Archivi del giorno: dicembre 22, 2006

In dubio pro vita

“Nessuno può dimostrare che la morte cerebrale determini la separazione dell’anima dal corpo e dunque la morte reale dell’individuo – ha continuato de Mattei –. C’è un alta probabilità che quel corpo cerebralmente leso conservi ancora un’anima, così come quasi certamente ha un’anima l’embrione nella prima fase dello sviluppo” (bioetiche, da zenit)

Roberto De Mattei, vice presidente del CNR, in forze all’Università di Cassino, mai visto in faccia (mai visto a un Consiglio di Dipartimento, e fino all’anno scorso stavamo nello stesso, mai visto a un Consiglio di Facoltà – ma forse non l’ho riconosciuto) – Roberto De Mattei, Consiglio Nazionale delle Ricerche (immagino: ricerche pneumatologiche) lascia intendere che c’è morte reale quando l’anima si separa dal corpo. Ora, siccome le macchine non mi pare registrino con facilità la separazione, sarebbe coerente proporre di non seppellire nessuno, in dubio essendo noi tutti pro vita. Dylan Dog, c’è del lavoro per te:

(Roberto De Mattei, quello dell’Associazione Lepanto, che purtroppo in rete non c’è più, ma di cui si possono ancora apprezzare le idee).

Kultur

Il Papa: "I credenti, in virtù della grande cultura della loro fede, non hanno forse il diritto di pronunciarsi in tutto questo?".

Ah!: è perché sono colti. (La frase citata segue immediatamente il passaggio preoccupato sulle coppie di fatto).

Welby la giustizia e l'umanità

La mia idea sulla fine di Pier Giorgio Welby è nota, ma voglio aggiungere: sono grato al medico anestesista dottor Riccio più che ad ogni altro.

Poi voglio aggiungere un’altra cosa. Mettete su un piatto le parole di Pier Giorgio Welby, e mettete nell’altro piatto le dichiarazioni dei difensori della vita dal concepimento fino al suo termine naturale (trovate tutto sul blog bioetiche). Tarate la bilancia non per pesare il giusto, non chiedo tanto, ma per valutare dove stia l’umanità.

E non è colpa di Dostoevskij se a volte certi prelati fanno la figura di grandi inquisitori. Come ci si può indignare della strumentalizzazione della vicenda Welby e poi far sapere ai giornali che a messa stasera si prega per coloro che lo hanno ucciso?  Questi prelati strumentalizzano la loro stessa fede, la loro stessa preghiera. Chiedono a Dio. La smettessero di chiedere.