Vibrisselibri

(Non mi sarà quasi mai capitato di copiare e incollare un post. Stavolta lo faccio, per ringraziare i partecipanti a Vibrisselibri di quel che stanno facendo, visto che io ne faccio parte ma non ho ancora fatto nulla. Aggiungo che copio-e-incollo questo post da Lucio Angelini, che ringrazio, perché, per quel che può valere – condivido sottoscrivo e quindi diffondo con entusiasmo i sette punti sette):
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=140407.

1. Io sono l’esatto contrario di un imprenditore: mi piace avere una buona idea e trovare qualcuno che ci stia. Non guardo al profitto, il profitto è un limite».

2. [Perché non fare una casa editrice vera e propria?] «Per uscire dalla logica del piccolo editore, costretto a rifugiarsi nella nicchia per non soccombere alla logica della grande industria editoriale.

3. Io voglio fare azioni esemplari e minimizzare i costi significa avere la libertà dal profitto. Al mio progetto lavorano gratis cinquanta persone che hanno aderito con entusiasmo.

4. [Scusi Mozzi, lei è un editore o il capo di un girotondo per la liberazione della letteratura, un no global del libro?] «Macché, un vecchio democristiano come me [IL SOLITO VEZZO DI GIULIO PER BASIRE L’INTERLOCUTORE, n.d.r.] al massimo può fare un’iniziativa di sinistra riformista».

5. A me non interessa assecondare il gusto, mi interessa l’innovazione. Io penso che ogni libro possa avere più vite. La prima gliela diamo noi su vibrisselibri, sperando che poi ne trovino un’altra di carta. Il mio scopo è che questi libri vengano poi stampati».

6. [Che libri intende pubblicare?] «Libri mostruosi… [cut]… Voglio fare libri che siano mutazioni genetiche [si veda il mio post di ieri, n.d.r.]. Il problema vero dell’industrializzazione dell’editoria è la riduzione della varietà genetica. Sono contro l’eugentica del libro: deve essere fatto in certo modo per andare bene. Questo danneggia la specie».

7. Se io fossi capace di fare soldi come Baricco, farei come lui. Avrei fatto la scuola di scrittura Holden, avrei creato la casa editrice Fandango. Ho molta stima di lui come operatore culturale, c’è molta sufficienza in chi ignora questo fatto. Ma io non ho questo talento. Talenti diversi dal mio, con le mie idee potrebbero farci molti soldi.

6 risposte a “Vibrisselibri

  1. Ho una questione da sottoporti.

    Oggi si fanno ricerche nel campo dell’intelligenza artificiale, si sviluppano programmi che dovrebbero riprodurre il caratteristiche del linguaggio naturale. Ora una premessa. Una volta Wittgenstein disse che se il linguaggio ci da un quadro del mondo, tuttavia non può dirci come arriva a questo, perché sarebbe come cercare di vedere noi stessi attraverso qualcos’altro (in altre parole, quel che nel linguaggio si mostra non può dirsi nel linguaggio). Arrivò poi a sostenere che il linguaggio fosse un attrezzo, un mezzo per fare qualcosa. Quindi, data questa premessa, faccio un’ipotesi. Immagina un futuro non molto lontano, in cui siamo risusciti a creare un robot che abbia le nostre stesse capacità, che sia in grado di imparare, di percepire il mondo così come noi lo percepiamo, compreso il dolore il piacere e via dicendo. Mettiamo che abbia anche un congegno che gli consenta di apprendere e di fare uso del linguaggio naturale, e anche di quello matematico perché no?! La mia domanda è: che cosa potrebbe dirci di più? Sarebbe solo un’altra “persona”. Questa persona avrebbe le stesse difficoltà che abbiamo noi riguardo al linguaggio è all’analisi di questo. Non sarebbe proprio questo robot un tentativo di cercare di vedere noi attraverso qualcos’ altro? Io dico di sì, dico che non faremmo un passo in avanti nell’analisi del linguaggio. Se so che il tentativo è di riprodurre il nostro modo di essere, a cosa mi serve conoscere in termini tecnici il tentativo di questi studiosi, io so che è un tentativo stupido per capire qualcosa che una macchina non può spiegarci né mostrarci.

  2. Tra parentesi intendevo: Quel che nel linguaggio si mostra non può dirsi col linguaggio.

  3. Comprendo la questione, che ne genera a cascata più d’una, ma non è cosa che possa trattare in un commento. Magari in gennaio, ho un corso su wittgenstein e con questa roba dovrò necessariamente cimentarmi.
    (E’ possibile rinunciare all’anonimato?)

  4. No.

  5. concordo con il fratellino #4.

  6. anch’io. quand’è che facciamo l’Anonima Anonimi?

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