Improvvisa popolarità (epopea/6)

Ma l’epopea, poi, come si è conclusa? Che ho cenato principescamente all’Hotel Jolly di Segrate, e principescamente ho dormito (ma quello so farlo in qualunque condizione e su qualunque superficie). Che il giorno dopo ho potuto egregiamente studiare sotto gli alberi a Milano 2, in una tranquilla giornata primaverile. Che poi sono tornato in aereo a Napoli, e da Napoli a Salerno in auto con mio fratello. Il quale è tornato utile quando, sceso dall’auto e messomi in cerca delle chiavi della mia macchina, tra borse libri penne e cellulare, ho pensato bene di far cadere quest’ultimo per terra. Siccome però ho i riflessi prontissimi, ho fatto in tempo a frapporre fra l’asfalto e il cellulare la mia famosa testa di moro. Il calcio assestato ha spedito il cellulare dieci mietri più in là, sotto un auto che non era semplicemente parcheggiata lungo la strada che costeggia la collina, ma incollata ad essa. Prima ho provato con un ramo, poi con una scopa gentilmente prestatami da un garagista, ma senza successo. C’è voluto che il fratello (protettivo assai) scavalcasse l’auto, mettesse le spalle contro la collina e si calasse lentamente tra gli sterpi in modo da toccare terra, e pure il telefonino.

Poi sono entrato in macchina. E quando ho attraversato la città, non era l’improvvisa popolarità a far sì che tutti si girassero a guardarmi nel traffico, e neppure le scarpe testa di moro, che nuovissime e pulite stavano nascoste sui pedali, ma le duecento cacche di uccello, di più e non di meno, che decoravano graziosamente la carrozzeria della mia piccola Saxo, rimasta un giorno all’addiaccio.

5 risposte a “Improvvisa popolarità (epopea/6)

  1. utente anonimo

    oggi eri partito bene. poi l’incantesimo è svanito e sei tornato quello di sempre. anche quando ti cimenti con l’autoironia.

  2. Almeno ero partito bene. Faccio progressi, come vedi. Tu continua a leggere il blog, mi raccomando: può darsi che ne faccia altri.

  3. La vera epopea è quella tra te e i telefoni cellulari in genere.

  4. utente anonimo

    Per quello sotto il ponte dove hai messo la macchina c’è sempre posto; credevi aspettassero te? Ti aspettavano gli ucceli, in realtà.

    Il venerabile

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