Revanche o revenge

"La Chiesa è mater di tutti e materna con tutti. Ma è magistra: insegna, discute, sa che quel che dice non è condiviso da tutti, ma non vi rinuncia per tema di impopolarità, accetta anche di essere parte. Questo è il grande modello paterno costruito da Giovanni Paolo II" (Andrea Riccardi, su Europa).

Non ho capito: madre o padre? Ma soprattutto: che la Chiesa voglia essere madre di tutti non significa che sia madre di tutti. Riccardi, che era la presentazione del libro di Luigi Bobba su Il posto dei cattolici, è convinto che viviamo in tempi di rivincita della religione. Io ho un’impressione opposta, e posso sbagliarmi. Però ho un’idea della religiosità che è incompatibile con le vincite e ancor più con le rivincite, la revanche  o la revenge – idea che mi rendo conto, ahimè, essere, dalle parti della Chiesa cattolica, assai perdente. Ma appunto.

(E politicamente parlando, Riccardi spiega che "è superato il modello di costruzione del futuro come emancipazione della tradizione". E’ cioè superata una roba chiamata illuminismo. Riccardi ci rassicura dicendo che tradizione non è conservazione, ma anch’io voglio rassicurare lui: illuminismo non vuol dire il diavolo)

2 risposte a “Revanche o revenge

  1. Mi spiace per Riccardi, ma è più informato Marramao, sull’ultimo “Left”.

    “I cardinali si devono rendere conto che loro fanno questo mentre le chiese sono vuote, mentre c’è la crisi delle vocazioni. Alzano la voce nella sfera pubblica e s’inseriscono dentro il processo della legislazione mentre il parlamento sta lavorando non perchè sono forti ma perchè sono deboli.”

    Stesso concetto esposto domenica da un mio caro amico, che lavora in una importante diocesi del nord. Gonfiano i muscoli, ma sono alla frutta.

  2. forse capisco male, ma se un modello è “superato” vuol dire che il superamento come principio funziona benissimo, proprio dove lo si nega così – è il suo “superamento” infatti che installa e precipita all’indietro qualcosa come “tradizione”.
    Non risultano infatti ritorni del medesimo e l’idea di rivincita, il “ritorno della tradizione” è imo un puro ossimoro. Al massimo ci sono remake, ri-scritture su contesti nuovi con nuove intenzioni (se posso permettermi, non sempre limpidissime) e nuovi effetti, il cui rapporto con la presunta origine – irrecuperabile – è fantasmatico e retroflesso, come dicono quelli intelligenti. almeno credo.

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