Zappare la terra

"Quando in una profonda notte d’inverno una furiosa tempesta di neve si scatena con i suoi colpi attorno alla baita e tutto co­pre e nasconde, è allora il grande momento della filosofia. Il suo domandare deve allora farsi semplice ed essenziale. L’elaborazione di ogni pensiero diviene forzatamente dura e incisiva. La fatica del coniare il linguaggio è simile alla resi­stenza degli svettanti abeti contro la tempesta. E il lavoro fi­losofico non si svolge come occupazione solitaria di un eccentrico. Esso appartiene integralmente al lavoro dei contadini". (M. Heidegger).

Ci pensavo ieri, con l’effetto serra e l’innalzamento della temperatura. Ieri la neve ha imbiancato le cime dei monti, e io a lezione producevo esempi di gente che se ne sta al mare. (Ma Socrate non ha mai preso una zappa in mano).

4 risposte a “Zappare la terra

  1. Vuoi proprio indurci a non leggere più Heidegger? Sì, ne ha scritte di fregnacce…
    Tuttavia, anche tu, nel tuo corso, suppongo che dirai che in Sein und Zeit c’è del buono…

  2. come un heideggeriano parla di “valori” (sic!)? Lo ha fatto Marassi (lo conosci?) in un modo che ho appena narrato…
    Spero che non sia solo colpa di heidegger!

  3. utente anonimo

    la filosofia consiste nel domandarsi ogni cosa attinente al mondo e pretende di poter risolvere l irrisolvibile e conoscere l inconoscibile.Superare ogni limite e imbattersi nella trascendenza considerandola conoscibile come i fatti sensiubili. sOLO CIò CHE RIGUARDA L ESPERIENZA SENSIBILE PUò ESSERE CONOSCIUTO MA TUTTO IL RESTO è CONCESSO SOLO A DIO

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