Domenica di Pasqua

"E Cristo non è stato risuscitato, vana è la vostra fede" (ICorinzi 15,17).

E’ così. Oggi ho sistemato il giardino, domani è Pasquetta e qui sformiamo le pizze. Undici bambini presenti. Ma perché Paolo dice: vana è la vostra fede? D’accordo dice che vana è la nostra predicazione, dice che Cristo è apparso a lui, ma perché dice vana è la vostra fede? Oggi, per Renata, uovo di Pasqua Disney Le principesse, e per Enrico Winnie The Pooh. Per me, stasera il pezzo per Left Wing, e se mi riesce un po’ di Marzial Guieroullt, Spinoza, Dieus.

Auguri a tutti.

45 risposte a “Domenica di Pasqua

  1. perchè è una lettera ai corinzi, che volevano essere cristiani senza credere alla resuscitazione di gristo. e quindi, dice paolo: avete fatto trenta, fate trentuno! perchè se credete in tutto gristo, ma non nella resuscitazione, allora vana è la vostra fede.

  2. Vana è in ogni caso, dato che ne gli uni ne gli altri hanno la ben che minima idea del significato di “credo” e quali deduzioni errate essa comporti. Ad es. questo mondo non è l’unico, c’è un altrove, anche se non ho la ben che minima idea del come possa esserci. Questa fede poggia sulla doxa, come ogni altra pratica. uno stending ovescion per Popper!!

  3. Dhalgren, non dubito. E’ proprio questo il punto: voi, io.

  4. mica ho capito. qual è il punto? che esistevano versioni diverse del cristianesimo? o che la sua fede non era quella? in verità, paolo non ha bisogno di credere, perchè ha visto.

  5. Paolo ha visto, quindi non ha bisogno di credere.
    Ma anche noi, forse, potremo vedere con i nostri occhi. La Relativita` Generale non lo esclude.
    Io sono convinto che prima o poi avremo la possibilita` di andare a controllare di persona, e scopriremo che e` tutta una bufala. Chissa` cosa diranno i cristiani.
    Come e` evidente da questo esperimento mentale, anche la religione c’entra coi fatti. E anche la filosofia. Non c’e` nulla che non c’entri coi fatti, coi fatti fisici. Per quanto gli imbroglioni cerchino di collocare le loro menzogne in territori lontani dalle nostre attuali possibilita` di falsificazione, prima o poi la possente scienza umana raggiunge tali territori e smaschera gli imbroglioni. E` cosi` per la religione, la quale, messa alle strette, deve inventarsi sempre nuovi “piani” su cui collocare le proprie affermazioni. Ed e` cosi` anche per la filosofia… e il paradosso di Zenone, le sciocchezze di Spinoza e altre simili stupidaggini diventano ancora attuali se considerate “in un altro senso”, “su un altro piano”. Come se le filosofie non potessero essere falsificate dai fatti, come se la filosofia riguardasse sempre i fatti “in un altro senso”, quello della verita` filosofica, che guarda caso non e` mai il senso dei fatti.
    Certo, c’e` tutto il discorso delle pratiche, della pratica scientifica, della pratica sciamanica e della pratica filosofica. E bla bla bla. Ma andiamo a guardare pero` veramente quali sono i rapporti tra le varie pratiche! E` troppo facile cavarsela dicendo che ogni pratica e` un intreccio di pratiche. Non basta. Esiste anche la possibilita`, in linea di principio, di ridurre (nel senso del “riduzionismo”) alcune pratiche ad altre pratiche. Ad esempio, la biologia non e` soltanto una pratica intrecciata in qualche modo con la fisica. Essa e` riconducibile alla fisica: gli oggetti trattati dalla biologia sono oggetti fisici. Sono soltanto un po’ troppo complessi per poter essere trattati con i metodi della…

  6. …fisica. Un po’ come non e` conveniente, sebbene in linea di principio possibile, studiare il comportamento delle molecole di un metro cubo di un gas con i metodi della meccanica. Se la mamma di un bambino conoscesse perfettamente il “bambino fisico” (cosa impossibile in pratica, data la complessita`), allora non avrebbe alcun bisogno del “bambino psicanalitico” o del “bambino sociobiologico”. Esiste insomma una gerarchia tra le pratiche, data dalla possibilita` di riduzione. Poi, ovviamente, chi si occupa di cose piu` complesse utilizzera` le proprie metodologie necessariamente piu` approssimative. Ma la gerarchia c’e`. Gli imbroglioni non possono cavarsela dicendo ogni volta che si tratta di piani diversi, di sensi diversi della verita` e dell’errore. Esiste solo un mondo: quello fisico. La psicologia parla del mondo fisico, la religione parla del mondo fisico, la filosofia parla del mondo fisico, eccetera. E la verita` delle affermazioni della religione e della filosofia e` la verita` di affermazioni riguardanti i corpi fisici, verita` che valgono (o meno) nel senso in cui valgono (o meno) le affermazioni rifuardanti i corpi fisici. Se dicono che Gesu` Cristo e` risorto, e noi andiamo a vedere e scopriamo che e` una bufala, e` una bufala punto e basta. Se Kant parlava di spazio-tempo a priori, e Einstein ha fatto vedere che le cose non stanno cosi`, allora la filosofia di Kant e` falsa punto e basta. Non c’e` nessun senso in cui possa essere vera. E non ha senso mettersi a cercare un tale senso.

  7. Caro Giovanni, il tuo commento si estende un po’ più in là dell’oggetto del post, e non credo sia steso per attendersi, in un cmmento, una discussione. E’ una presa di posizione, e peraltro una presa di posizione perentoria. E poiché so, e so da tempo, che non è con le chiacchiere filosofiche che potrò cavarmela, credo che tu possa fare un buon lavoro in filosofia (volevo metterci un: comunque, ma poi ho deciso di toglierlo) se per esempio senza smuoverti di un millimetro, senza neppure prendere in considerazione obiezioni sul perché e sul percome e sul ‘da dove’ fai queste affermazioni e se esse siano falsificabili, ecc. ecc., se per esempio ti domandassi e cercassi di capire bene cosa vuol dire la parola totem ‘fisico’ nel tuo commento. Perché sull’uso che fai di quella parola, la psicanalisi e la filosofia avrebbero molto da dire, e per farle tacere occorre che qualcosa da dire ce la metta tu (ma non qui: dico per la tua vita intera).

  8. Mi permetto di aggiungere soltanto una mezza considerazione.
    E` del tutto irrilevante cosa significhi, dal punto di vista dell’ontologia, “fisico”.
    E` sufficiente un realismo dei valori di verita`, per avere il quale basta richiedere che per ogni proposizione sia precisata in partenza in maniera chiara la forma che dovrebbe avere un’eventuale falsificazione della proposizione. Ad esempio, si dovrebbe accompagnare alla proposizione “Gesu` Cristo e` risorto” una chiara descrizione di come dovrebbe essere fatta una eventuale prova della falsita` di tale proposizione. Piu` e` “difficile” da ottenere una eventuale falsificazione, meno e` sensata la proposizione. “Fisico” e` semplicemente cio` la cui eventuale falsificazione non sia irragionevolmente difficile da ottenere ed abbia una forma chiarita in partenza. Tutto sommato, la proposizione “Gesu` Cristo e` risorto” e` una proposizione fisica. Falsa, ma fisica. Sicuramente piu` “fisica” di molte proposizioni dell’Etica di Spinoza…

  9. “E’` sufficiente un realismo dei valori di verita`, per avere il quale basta richiedere che per ogni proposizione sia precisata in partenza in maniera chiara la forma che dovrebbe avere un’eventuale falsificazione della proposizione”:
    certo che è sufficiente. Bisogna vedere se è sufficiente il gioco per giocare il quale ciò è sufficiente.
    (Ma nessun toglie al bambino il giocattolo, né io pretende di togliere il gioco a chi vuole giocarlo).

  10. utente anonimo

    Non capisco il commento di Mirza. “Aver Fede” che vuol dire? Ficcarsi in testa un dato numero di verità che poi, alla fine, risulteranno sempre e comunque “opinione”?

  11. “certo che e` sufficiente. Bisogna vedere se e` sufficiente il gioco per giocare il quale cio` e` sufficiente”

    Io penso che tale gioco sia sufficiente, nel senso di sufficientemente generale, sufficientemente “ampio”, in quanto l’unico presupposto di tale gioco, la falsificabilita`, mi sembra davvero il minimo indispensabile per garantire una certa “giocabilita`”. Senza tale presupposto, semplicemente, non c’e` piu` gioco: ognuno puo` dire quello che vuole, ogni proposizione vale l’altra, qualsiasi cosa diventa dimostrabile, come e` appunto nelle teorie inconsistenti. Sarebbe come giocare a calcio con porte larghe cento metri e alte duecento. Non avrebbe senso.
    Con questo non voglio dire che non si debbano frequentare paradossi, che non ci si debba muovere nelle immediate vicinanze dell’inconsistenza. Non dico questo. Dico semplicemente che la frequentazione di un paradosso dovrebbe far fare un’allegra capriola all’intelligenza, smuovere qualcosa, far sentire un certo sapore, come una barzelletta intelligente che faccia ridere, e non come una barzelletta che non fa ridere, che delude come delude il silenzio di Gesu` Cristo in seguito alla domanda di Pilato “che cos’e` la verita`?”. Quel silenzio, che e` molto simile a certa filosofia “abissale”, non e` affatto la piu` profonda della filosofie, ma e` semplicemente una non-filosofia, una presa per i fondelli, una banalita`, un non-gioco.

  12. Può darsi. Però non mi riesce di capire perché il minimo sarebbe la falsificabilità. Come se fosse vero che tutto ciò che non accetta questo minimo (e in questo tutto sta il principio stesso di falsificabilità, che non saprei come falsificare), per ciò stesso sarebbe privo di senso, non interessante e infine non vero. Se così fosse, potrei chiederti se ritieni che questo tuo asserto sia falsificabile, e se sì a quali condizioni.

  13. Ritengo che il principio di falsificabilita`, dal momento che e` un paradigma (e possiamo schematicamente indentificarlo con il paradigma scientifico che ha caratterizzato la civilta` occidentale a partire dall’eta` moderna), sia falsificabile nel senso in cui lo sono i paradigmi: in base ai risultati. Se un paradigma produce una situazione di stagnazione, di ingiocabilita`, di sterilita`, allora possiamo ragionevolmente considerarlo falsificato; se invece produce ancora frutti, senza essere lacerato da proprie contraddizioni interne, allora magari vale la pena di continuare ad assumerlo.
    Certo, lo so, anche questo mio meta-criterio di valutazione dei paradigmi e` esso stesso un paradigma. Ma mi sembra un paradigma assolutamente minimale e necessariamente da condividersi, a meno che uno non preferisca la stagnazione, l’ingiocabilita` e la sterilita` alla fertilita` e alla prosperita`. Certo, uno puo` anche dire che preferisce la cacca alla cucina di Pierre Gagnaire, ma personalmente, e sinceramente, facendo a meno anche dell’assunzione minimale che la cucina di Pierre Gagnaire e` preferibile alla cacca, io non riesco proprio a discutere.

  14. col silenzio giesùcristo fondava una mistica, che è ben più influente di una filosofia. la filosofia che giustamente dici abissale è forse solo un tentativo di sfuggire all’irrilevanza.

  15. Io vedo però che un sacco di gente, non necessariamente stupida, riesce a discutere anche senza la tua assunzione minima. Se poi il criterio è l’utilità, la fertilità o la prosperità, che per poter minimamente discutere assumo significhino l’allungamento della vita media in occidente, gli aeroplani, l’ingegneria genetica (senza questionare se sia DAVVERO utile avere queste cose), allora ti rassicuro: non c’è filosofo (dove per filosofo s’intende uno che non ha un metacriterio per distinguere buona e cattiva cucina) che supponga di riuscire a allungare la vita media, far vlare gli aeroplani e modificare il DNA. Ne ricavo che tu non riesci a discutere su ciò su cui non c’è discussione.

  16. Dhalgren, hai perfettamente ragione se quel che scrivi comporta quel che già Platone sapeva, e di cui sono personalmente ben convinto: non si può distinguere in forza di un criterio saldo e definitivo (à la giovanni) la filosofia dalla sofistica, e il grano dal loglio. Il che non vuol dire che siano la stessa cosa.

  17. utente anonimo

    In effetti l’idea che nel silenzio del Cristo sussistano banalità, presa per i fondelli ecc. mi pare sia essa banale. Nell’assenza di parole umane risuonano parole non-umane, ulteriori – questa è una cosa che ci portiamo appresso dalla grecità.

  18. Einstein non confutò la filosofia di Kant, bensì la ridusse a mera congettura, così come è mera congettura la relatività di Einstein e la meccanica classica. E=mc2?, Esiste un SC inerziale?
    Anche la fisica ha un senso diverso da quello della realtà del senso comune. Ditemi voi quale pratica sia riconducibile a ciò che è, ognuna invece trova il suo spazio, la propria porzione di “verità”. La fisica è mossa dall’utilità, la biologia pure…dobbiamo forse affermare che la filosofia non abbia un’utilità per il senso comune? Io dico che ne ha, e curiosamente è proprio Einstein ad affermarlo. é forse un fatto realmente evidente che ogni evento abbia un suo orologio? Eppure tale conclusione filosofica trova applicazione. Non credo che Lagnese sia in grado di distinguere le pretiche essendo queste da sempre riconducibili alla pratica dell’esistenza. L’unica pratica ontologica è la pratica delle pratiche, e se qualcuno vuole immaginare un genio maligno che passi il suo tempo creando per lui un’illusione così ben vissuta, non posso far altro che compatirlo. Ogni pratica si associa al linguaggio che la descrive ed è piuttosto evidente per un filosofo (non per un fisico) che ognuno di essi sia descrittivo della pratica ontologica, ma mai di più di una stessa realtà… Il linguaggio e la pratica teologica trovano il proprio abitat naturale nel mondo(spinozianamente parlando) e sarebbe assurdo voler contestare questo punto appellandoci ad una sensazione, ad un’immagine oscura, per concludere infine che le verità siano due (ontologicamente). Chi si aspetta un la di là, lo fa perchè ha ricreato altrove questo mondo così completo. Conosciamo così poco noi stessi, il perchè di molte conclusioni palesemente prive di un significato diverso da quello che dovrebbe essere loro attribuito.

  19. “non c’è filosofo (dove per filosofo s’intende uno che non ha un metacriterio per distinguere buona e cattiva cucina) che supponga di riuscire a allungare la vita media, far vlare gli aeroplani e modificare il DNA”

    Ma come? E Francis Bacon (non il pittore del Novecento!), John Locke, eccetera, non hanno forse contribuito ad allungare la vita media, far volare gli aeroplani e modificare il DNA?
    Concorderai con me che la scienza e` figlia della filosofia. E io aggiungo: ogni filosifia ha la scienza che si merita. E aggiungo ancora: ogni filosofia si giudica dalla scienza che porta, e piu` in generale dalla civilta` che porta.
    La filosofia di Bacon, di Locke, eccetera, ha portato ai risultati che possiamo ben vedere.
    A cosa ha portato e portera` l’esistenzialismo? A niente di buono, a mio avviso.

  20. “Einstein non confutò la filosofia di Kant, bensì la ridusse a mera congettura”

    Ah, e prima cos’era?
    In ogni caso, per discutere con me di Einstein, e precisamente di Relativita` Ristretta e di Relativita` Generale, devi prima dirmi cos’e` uno spazio affine (la struttura geometrica relativa alla RR) e cos’e` una varieta` differenziabile (la struttura geometrica relativa alla RG). Altrimenti fai solo aria fritta. E` anche da queste cose che si distingue il buon filosofo dal cattivo filosofo: il buon filosofo parla di spazio e tempo, o di verita` e dimostrabilita`, con cognizione di causa; mentre il cattivo filosofo (vedi i vari severini) ciancia di Relativita` Generale, di teoremi di Goedel, eccetera, senza capirci nulla.

  21. E se il silenzio di Cristo davanti a Pilato e alla sua domanda non fosse altro che l’esito della spossatezza di un uomo devastato? E se, alzando la posta, avesse ragione giovannilagnese e, tornando relativisticamente laggiù, vedessimo risorgere Cristo? Non rimarrebbe aperto comunque lo spazio per un’interpretazione, come raccontano i vangeli a proposito di quelli che laggiù già ci stavano, e vedevano risorgere i morti, e si dividevano tra chi credeva e chi no?

  22. Ma credi davvero di essere in grado di distinguere l’esistenzialismo dall’empirismo? E come vorresti fare questo quando applichi i rispettivi criteri al mondo che queste due filosofie condividono? Bah… i criteri di cui parli non sono che un ripiegamento della realtà su se stessa. Il metacriterio di cui parli non è che un metodo che riconosce se stesso come buon metodo, ma converrai con me che non può definirsi episteme, ne un adeguato mezzo per raggiungerla. (in realtà ho seri problemi anche a giudicare episteme un problema reale e ben definibile). Concordo sul fatto che una cattiva filosofia esista, ma questa non sta in se, bensì nei filosofi. Sta a questi trovare un metacriterio valido!

  23. Francis Bacon? Ah sì: cavolo, me n’ero proprio dimenticato! E quando ho scritto ‘non c’è filosofo…’ forse ne ho dimenticato qualche altro:…o forse me li sono dimenticati tutti? Tutti i filosofi degni di questo nome hanno contribito all’avanzamento della scienza (altrimenti erano venditori di fumo)! Ci stanno lì per questo, i filosofi: per far avanzare la conoscenza scientifica nel senso definito da Popper (Popper, l’unico, indimenticabile Popper!). Hanno dovuto attendere un po’ per farla nascere, la conoscenza scientifica nel senso definito da Popper,ma ora, per la miseria, ci siamo. Ora i filosofi spingono, e la scienza avanza, e la vita media si allunga. I filosofi fanno la vita del mediano, e gli scienziati mettono la palla in porta.
    A questa distribuzione dei compiti (un tempo era la filosofia ad avere la pretesa di assegnare i posti, ora quest’arroganza non è più del filosofo) io non ho nulla da obiettare, proprio per la ragione che dici tu: sarebbe inutile. Almeno su questo aveva ragione Spinoza (sto celiando): verum index sui.
    Rimango ammirato però, caro giovanni, per il fatto che c’è anche chi, pur sapendo un mucchio di cose, e in particolare che sono gli scienziati ad andare in goal, sognano ancora di fare i mediani. Chapeau!

  24. “Ma credi davvero di essere in grado di distinguere […]”

    Credo veramente di avere seri problemi a discutere con te.

  25. “Rimango ammirato però, caro giovanni, per il fatto che c’è anche chi, pur sapendo un mucchio di cose, e in particolare che sono gli scienziati ad andare in goal, sognano ancora di fare i mediani. Chapeau!”

    In realta`, a mettere la palla in porta non sono nemmeno gli scienziati, cioe` non e` nemmeno la scienza, ma e` piuttosto la tecnica. Ad esempio, ed e` un esempio grossolano ma che illustra chiaramente il concetto, noi grazie agli scienziati sappiamo che e` possibile viaggiare nel tempo, ma a mettere la palla in porta saranno coloro che metteranno a punto la tecnologia che rendera` possibili in pratica i viaggi nel tempo. Il lavoro della scienza teorica e` anch’esso preparatorio, ed e` poi con le applicazioni che si “va in goal”.
    Ma io ritengo che non sia affatto piu` “nobile” il lavoro di chi va in goal. Per restare alla metafora calcistica, ad esempio, un geniale assist puo` essere piu` nobile dello stesso goal.
    Diciamo che ognuno puo` fare il proprio lavoro in maniera piu` o meno nobile, indipendentemente dal lavoro.
    In ogni caso, in base al mio gusto personale, ritengo addirittura piu` nobile il lavoro che si fa “a monte” rispetto a quello che si fa “a valle”. Ossia ritengo piu` nobile il lavoro di tipo piu` “fondazionale”, come e` la scienza rispetto alla tecnica, e la filosofia della scienza rispetto alla scienza. E, se ti fa piacere, anche la filosofia teoretica rispetto alla filosofia della scienza. Ma parlo di un mio ideale di filosofia teoretica “seria”, non parlo del settore M-FIL/01.

  26. Magari a questa cosa, che non c’entra più nulla con il post, dedico qualche riflessione più in là, però:
    a che cavolo serva fondare una cosa che di suo fa già volare gli aeroplani, non mi è chiaro (mentre vedo, perché lo vedo ogni giorno, a che serve la scienza); a che serva in generale fondare non i palazzi ma la scienza non mi è chiaro; dove e come gli scienziati siano aiutati dai filosofi della scienza, e questi dalla filosofia teoretica, non mi è chiaro – a meno di non chiamare filosofia ogni riflessione che lo scienziato dedica a quel che fa. Insomma: se dobbiamo ritenere che è scientifico solo l’asserto falsificabile, che il principio di falsificabilità non si tocca perché funziona (è utile, è fertile, ecc.), e che i goal li fa la tecnica, non vedo perché dare un contentino residuo alla filosofia. Togliamola di mezzo, oppure riconosciamo che spunta fuori solo per fare casino, o quando c’è casino, ma che l’ideale è eliminarla. Sarebbe decisamente più chiaro, e più utile alla discussione, metterla così. E fare nostro il motto: uno scienziato in più, un filosofo in meno! (Non trovi?)

  27. utente anonimo

    viaggiare nel tempo?
    BUAHUAHUHAUHAU
    ma ci estingueremo prima!
    prima prima! molto prima!!!
    anche per questo e’ meglio Gristo. come lo chiama quell’altro.

  28. utente anonimo

    comunque sia.. povero Massimo.
    Ti sei cacciato proprio in
    un bel guaio...

  29. “viaggiare nel tempo?
    BUAHUAHUHAUHAU
    ma ci estingueremo prima!
    prima prima! molto prima!!!”

    Non sono d’accordo. Non vedo queste difficolta` insormontabili. A meno che tu non creda che ci estingueremo entro una cinquantina o un centinaio d’anni.

  30. “comunque sia.. povero Massimo.
    Ti sei cacciato proprio in
    un bel guaio… ”

    Molti sono fake.

  31. “(1) a che cavolo serva fondare una cosa che di suo fa già volare gli aeroplani, non mi è chiaro (mentre vedo, perché lo vedo ogni giorno, a che serve la scienza); (2) a che serva in generale fondare non i palazzi ma la scienza non mi è chiaro; (3) dove e come gli scienziati siano aiutati dai filosofi della scienza, e questi dalla filosofia teoretica, non mi è chiaro”

    1) Serve perche’ non ci basta far volare gli aeroplani. Vogliamo cose nuove. E il nuovo nella scienza, spesso e volentieri, proviene dal nuovo in filosofia. Ad esempio, senza la riflessione filosofica sulla questione “come deve essere un ragionamento logicamente valido?” non sarebbe mai nata l’informatica. Senza la riflessione filosofica sulla questione “cos’e` una decisione razionale?” non sarebbe nata la moderna teoria della decisione razionale, che e` fondamentale in economia. Eccetera eccetera.

    2) La scienza non e` un palazzo dalle fondamenta ben solide come pensa la gente comune. Essa al contrario sfiora continuamente aporie, aporie che spesso vengono messe in evidenza dagli stessi filosofi (come del caso famosissimo del paradosso di Russell in teoria degli insiemi). I tentativi di superare tali aporie portano a sviluppare strumenti concettuali molto utili per la stessa scienza (come ad esempio nel caso l’intuizionismo matematico, che, nato per ragioni essenzialmente filosofiche, oggi e` fondamentale per l’implementazione della matematica su computer).

    3) La cosa mi sembra assolutamente evidente. Ad esempio, senza Frege (e la sua formalizzazione del linguaggio) non sarebbe mai nata l’informatica. E senza la logica e la gnoseologia che lo hanno preceduto, non ci sarebbe stato Frege.

  32. (Il guaio: io sono una persona molto paziente, e giovanni, che è una persona molto intelligente, lo sa)
    Caro giovanni, però non mi dare solo esempi.con gli esempi vposo dimostrare pure l’importanza che ha avuto la magia per la nascita della scienza,ma quella non è una buon ragione per iscrivermi a un corso di magia teoretica M(agia)-FIL/01

  33. “Caro giovanni, però non mi dare solo esempi.con gli esempi vposo dimostrare pure l’importanza che ha avuto la magia per la nascita della scienza,ma quella non è una buon ragione per iscrivermi a un corso di magia teoretica”

    Se ritieni che la magia ancora oggi possa contribuire alla nascita di nuove scienze, allora questa sarebbe un’ottima ragione a iscriverti a un corso di magia teoretica.
    Per quanto riguarda la filosofia, io ritengo che ancora oggi, quanto e piu` di ieri, possa contribuire alla nascita di nuove scienze e, piu` in generale, ad progresso oggettivo e tangibile della civilta` umana. Se tu ritieni che non sia cosi`, allora, dato che e` di filosofia che ti occupi, mi dispiace per te.

  34. Non avevo capito che tutto illtuo ragionamento si basava su un ‘ritenere’: pensavo avesse basi più solide.
    Quanto alle ragioni per cui io mi occupo di filosofia teoretica, di certo NON stanno nel contributo che io posso dare all’allungamento della vita media, a qualche genere di ricerca applicata, al progresso delle scienze empiriche. Sei tu che ritieni che questo solo giustifichi la filosofia e la legittimi innanzi alla scienza: io questi problemi non ce li ho.

  35. “Quanto alle ragioni per cui io mi occupo di filosofia teoretica, di certo NON stanno nel contributo che io posso dare all’allungamento della vita media, a qualche genere di ricerca applicata, al progresso delle scienze empiriche.”

    Ma ritieni almeno che la filosofia contribuisca ad un progresso oggettivo e tangibile della civilta` umana?
    In ogni caso, da parte mia vi sono anche, e forse soprattutto, ragioni intrinseche che mi spingono ad assumere il principio di falsificabilita`, o quantomeno un meta-principio di “giocabilita`”: senza giocabilita` io non mi diverto. Giocando a calcio con una porta larga cento metri e alta duecento, io non mi diverto. Se insomma qualsiasi tiro e` un goal, e quindi qualsiasi tiro vale l’altro, io non mi diverto.
    Attenzione: io non dico che ci debba essere un criterio preciso come nel calcio per stabilire chi ha fatto goal e chi no. Non pretendo che debba esistere una macchinetta che giudichi le filosofie e dica quali sono buone e quali no. Ma nemmeno mi sta bene l’anarchia totale, in cui ognuno puo` dire la sua come gli pare e piace.
    Insomma, data un’affermazione filosofica, secondo me dovrebbero esistere dei ragionevoli criteri, criteri ovviamente mutevoli e fallibili, in base ai quali si possa dire, anche magari soltanto dopo aver aspettato per un certo tempo e visto certe cose, se si tratta di un’affermazione valida o di una schiocchezza. Sei d’accordo almeno con questo?

  36. E non a torto. Il tuo è un principio utilitarista, economista, calcolatore. Tu sei la personificazione di chi è disposto a bruciare sul rogo qualcuno di cui non condivide le osservazioni. Un’affermazione come:”Ma nemmeno mi sta bene l’anarchia totale, in cui ognuno puo` dire la sua come gli pare e piace” è sintomo di deviazione verso un qualcosa che non si deve ripetere. Fortunatamente non sono in molti quelli disposti ad ascoltare tali assurdità. Tu puoi essere un bravo logico, un bravo matematico… ma non hai capito una mazza di cosa sia la filosofia e a quali porti essa approdi. Se credi davvero che un criterio di falsificabilità sia l’approccio corretto, allora non hai capito la sua inutilità nel campo. La filosofia non ha bisogno di tali criteri logici, la filosofia si evolve e se li crea da se questi criteri, ogni volta rinnovabili, ogni volta espressione di una mente capace di immaginare, di individuare un collegamente, lo stesso che pone fine a tutte le grandi teorie per dare vita a delle nuove, di cui l’uomo possa meravigliarsi. Tutto ciò avviene in piena libertà – da sempre.

  37. L’idea che ci sia un “qualcosa che non si deve ripetere” mi fa pensare a “qualcosa che non si deve ripetere”. Perché, sinceramente, non vedo grosse differenze tra chi sostiene che non gli sta bene “l’anarchia totale, in cui ognuno dice quello che gli pare” e chi stigmatizza atteggiamenti “da non ripetersi”. Inoltre, pur non essendo filosofo “professionista” (e proprio perché non sono tale mi passerete il termine), non mi sento poi tanto sconfinferato da una filosofia che “crea” criteri di cui l’uomo possa “meravigliarsi”. Specie dopo gli stermini dei kulaki, Hiroshima, Dachau, Auschwitz ecc. – cioè dopo esperienze storiche che vivevano di una weltaunschuung che i suoi criteri li aveva “creati” assolutizzando il relativo. Mia, personalissima convinzione è, piuttosto, quella che il più grande stupore dell’uomo sta nell’approfondimento, non nelle corse a ostacoli. Perché, per far contenti i fan di Kahlil Gibran, “se resto qua c’è un andare nel mio restare”. Un pò come quando l’amore non è facile sentimentalismo – che dopo tre mesi ha bisogno di altro.

  38. L’allusione era unicamente rivolta ad una persona che conosco a scopo di provocazione (la democrazia ha in se gli anticorpi contro le degenerazioni, oggi più che mai, eppure mai abbastanza). Quanto alla meraviglia, forse dovresti rivedere il tuo archivio di conoscenze – forse non ti stupirai delle implicazioni filosofiche insite nella relatività, ad esempio, ma io sì e molto. Queste mi affascinano e destano meraviglia ogni volta che ne scorgo le potenzialità. Ma forse hai male inteso la sfumatura che davo al termine. Inoltre nessuno qui parla di corse ad ostacoli, bensì di abduzione peirceiana, o di ipotesi popperiana se prefersci, in cui la mente ha un ruolo attivo nella conoscenza, sebbene qusta non sia gestibile secondo un criterio prefissato. La capacità di ipotizzare rompe ogni riduzionismo conseguente ad applicazioni di metacriteri logici. La logica interviene successivamente nell’analisi della validità di una teoria, ma non può esserne un filtro, posto a priori. La verifica è successiva all’ipotesi. In questo senso il tuo concetto di approfondimento può trovare spazio logico. Ma non voglio entrare nei dettagli, ci vorrebbe troppo spazio-tempo.

  39. Mirza23, sei rimasto indietro: le implicazioni filosofiche della Relatività sono stata già ampiamente esplorate e metabolizzate.
    Dovresti renderti conto che quelle che per te sono ora delle scoperte, per qualcun altro si tratta di cose già ampiamente conosciute fin dall’infanzia. Quindi il tuo senso di meraviglia può avere un valore individuale (rispettabilissimo), ma a livello “oggettivo” è privo di interesse.

  40. Sostituire “si tratta di” con “sono”.

  41. utente anonimo

    Dialogus de praesuntione:

    A: De Gregori dal vivo perde di molto perché le cambia, quindi non puoi cantarle appresso a lui e non 6 partecipe dell’evento.
    B: Mah… A questo punto devo pensare che non vivi, essendo la vita un continuo farsi avanti della novità. Se non 6 partecipe di tutto ciò che non conosci nel dettaglio non 6 partecipe neanche della tua vita!
    A: Ehm… No, NON HAI CAPITO, il fatto è che non partecipi ecc.

    Il problema sono io nel mio rapporto con gli altri. Non gli altri nel loro rapporto con me.

    Sia detto a puro titolo di provocazione.

    rimesparse

  42. utente anonimo

    preciso: De Greg. cambia “le canzoni”

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