Archivi del giorno: marzo 31, 2007

Scemenze metafisiche

Il nuovo Presidente della Cei avrebbe dichiarato:

"Perché dire di no a varie forme di convivenza stabile giuridicamente, di diritto pubblico, riconosciute e quindi creare figure alternative alla famiglia? Perché dire di no? Perché dire di no all’incesto come in Inghilterra dove un fratello e sorella hanno figli, vivono insieme e si vogliono bene? Perché dire di no al partito dei pedofili in Olanda se ci sono due libertà che si incontrano?".

Ma avesse dichiarato solo questo. Bagnasco ha anche detto: "Nel momento in cui si perde la concezione corretta autotrascendente della persona umana non vi è più un criterio di giudizio per valutare il bene e il male".

Qui posso dire con cognizione di causa: vedo che anche all’arcivescovo capita di dire clamorose, metafisiche scemenze. La concezione corretta autotrascendente!! E senza, niente bene e male!! Poi l’arcivescovo dice: "Oggi ci scandalizziamo, ma, a pensarci bene, se viene a cadere il criterio antropologico dell’etica che riguarda la natura umana, che è anzitutto un dato di natura e non di cultura, è difficile dire ‘no’. Perché dire ‘no a questo o a quell’altro?".

Tutto insieme: che ci vuole? La concezione corretta autotrascendente (ma che è?) e il dato di natura. Olè. Ma quanti slogati cascami metafisici è necessario sforzarsi di tenere su per dirsi cattolici secondo il magistero di quest’arcivescovo qua?

(Post della serie di sotto: a volte la realtà…: ma che l’hanno eletto a fare, un papa teologo?)

La realtà supera sempre la fantasia

O meglio, più che la realtà, il filosofo cattolico Giovanni Reale, specie quando a sentirlo è Armnado Torno sulle pagine del Corriere della Sera. Sospetto infatti che i due siano troppo amici, e che quindi Torno non se la senta di dire ogni tanto a Reale: – Dài, Giovannino, forse questa è un po’ troppo forte!! -.

Così nell’intervista odierna al Corriere, capita che Reale dia certo mostra di tutto il suo apprezzabilissimo spirito di apertura (quelle del magistero sono proposte che non vanno imposte), ma che poi non riesca a non concludere con Platone, il suo cavallo di battaglia. E che ti dice, infatti, su Platone? Che diede "un duro colpo all’idea di famiglia". Ora, per assorbire questo colpo Reale, che ha sempre utilizzato Platone per disposer au christianisme, che ti fa? Ti continua così, che Platone, con quella storia della comunione delle donne, dei bambini che vengono assegnati dallo Stato, "in fondo anticipò – stando alle più accreditate interpretazioni – gli ordini monastici".

Stando alle più accreditate interpretazioni??? Gli ordini monastici???

Non basta. Reale continua: "Certo, con Platone gli orizzonti si ampliano a dismisura. Il filosofo che ha universalizzato la famiglia forse non aveva presente i dibattiti del nostro tempo e i drammi in essi contenuti?"

Forse non aveva presente i dibattiti del nostro tempo? Cioè, dico: forse????

E' l'Europa, bellezza

"If the European Union has a constitution, then it has to mention Auschwitz": me l’ha detto Joschka Fischer, e io sono d’accordo. Al che Spiegel domanda a Henri-Levy. Ma allora, porcaccia la miseria, l’Europa ha solo un’identità negativa, si definisce solo per ciò che non è? (E’ abbastanza evidente che nessuno di Der Spiegel ha seguito di recente seminari sul Sofista). Al che Henri-Levy risponde:

"Yes. That’s the beauty of it. It’s a negative project. We all come together and agree what we are not. The European Union should not be prescribing an identity".

(L’intervista offre altri spunti di riflessione interessanti. Henri-Levy rimprovera un certo semplicismo ai neo-con, ma è abbastanza semplicistico sulle origini del terrorismo, mi pare).