Ciccio Silvio e Pucci Pierferdi

Non vorrei che si allarmasse nessuno, ma l’attacco è durissimo. L’Esortazione apostolica invita a non votare leggi contro natura, e, se non mi inganno, "il divorzio è una grave offesa alla legge naturale"  (numero 2384):
"Se il marito, dopo essersi separato dalla propria moglie, si unisce ad un’altra donna, è lui stesso adultero, perché fa commettere un adulterio a tale donna; e la donna che abita con lui è adultera, perché ha attirato a sé il marito di un’altra". Parola di San Basilio Magno, mica sorbole.
Io non la metto come Massimiliano Parente, ma sono abbastanza stufo di sciropparmi le prediche dei divorziati dal teleschermo. Tra l’altro, considero che sia il minimo, da parte mia, giudicare questa Esortazione, sul punto, indecente e inumana, visto che il Papa, per parte sua, ritiene che io non abbia una "coscienza rettamente formata" dal momento che approvo leggi contro natura. (Che se poi penso che la povera Rosi Bindi è responsabile di atti contro natura…: chi gliel’avrebbe mai detto!).

13 risposte a “Ciccio Silvio e Pucci Pierferdi

  1. utente anonimo

    Posso dire una cosa scema, da lacrimuccia? E’ sempre un sostegno leggerti in queste settimane di insulti antigay ininterrotti.

    TG

  2. utente anonimo

    l’intero documento è qui:

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/apost_exhortations/documents/hf_ben-xvi_exh_20070222_sacramentum-caritatis_it.html#INTRODUZIONE

    concordo con la tua indignazione, e prometto di argomentare più diffusamente. A titolo personale: un politico aduso ad offendere me e la mia ex-moglie, in quanto divorziati (l’incapacità di mantenere il vincolo, i cattivi genitori che privano la figlia della famiglia naturale, ecc.) ha ottenuto il suo personale divorzio nel tribunale ove la mia ex lavora. E lei è il funzionario che, materialmente, ha apposto l’ultimo, definitivo timbro sulla sua pratica.

    girolamo

  3. utente anonimo

    n.2 perchè l’ha fatto?
    non poteva darsi malata, o meglio ancora apporre un timbro sbagliato così da invalidargli il tutto, natuiralmente facendoglielo sapere dopo un congruo lasso di tempo?

  4. qua pare che bisogna essere tiepidi con le cose religiose per stare sempre con la stessa donna tutta la vita

  5. Non ho ancora letto l’esortazione (lo farò, grazie a girolamo per il link), però: davvero il papa usa l’espressione “leggi contro natura”? Dagli estratti non sembrerebbe. Dice un’altra cosa, in positivo: “i politici e i legislatori cattolici, […] devono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana.” C’è una bella differenza.

  6. Ho controllato. L’espressione non c’è. E non c’è nemmeno il concetto. Mo’ che si fa?

  7. utente anonimo

    per n. 6
    caro ffdes fattelo spiegare da Malvino

  8. Caro Ffdes, hai ragione. Ma il mio post riguarda anzitutto i politici divorziati che, loro sì, hanno sempre questa cosa della natura in bocca. E allora mi pareva giusto ricordare loro come offendano gravemente la legge naturale. Però hai ragione: bisognerebbe essere meno superficiali.
    Dopo che ti ho dato ragione però ti do torto. Trovo sì che vi sia una bella differenza, ma che la sintesi non sia campata in aria. Domando a te se secondo la dottrina cattolica la proposta di legge sui Dico viola/erebbe la lex naturali e se dunque sia o no contraria alla natura umana.
    Aggiungo che anche la tua sintesi, sul blog, non è così fedele. La “coscienza rettamente formata” non vuol dire affatto che “ogni uomo ha la responsabilità di coltivare la propria coscienza”: non credo proprio. La tua perifrasi non tiene conto che la coscienza viene formata, e non si forma soltanto da sé, come invece risulterebbe dal tuo ‘coltivare’.

  9. Alla domanda rispondo: no, non credo che. Per il semplice motivo che “contro natura” (poi discutiamo) può essere un comportamento, non una legge. Il sospetto che mi ha indotto a cercare – col risultato di non trovare – l’espressione incriminata è nato proprio dal fatto che l’espressione in sé mi pareva incongruente.
    Quanto alla cosa del coltivare e del formare, hai ragione. Ma, per un cattolico, la responsabilità della formazione retta della propria coscienza risiede, appunto, nella coscienza, secondo un principio di responsabilità.

  10. Però mi pare strano che vi possa essere una lex naturalis e non una lex innaturalis

  11. Non è strano, a patto che si colga la differenza tra lex naturalis e lex humana.

  12. E qui devi spiegarti, però: perché la lex naturalis non è mica la legge che governa le orbite dei pianeti nelle galassie

  13. E che, non lo so? Dico che è questione terminologica: lex naturalis, per uno che sia solo un tantinello neotomista, è cosa ben diversa da qualsiasi legge positiva (anche la più “giusta” e doverosa). Il che non toglie che possano esserci leggi positive ingiuste (o, addirittura, leggi positive che, in realtà, non sono affatto leggi). Però “leggi contro natura” mi suonava strano. Poi tutto è possibile e non mi stupirei più di nulla, ma intanto ci ho azzeccato.

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