Le due sinistre (con agudeza)

A tutela della onorabilità di Giannini, e a proposito del suo editoriale di ieri, mi corre l’obbligo di riportare la risposta del Segretario al Venerabile (limitatamente al punto):

"Caro Venerabile […],

la frase che ti ha fatto andare su tutte le furie è: "Riformismo è anche prepensionare qualche decina di migliaia di nullafacenti nella scuola, nei ministeri e negli uffici pubblici, e non continuare a blindargli il posto a vita con stipendi che crescono più dell’inflazione". A me proprio non sembra che questa frase si possa interpretare come un attacco indirizzato tout court agli insegnanti, tale da giustificare la tua reazione. Mi pare che Giannini metta insieme, forse troppo "genericamente" e certamente dimenticando le università, le categorie più importanti del pubblico impiego per sollevare il problema dei nullafacenti che certamente prosperano numerosi. E poi, anche se volessimo parlare della scuola, io è da sempre che sento dire, ad esempio dagli insegnanti miei familiari, che molti bidelli non fanno niente e si incazzano se chiedi loro qualcosa, che gli amministrativi nelle segreterie sono spesso una piaga, e anche tra gli insegnanti ci sono alcuni, soprattutto tra quelli delle materie cosiddette minori (educazione fisica o musica o applicazioni tecniche, se questi sono ancora i nomi corretti), che di certo non si ammazzano di fatica (te lo ricordi il nostro caro Prof. A.?). Che poi, come si diceva ieri, sia difficilissimo intervenire per evitare che ciò accada, beh, quello è indubbio: ma è anche un altro problema. Quindi, caro V., davvero non vedo il motivo per imbufalirsi tanto come tu hai fatto, a maggior ragione se tieni conto del tono generale dell’articolo, che mi pare certamente improntato alla pacatezza".

P.S. Ora che ho letto l’articolo, devo segnalare anch’io questa straordinaria riflessione del pacato editorialista: "Il riformismo non è una categoria dello spirito. Semmai, ha qualcosa a che vedere con il materialismo". Che agudeza! E anche l’invenzione linguistica, l’aggettivo "ossimora", dimostra quanto talentuoso sia il giornalista.

2 risposte a “Le due sinistre (con agudeza)

  1. utente anonimo

    Sono un praticante Avvocato, quindi totalmente estraneo dalla dimensione scolastica. Non credo che il “male” della Pubblica Amministrazione italiana sia da ricercare negli insegnanti, anzi; secondo me andrebbero solamente motivati meglio, anche perchè forgiano le menti italiane del domani! …certo però che è difficile trovare motivazioni se si entra nel ruolo a 45/50 anni! Il “male” dell’Italia sta nei ministeri, nei tribunali, negli ospedali, ma non solo negli organi dirigenti, il popolino (cancelliere, portantini, funzionari, usceri, autisti, infermieri), che tanto avrebbe da insegnare ai parvenù, è mercio e corrotto come loro. Come dopo il ’68 abbiamo assitito ad un avvicendamento di chi decideva e rubava (prima la DC, dopo la DC con il PSI ed il PCI), oggi il popolo italiano, invece di moralizzare i ricchi, aspira a diventare come loro: si vede i programmi condotti da Costanzo e dalla De Filippi, desidera comprare un’automobile come la loro, la pelliccia, i gioielli, i vestiti griffati, e vuole andare in vacanza dove vanno loro…tutti appecoronati insieme nel grande gregge dei consumatori: “bee, beee, beeee”, fanno a gara a chi strilla di più. E il problema è che nel frattempo i giovani si drogano invece di usare il cervello per cambiare le cose, ma non è tanto una canna ogni tanto, il dramma è quando si diventa dipendenti e si abbandonano gli studi (e, fidatevi, ne ho di amici che si sono “persi per strada!”). Allora vogliamo moralizzare il paese? è questo il vero nocciolo del problema, moralizzare il paese… non con bigotti preconcetti clericali, ma con una seria iniziativa laica, perchè lo stao, se qualcuno se lo fosse dimenticato, è laico!

    Allora ben venga una nuova classe politica GIOVANE fatta di GIOVANI, senza le mani legate da interessi economici anacronistici.

  2. Gli insegnanti sono vittime di una burocrazia che soffoca l’iniziativa dell’educazione, grazie a chi si è scandalizzato – a suo tempo – per interventi dei suddetti che nulla avevano di drammatico. Perchè l’educazione, si sa, significa anche responsabilità e se vogliamo che l’insegnante sia un responsabile, dobbiamo lasciargli anche una libertà d’azione (oltre che una preparazione morale ineccepibilmente e confermata!!!).
    Ma grazie ad una fine e subdola azione della sinistra, a poco a poco l’insegnante ha cominciato ad essere nessuno.
    In quale società (anche nel tempo antico) l’educatore è stato assalito con così gravi accuse (spesso del tutto infondate) proprio per minare la società alla radice?!
    Infatti se vuoi far crollare un’istituzione da dove cominci?!
    Non so, rimango ancora basita per la cecità di moltissimi che ancora non hanno capito dove stia la verità delle destabilizzazioni sociali.
    Le cose eclatanti sono sempre le… meno vere 😉

    Chiedo venia se il mio commento è poco chiaro, l’influenza avanza 😦

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