Spazi inclusi e sogni di un visionario

Vittorio Possenti è spettacolare. Tredicimilaottocentottantatre caratteri spazi inclusi contro Habermas. I primi tremilacentottantuno sono impegnati per un riassunto della posizione del filosofo tedesco sul dialogo fede e ragione. Poi comincia la critica, lungo diecimilasettecentodue caratteri spazi inclusi:
la genealogia di Habermas ha il merito di mostrare che ragione e religione nascono insieme e non necessariamente si respingono, ma rimane al fondo alleata a uno storicismo assoluto che impedisce di accedere a ‘asserti stabili’;
Habermas si attesta su posizioni kantiane, declinate proceduralmente. Dispone cioè di un’etica minimale, ma senza ontologia e senza antropologia. Troppo debole: la scienza se la mangia;
Habermas affida a un giudizio storico non ulteriormente argomentato la rinuncia alla ragione naturale, e a una conoscenza speculativo-razionale dell’essere. Si tratta di un a priori non giustificato, con il quale l’orizzonte post-metafisico di Habermas si consegna mani e piedi all’evoluzionismo radicale e in ultima analisi al nichilismo.
 
Ora, se Possenti si fosse accontentato del mio riassunto in settecentocinquanta caratteri, pur sommandoli ai tremilacentottantuno della sintesi, avrebbe comunque avuto a disposizione novemilaottocentottantasette caratteri (spazi inclusi, è vero) per darci un assaggino della ragione metafisica e realista (e “aperta e umile”) che è capace di ‘asserti stabili’ sul senso, su Dio e su cose così. Un assaggino, dico: una prova dell’esistenza di Dio, una dimostrazione razionale del valore morale naturale del matrimonio, un set di proposizioni oggettive sulla natura umana; qualcosa del genere, insomma.
 
Ma non voglio fare lo scettico. Il fatto è che io ce l’ho, la mia bella ragione metafisica e realista: per nulla debole, per nulla ironica, per nulla relativista, per nulla scettica, per nulla storicista. Non ha nessuno dei difetti che Possenti imputa alla ragione postmetafisica. Dimostra Dio, dimostra tutto quello che serve a un’etica, dimostra come sono fatti gli uomini. E’ la ragione di Spinoza, è il Deus sive natura. Bene: ci vogliamo mettere cortesemente tutti d’accordo con Spinoza?
 
P.S. Non prenderei in giro Possenti se lui non si permettesse di prendere in giro Kant (“Se nell’aldilà vi sarà una casa di salute o un ospedale per la ragione, non è improbabile che vi si troverà la ragion pura che pretende di funzionare come si descrive nella prima Critica"). Per quel che posso congetturare io, se nell’al di là c’è un ospedale, so io in quale reparto Kant andrebbe a visitare Possenti. Kant, quello che ha scritto pur senza conoscere Possenti, i “Sogni di un visionario chiariti con i sogni della metafisica”.

4 risposte a “Spazi inclusi e sogni di un visionario

  1. Standing ovation.

    emilio/millepiani

  2. utente anonimo

    Temo che non si possa nominare Spinoza in presenza del professor Possenti:
    http://www.db.avvenire.it/avvenire/edizione_2007_02_17/articolo_728303.html

    Però davanti a cotanto genio, che in soli 909 caratteri (spazi inclusi) riesce a confutare, criticare e mandare all’inferno Kant, tanto di cappello: come davanti alla lettera di Groucho Marx alla Warner Brothers, al Frengo di Antono Albanese, al Bergonzoni di “Le balene restino sedute”. In alto gli accendini, ragazzi!

    girolamo

  3. utente anonimo

    Possenti in un suo libro espelle Kant dalle persone che hanno detto qualcosa di sensato riguardo sulla morale. Tutto questo in una riga. Avendo un esame con lui, una volta a lezione ho chiesto una minima argomentazione a riguardo. Dopo avermi invitato a studiare un, per me oscuro, pensatore medievale, “che c´e`scritto tutto li`”, mi ha reso partecipe del segreto della sua argomentazione: dato che il bene non e´il male esiste palesemente dio. l`unico dio e´quello cattolico nell`unica visione corretta che e´la sua (di Possenti). Quindi qualsiasi posizione che non parte da questa visione di dio per arrivare di nuovo a questa visione di dio e´sbagliata. Punto.
    Potrebbe sembrare sarcasmo ma a lezione ha argomentato così.
    E io mi sono fatto cambiare il piano di studi per non dovermi “studiare” il suo libro.
    gio

  4. Oltre ad unirmi alla Standing Ovation di millepiani (non solo per quello che hai scritto, ma anche per quello che hai letto: io mi ero arenato a metà del testo di Possenti per lo sconforto), ti chiedo: se Dio è natura e natura è Dio (rendo così Deus sive natura), che ne è di teologia e scienze naturali?

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