Tu chiamale se vuoi emozioni

E sempre a proposito di A. Damasio, Alla ricerca di Spinoza, leggo per esempio: "Fu gratificante scoprire come l’esperienza del sentire un’emozione fosse effettivamente associata a una modificazione delle mappe neuronali dello stato del corpo" (p. 124). Vorrei capire meglio la gratificazione: se il risultato fosse stato diverso, se per esempio Damasio e la sua équipe non avessero registrato alcuna modificazione delle mappe neuronali dello stato del corpo, avrebbero ritenuto di aver buttato via i soldi dell’esperimento, e di qui la gratificazione, oppure cosa? Hanno seriamente creduto che fosse possibile sentire emozioni senza che qualche regione del cervello si attivasse? La soddisfazione consiste allora nell’essere riusciti a dare sperimentalmente torto agli spiritualisti più sfrenati?

P.S. No, ce l’aveva con gli scienziati: "fino a pochissimo tempo fa la scienza evitava accuratamente di assegnare i sentimenti a qualsiasi sistema cerebrale; si limitava a collocarli in qualche luogo evanescente nel cervello – o attorno ad esso"(p. 139).

9 risposte a “Tu chiamale se vuoi emozioni

  1. Mah, oppure stava cercando di far sembrare il suo risultato più rivoluzionario di quanto fosse in realtà. Ho letto “L’errore di Cartesio” di Damasio una decina di anni fa, e ricordo ancora l’odore acre dell’aria fritta.

    Filter

  2. Sarà stata l’orgasmica sensazione della riuscita dell’esperimento, legata al fatto che ci guadagnerà su, a rendere il tutto gratificante… o forse è l’orgasmica sensazione del guadagno e basta ? mbo…

  3. Ecco: volevo scriverti di quanto la cosa mi sembrasse fuffa, ma l’ha già fatto Filter.

  4. utente anonimo

    Mi sono rincretinito io, o il buon Massimo Adinolfi sta diventando un sano naturalista?

    Giovanni

  5. utente anonimo

    Per favore, che non si tiri fuori la “distanza non-distanza” tra il pensiero e l’estensione!

    Giovanni Lagnese

  6. Giovanni: “sta diventando”. Non so: ma ‘prima’ cos’ero? (non sto dicendo che lo sono sempre stato, sto solo chiedendo per mera curiosità di sapere prima secondo te cos’ero).
    Tiro fuori la distanza non distanza: beh, perché no?

  7. Un fenomenologo heideggeriano?

    Giovanni Lagnese

  8. Potrei aver detto una sciocchezza, non lo so. Non ho mai studiato seriamente il pensiero di Massimo Adinolfi.

    Giovanni

  9. Neanche adesso lo stai studiando seriamente, sicché: non è grave

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