Archivi del giorno: giugno 29, 2006

Settimana santa

Nato ai bordi di periferia – come cantava, in rappresentanza della mia generazione (credo) Eros Ramazzotti – ho avuto la fortuna di non trascorrere neppure un’ora della mia vita in palestra. Negli anni in cui fioriva il body building, e a Salerno spopolava Tony Regalino, io ho continuato ostinatamente a giocare da mane a sera per strada: a t’ foc e t’ lisc’, a pallone, in bicicletta. (Guardie e ladri in bicicletta era lo sport estremo). La mia indole filosofica, critica di ogni ideologia, si manifestava nel rifiuto pregiudiziale del tempo pieno e di qualunque attività parascolastica oltre l’orario obbligatorio di lezione. Refrattario all’idea di andare in un luogo ad un’ora determinata per rimanervi per un tempo determinato, ho resistito tra gli scout meno di tre mesi (non così due dei miei tre fratelli), e non ho fatto neanche un’ora di pianoforte (non così i miei tre fratelli). Ho rifiutato il viaggio d’istruzione in Inghilterra, preferendo l’acquisto della bici da corsa. Sono venuto su bene.

Con queste premesse, posso riaprire il sondaggio sul miglior aggettivo per la signorina istruttrice che ha fissato per domani sera alle ore 21.00 il saggio di fine anno per mia figlia (5 anni e mezzo), e nel corso di quest’ultima settimana, per le prove, ha imposto i seguenti orari: Domenica 16-18.30; Lunedì 15.30-18-30, Martedì 16-18-30, Mercoledì 16-20.30 Giovedì (oggi) 16-20.30 Venerdì mattina 10-13.30; Venerdì pomeriggio 19-21.

Costo del tutù: 76 EURO. Non so quante mamme leggano il mio blog, ma affido questo muto grido di protesta alla blogosfera, e prego per la loro redenzione.

Ma che musica, maestro!

Che fosse un Papa conservatore si sapeva, ma lo si è capito meglio quando si è passati alla musica: stacchiamo la spina alle chitarre e torniamo al canto gregoriano, è la sua direttiva. È possibile modernizzare la musica ma sempre nell’orizzonte del canto gregoriano e della musica polifonica sacra (ho trovato sul Guardian la notizia).
Passo ad altro. In questa bella pagina della benemerita radiotelevisione svizzera di lingua italiana, c’è Davide Sparti che parla di improvvisazione jazz, Lavagetto di critica musicale, Givone di musica romantica, e Carlo Sini.
Il quale Sini, a proposito di interpretazione musicale e presunte  ricostruzioni filologiche, a proposito di quelli che vorrebbero eseguire una sonata di Beethoven come si eseguiva al suo tempo, e con gli stessi strumenti, oltre a trovare un simile proposito magari apprezzabile magari suggestivo ma comunque ingannevole, semplicemente perché impossibile – il quale Sini domanda: "ma lei è sicuro che Beethoven se avesse avuto in mano i pianoforti di oggi non avrebbe detto ‘che bello che meraviglia’, lasciamo perdere quelli che suonavo fino a qui? […] Ben venga tutto il nuovo" (intorno al nono minuto e trenta).
P.S. Solo ora vedo il lungo post di Malvino sull’argomento