L'inflatone

"La scoperta di Guth fu subito riconosciuta come fondamentale, e da allora è diventata un punto fermo della ricerca cosmologica. Notiamo però un paio di fatti. In primo luogo, nel modello standard del bing bang si suppone che l’esplosione sia avventa al tempo zero, e che sia dunque una vera e propria creazione dell’universo. Nella cosmologia inflazionaria, invece, il botto avviene quando le condizioni sono appropriate, cioè quando l’inflatone ha la giusta energia, proprio come un candelotto di dinamite esplode solo se accendiamo la miccia; questo momento può benissimo non coincidere con la ‘creazione’. Ecco perché è bene pensare all’espansione inflazionaria come a un evento accaduto nell’universo dei primordi, non come all’unico evento che diede inizio a tutto […]. Se la cosmologia inflazionaria è vera, in particolare, resta da capire perché sia esistito un inflatone, perché la sua energia potenziale fosse proprio della forma giusta, perché ci fossero un tempo e uno spazio in cuiitutto ciò stava accadendo. Per riprendere la celebre domanda di Leibniz, ancora non sappiamo perché c’è qualcosa al posto del nulla" (B. Greene, La trama del cosmo. Spazio, tempo, realtà, Einaudi 2006, p. 338).

Quando leggo un passo come questo mi viene voglia di chiudere il libro. Spero che Greene si lasci andare a simili considerazioni per far capire a me qualcosa dell’inflatone (il campo di Higgs responsabile del gran botto iniziale dell’universo), però quel che capisco è che si lascia andare un po’ troppo. E poi mi domando: ma come? Tu hai per le mani un’inflatone, che se mai può servire concettualmente a qualcosa è per sbarazzarsi della celebre domanda di Leibniz, e invece ti lamenti che con l’inflatone non hai ancora risposta a quella domanda?

 

21 risposte a “L'inflatone

  1. Non tutti si rendono conto che, a volte, se non c’è la risposta, forse è la domanda, ad essere sbagliata, o almeno ad aver bisogno di un chiarimento…

  2. Sai che non capisco la tua perplessità? G. non avrebbe dovuto nominare leibniz?

    Quello che dice G., credo, è che l’inflatone entra in gioco a ballo iniziato, quindi non spiega come sia cominciata la musica.

  3. d’accordo col commento 2

  4. Aspettando la risposta di Massimo, se mai arriverà:
    Leibniz faceva una domanda filosofica, sul senso dell’universo. In “perché c’è qualcosa e non il nulla”, il perché è una domanda di senso, non di causa.

    L’inflatone al massimo può dire le cause (e neppure quelle, stando a Greene), ma non il senso, che rimarrebbe comunque escluso.

  5. leibniz cercava esattamente una causa. però non è che per fare la stessa domanda dobbiamo dare la stessa risposta che dava leibniz. una ragione sufficiente che non sia un essere necessario ci va benissimo

  6. Dio è morto, consoliamoci con l’inflatone (dici che ascolta le mie preghiere, l’inflatone?).

  7. dio può ben essere vivo e del tutto estraneo al ruolo di jolly del regresso causale. comunque l’inflatone non era nemmeno candidato

  8. sento già che qualcuno parla di “intelligent inflating”

  9. D’accordo con Ivo, aggiungo: se devo guardarmi le mirabolanti scoperte scientifiche della meccanica quantistica, e le ipotesi teorica più straordinarie per non modificare di un’acca antiche domande, per mettere un’altra cosa al posto dell’acqua di Talete, allora lascio perdere. A volte si dice che i filosofi si mettono a parlare di spazio e tepo ignorando tutto di quel che dice la scienza da almeno 100 anni. Lo si dice a ragione. Ma a me non dispiacerebbe che anche quel che dice la filosofia venisse ogni tanto preso in considerazione – e che il prestigio della domanda metafisica fondamentale di leibniz sia stato messo almeno un poco in discussione, mi farebbe piacere che uno scienziato lo sapesse.

  10. rimane il fatto che leibniz cercava una ragione sufficiente per l’esistenza dell’universo e che questa ricerca possa essere interpretata legittimamente anche in senso riduttivo. il che penso sia la ragione dell’attenzione che gli astrofisici dedicano ai primi istanti dell’universo.

  11. i commenti funzionano? me n’è sparito uno dalle dita

    comunque dicevo che l’interpretazione riduttiva della ricerca di una ragione sufficiente dell’esistenza dell’universo (il domandone di leibniz) mi pare legittima e credo sia la ragione dell’accanimento sui primi istanti dell’universo

  12. utente anonimo

    ma “i primi” istanti per chi? per quale osservatore? un osservatore assoluto? ma un osservatore assoluto richiede un tempo assoluto (altrimenti si spieghi quando sono vere le sue affermazioni). Ma il tempo assoluto non è stato revocato dalla fisica?
    non è che si fa passare per assoluto un osservatore relativo? (cioè noi)

  13. fettine di spazio-tempo molto vicine al big bang. ma che c’entra?

  14. Porph. io ho dei seri problemi con l’idea che si possa (che abbia senso) cercare una ragione sufficiente dell’esistenza dell’universo. Può darsi che i problemi siano miei, e che la ragione c’è, e che la scienza faccia bene a cercarla, ma francamente non credo che siano solo miei.

  15. il fatto che tu sia in compagnia non cambia di molto la faccenda, credo

  16. ero per non esagerare l’importanza di quel che penso io, non per aumentarla.

  17. Le teorie sui primi istanti dell’universo sono ovviamente molto speculative.

    Non so cosa sia la ragione sufficiente (problema mio) ma non vedo problemi nel cercare di stabilire cosa sia stato il big bang e come abbia funzionato.

    Poi può darsi che i termini che usa Greene (in un libro divulgativo) siano filosoficamente imprecisi, e fai bene a farlo notare, ma non mi sembra un’obiezione molto sostanziale.

    Greene fra l’altro, in quel passaggio, cerca di portare acqua al suo mulino (la teoria delle stringhe, che non ha ancora riscontri sperimentali) perché crede che questa possa portare a una conoscenza antecedente all’espansione inflazionaria.

    Non è neppure detto che il big bang sia l’origine dell’universo, magari si scopre che prima c’è stato qualcos’altro.

  18. ecco, per me l’instabilità dell’ipotetico mondo perfetto a dieci dimensioni della string theory è una pacifica possible ragione sufficiente dell’esistenza dell’universo (a quattro dim, nel quale si vive noialtri). non so se vi si può vedere qc di insensato

  19. Ma non ho capito come Greene risponde alla domanda di mio figlio. Quando avrà trovato la condizione antecedente, sono sicuro che gli domanderà: e prima? Prima delle dieci dimensioni? Perché ci sono le dieci dimensioni?

  20. utente anonimo

    Greene indaga sui fenomeni. Sulla ragion sufficiente la strada dopo Leibiniz passa da Cacciari. Luminamenti

  21. la ragione sufficiente è cosa di tutti i giorni e i fenomeni interessano greene come interessavano leibniz.

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