano:totoepeppino=nyc:X

  6. che regista mancato di consuete tragedie ^_^

  7. utente anonimo

    Non si sopravvive alla cultura.
    Si vive sopra la cultura. Infatti i ricchi non leggono; pagano gente perchè legga per loro e gli faccia il riepilogo delle frasi fondamentali. Qualche anno fa Platone aveva scoperto quanto fosse inutile e scopertamente fastidioso dedicarsi alla istruzione dei ricchi.
    Come dice il proverbio, da perderci secchio e marra.
    Comunque i ricchi non bisogna ammazzarli. Bisogna costringerli a leggere, facendogli fare i riassunti, le sintesi, le schede, gli schemi ed i ragionamenti.
    Si comincia con il Fedro e si finisce con Così parlò Zarathustra. Nel mezzo ci va tutto il resto.
    I Vangeli no, perchè sono troppo crudi per gente delicata come i ricchi.

    raffaele ibba

  8. utente anonimo

    l’america che mediamente si conosce è quella dei film. siamo talmente condizionati da questi stereotipi , che anche un tranquillo e anonimo pomeriggio al bar a n.y debba trasformarsi per forza in qualcosa….Perchè le inquetudini e le angosce di ognuno di noi devono trasfigurare la vita agli altri ?…

    e.

  9. Raffaele, hai ragione. Però anche i mezzi che enunci (schemi, ragionamenti…) non bastano. Può essere (ed è, in effetti) che un ragazzo sa ripercorre formalmente il ragionamento sulla costruzione dell’etica razionale (per rimanere a Platone – ma a me è capitato davvero) e poi asserisce cose abominevoli solo perché è giusto e basta, o si rifiuta di fare cosa giuste solo perchè ‘non mi piace’. Insomma, la ricchezza spesso abbruttisce, anestetizza. Prima del ragionamento è necessaria una ragione, che ‘si dà’ solo con il contagio. E allora, una scintilla di contagio può forse essere una mitragliata…

  10. PS
    a proposito (sempre che tu non sia un omonimo), io ho il tuo libro di poesie che hai pubblicato per Meridiana (inizialmente dovevo pubblicarle anch’io con loro). Mi è piaciuto molto.

  11. Ecco, il solito relativista sofista anche un po’ nichilista. Tornato bene?

  12. utente anonimo

    c’è anche la possibilità bomba, la quale relazionerebbe questa bella gente e il signor verdi con te. Sarebbe un bel matrimonio

  13. utente anonimo

    alderano,
    sono d’accordo con te che gli schemi razionali sono del tutto insufficienti. Tentavo l’ironia.
    Sono io: l’autore del disonore dei canti.
    Ti ringrazio di essere uno dei cinquanta che hanno letto il libro.
    raffaele ibba

  14. Faccio ammenda per non aver colto l’ironia, sono giorni di superlavoro e non ci sono abituato…

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