Un contributo rasserenante al dibattito sul riformismo

(non avendo la connessione, mi limito a postare un prezioso contributo altrui al dibattito sul riformismo. Poicé è vero, indipendentemente dall’opinione del sottoscritto, che se ne dicono di fesserie. L’opinione non è a mia firma, né va considerata l’ultima parola sull’argomento, tuttavia mi piace il finale, e così mi assumo la responsabilità di pubblicarla)

"Caro segretario [non Fassino, ma l’ex segretario di una locale sezione dei DS, e da allora segretario per antonomasia], non per polemica, ma per capirci di più, vogliamo fare un riepilogo sul peso frenante della sinistra estrema all’interno della coalizione? Cioè a cosa si oppongono esattamente?
Perché, leggo sull’editoriale di Repubblica di sabato: "Ma della "lenzuolata" di liberalizzazioni annunciate da Bersani, dalla Reggia del Vanvitelli non è uscito neanche un "fazzoletto". Non un provvedimento per fermare l’odioso balzello ai clienti sulla ricarica dei telefonini. Non un decreto sull’estensione delle licenze per l’erogazione di carburante alla grande distribuzione. La chiave interpretativa di quello che è accaduto è affidata a due battute uguali e contrarie. "Li abbiamo fermati", commenta soddisfatto il leader di Rifondazione".
Dunque Rifondazione difende la Tim e le compagnie petrolifere? Naturalmente no, diciamo che l’editorialista non sa scrivere, o ha preferito appoggiarsi al luogo comune, che è sempre una gran comodità. E già che si trova, a fine articolo dice: "Riformismo è anche pre-pensionare qualche decina di migliaia di nullafacenti nella scuola, nei ministeri e negli uffici pubblici". Caro editorialista, mi hai rotto le palle: nullafacente sarai tu, forse. Nella scuola NON CI SONO decina di migliaia di nullafacenti; cosa ne pensate dei maestri delle elementari e delle materne? Gli diamo dei piccoli barbari viziati e ci restituiscono delle persone. Avete mai provato a insegnare alle medie? e anche alle superiori, gli insegnanti la pagnotta se la guadagnano, in percentuale molto ma molto superiore che nelle università, dove i prof. sono impiegati pubblici ma nessuno gliel’ha ancora spiegato. Non sono corporativo, e non sono risentito. Peggio: SONO AVVELENATO.
Un giorno, quando si sfasceranno le scuole in Italia capiremo quanto erano importanti e quale funzione sociale fondamentale assolvevano. Mi chiedo quale funzione sociale assolva oggi l’Università. E quando parlo delle Università, mi riferisco alla fauna che circola nelle facoltà cosiddette "umanistiche". Massimo Giannini: VAFFANCULO.
[Il Venerabile – anche lui per antonomasia]<!–
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From: n Alfonso Romano n

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Sent: Saturday, January 13, 2007 3:53 n PM

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Subject: Caserta

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Il summit casertano ha confermato il peso n frenante che la sinistra estrema ha all'interno della coalizione, in misura n largamente superiore a quello che è il suo effettivo peso in Parlamento e n nel paese. Non a caso Giordano ha trionfalmente dichiarato: "Li abbiamo n bloccati!". Ma è anche stato messo il dito in una piaga di cui finora non mi n ero granché accorto, e cioè la guerra tra DS e Margherita per evitare che un n partito faccia troppa ombra all'altro. Era successo col decreto Bersani n sulle liberalizzazioni, la Margherita era rimasta spiazzata e non a caso ai n primi di novembre Rutelli aveva consegnato a Prodi un dossier con una lunga n serie di altre liberalizzazioni di cui la Margherita si proponeva come n possibile sponsor. Ora, caro V., Rutelli non ha, ahinoi, frenato perché vuole n muoversi in maniera cauta in una materia comunque spinosa, ma semplicemente n perché non accetta che Bersani e i DS si prendano troppi meriti, anche e n forse soprattutto in relazione all'estenuante gestazione del Partito n Democratico che a questo punto chissà se vedrà mai la luce. E' triste, ma è n così, e, vi dirò, se si votasse in questo momento forse voterei scheda n bianca. Sarebbe invece tempo che chi le riforme le vuole fare davvero n uscisse allo scoperto e la si smettesse con l'alibi della sinistra estrema che n blocca tutto. Cari V. e L., su questo vi dò ragione, i comunisti frenano quasi n su tutto (voi mi date ragione su questo?), ma i cosiddetti riformisti usano n questa solenne verità come un alibi per mascherare le loro divisioni. Insomma, n un disastro.”,1]
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Una risposta a “Un contributo rasserenante al dibattito sul riformismo

  1. utente anonimo

    Sono un praticante Avvocato, quindi totalmente estraneo dalla dimensione scolastica, ma ho sempre frequentato solo scuole e università pubbliche, e me ne vanto. Non credo che il “male” della Pubblica Amministrazione italiana sia da ricercare negli insegnanti, anzi; secondo me andrebbero solamente motivati meglio, anche con aumenti di stipendio, perchè forgiano le menti italiane del domani! …certo però che è difficile trovare motivazioni se si entra nel ruolo a 45/50 anni! Il “male” dell’Italia sta nei ministeri, nei tribunali, negli ospedali, ma non solo negli organi dirigenti, il popolino (cancelliere, portantini, funzionari, usceri, autisti, infermieri), che tanto avrebbe da insegnare ai parvenù, è mercio e corrotto come loro. Come dopo il ’68 abbiamo assitito ad un avvicendamento di chi decideva e rubava (prima la DC, dopo la DC con il PSI ed il PCI), oggi il popolo italiano, invece di moralizzare i ricchi, aspira a diventare come loro: si vede i programmi condotti da Costanzo e dalla De Filippi, desidera comprare un’automobile come la loro, la pelliccia, i gioielli, i vestiti griffati, e vuole andare in vacanza dove vanno loro…tutti appecoronati insieme nel grande gregge dei consumatori: “bee, beee, beeee”, fanno a gara a chi strilla di più. E il problema è che nel frattempo i giovani si drogano invece di usare il cervello per cambiare le cose, ma non è tanto una canna ogni tanto, il dramma è quando si diventa dipendenti e si abbandonano gli studi (e, fidatevi, ne ho di amici che si sono “persi per strada!”). Allora vogliamo moralizzare il paese? è questo il vero nocciolo del problema, moralizzare il paese… non con bigotti preconcetti clericali, ma con una seria iniziativa laica, perchè lo Stao, se qualcuno se lo fosse dimenticato, è laico!

    Allora ben venga una nuova classe politica GIOVANE fatta di GIOVANI, senza le mani legate da interessi economici anacronistici.

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