Archivi del giorno: giugno 13, 2006

A(b)braccio

Sulla scorta del libro di Guido Verrucci, Idealisti all’Indice, il bell’articolo di Sergio Luzzatto, oggi sul Corriere, ripercorre una buona fetta della cultura filosofica italiana del primo ‘900: Croce e Gentile. Croce che "aveva plaudito alla repressione vaticana dei sacerdoti modernisti", Gentile che introdusse l’insegnamento obbligatorio della religione nelle scuole elementari"; l’uno e l’altro che anni dopo si ritrovarono messi all’Indice grazie all’alacre attività di Agostino Gemelli ed Eugenio Pacelli.

Luzzatto, divertendosi un po’, usa l’etichetta di teocon per i due filosofi, perché, non credenti, pensavano che religione e istituzione son cose che comunque fanno tanto comunità, e perché ne trae una morale per questi tempi, tempi in cui: "la Chiesa si prepara nuovamente ad afferrare il braccio degli zeloti che le tendono la mano".

Io Ferrara e Pera messi all’Indice, usati e gettati via non riesco proprio a immaginarmeli. Prima di farsi slogare il braccio, son sicuro che dann volentieri pure quello. Ma non si può mai dire.

Nota per il velino

Stimatissimi redattori de Il Velino,
fate bene a tenere il punto: torna a vostro onore. Nessun uomo serio si lascia smentire da una smentita. Che il direttore di Left Wing, la firma del Riformista, il titolare del blog Ciccio (non voglio confondervi: si tratta sempre della stessa persona, sin qui ci siamo) abbia scritto, con riferimento alla sua creatura telematica e in risposta a una vostra nota, di non sapere nemmeno cosa sia la Dalemjugend, non può nascondere le tracce che voi, ostinati segugi, siete in grado di scovare in rete. In una brillante nota delle ore 16.54 del 12 giugno 2006, a titolo di prova, fate dire a Massimo Adinolfi, editorialista di Left Wing, che Cundari è “il rigido custode dell’ortodossia dalemiana”, “il cantore ufficiale del dalemismo in salsa riformista”, “il blogger dalemiano più arcigno”. Ora anche quella che segue è una smentita, ma voi non datevene pensiero: io sono Massimo Adinolfi, e sono quell’editorialista, e sono titolare del blog Azioneparallela, e sono molte altre irriferibili cose, ma non sono, per ragioni che mi sfuggono, il giornalista Mario Adinolfi e stimatissimo collega vostro, al quale invece appartengono le parole che voi citate. (Un’analisi stilistica vi avrebbe fatto immediatamente riconoscere la penna: ad esempio, “in salsa riformista” lo può scrivere solo un giornalista, quale io non sono, ma queste son bazzecole).
Così, per le numerose tracce in rete della Dalemjugend dovrete cercare ancora. Però vi aiuto: in rete c’è una mia conversazione con D’Alema. Nella vostra prossima nota citatela: tenete il punto! Così dovranno essere tutti gli altri redattori di Left Wing a inviarvi con garbo e ironia le loro smentite, che ovviamente non vi impediranno di scrivere nuove note con nuove corposissime tracce pescate nella blogosfera.
E così via, finché la Farnesina non prenderà posizione.
Con osservanza, massimo adinolfi

Sport

Che lo sport detenga le chiavi dell’immaginario dell’uomo contemporaneo, è credibile. Che si riveli una fonte inesauribile di argomenti e di metafore, anche. Che i politici vadano allo stadio o sfilino dinanzi al comitato olimpico in cerca di consensi, pure. Ma su Le Figaro si tratta di più, si tratta di pensare lo sportivo-politico in luogo del teologico-politico. Quel che faceva la teologia in termini di legittimazione del politico lo fa oggi lo sport.

(E altro ancora. Io per esempio, ieri sera ho proposto a mia moglie: il primo italiano che segna, quello è il nome. Ovviamente non mi riferivo al cognome, perché sennò Pirlo…).

P.S. Però su Left Wing Mae spiegava che non ci sono più i mondiali di una volta