Perofobia.

E se fossi perofobo? Me lo chiedo davvero. Leggo gli articoli di Marcello Pera e ho una reazione di ripulsa ingiustificata e ingiustificabile. Leggo che non solo non esiste in Europa un "problema sociale degli  omosessuali", ma che gli omosessuali sono pure avvantaggiati! "Mentre è possibile oggi bloccare strade e città per una manifestazione di gay pride, non è più possibile intralciare il traffico per una processione del Corpus Domini".

Io non so come si possa dare una simile rappresentazione della realtà. A parte il fatto che nel mio paese le processioni procedono eccome (deve dunque essere che noi provinciali siamo arretrati) ma è veramente curioso che Pera si stia convincendo che fra poco i cattolici saranno costretti a tornare nelle catacombe, non potendo più manifestare per strada. Ma il family day – mi chiedo a questo punto allarmato – è stato autorizzato? E dove lo fanno: a Roma o a Pontecagnano (io, peraltro, non ho nulla contro Pontecagnano)? E, dico, il gay pride a Roma, quando fu che se ne parlò, parve una provocazione tanto obbrobriosa quanto il family day?

Ma Pera continua: dove sarebbe tutta questa omofobia della Chiesa? Solo perché considera l’omosessualità "un disordine morale e un a-normalità" tutti lì a parlare di omofobia? Sono anormali: che sarà mai! Forse che non lo si può dire? Deviano dalla norma: beh, non lo sapete? Chissà, forse Pera pensa che gli omosessuali siano anormali come le persone coi capelli rossi, che proprio normali non sono: se ne vedono così poche, in giro.

Ma Pera è uno che parla chiaro: non ci prendete in giro con questa storia dei DICO, cambiate i nomi, allungate il brodo, ma noi mica siamo fessi, noi difensori dellla civiltà: "il matrimonio uomo-uomo e donna-donna" non lo vogliamo. E perché non lo volete? Io, per esempio, non voglio il matrimonio delle persone coi capelli rossi: sono anormali.

Ma no. C’è di più. Questi qua sono moralmente disordinati. Le persone moralmente disordinate non si possono sposare. ai golosi dovrebbe essere vietato di entrare in pasticceria. Il disordine morale: scherziamo? Non c’è altro – almeno non nell’articolo di Pera. Né si capisce cos’altro possa esserci, contro l’unione uomo-uomo o donna-donna. Solo il disordine morale, per argomentare il quale Pera non si dà troppa pena. Anzi: non se ne dà affatto. Non ci spiega a chi facciano male due persone dello stesso sesso che si uniscono in matrimonio. (Già: a loro stessi. Come ho fatto a non pensarci: fuori i golosi dalla pasticceria: subito!)

Ma perché sono perofobo? Non mi dò pace. Salto su con questi post e maltratto l’ex Presidente del Senato che vuole salvare la civiltà in pericolo, solo perché lui, non più di molti altri, scrive articoli di una sfacciataggine unica. Perché non riconosco i suoi indubbi meriti intellettuali, perché non apprezzo la lucidità del suo pensiero? Perché mi convinco che Pera, statisticamente parlando, non è normale? Perché finisco col pensare che filosofi di tal lustro teoretico ce ne sono pochi, pochissimi, praticamente solo lui?

(Perché, perché non smetto di immaginare Marcello Pera coi capelli lunghi e rossi ?)

13 risposte a “Perofobia.

  1. utente anonimo

    Massimo, sii ragionevole. Ipotizziamo che le tue critiche a Marcello Pera colgano nel segno e lo costringano, in un sussulto di dignità, a lasciare la politica, per la quale, se tu hai ragione, è del tutto inadeguato (scenario alternativo: i suoi amici di partito convengono, convinti dalla lettura dei tuoi testi, che MP è inadeguato, ecc. ecc.).
    Dunque Pera torna a casa.
    Cioè all’Università: cioè a insegnare.
    Ti rendo conto del danno che rischi di causare?
    Per favore, lascialo stare lì dov’è, al Senato. Nella peggiore delle ipotesi, gli mettono in mano un campanello o un martelletto e gli fanno dirigere un dibattito.

    girolamo

  2. Quanto all’ultima domanda: perché sei anormale. Quanto al resto: c’è un punto del tuo post che non regge, ed è quando dici che Pera è, statisticamente parlando, anormale. Il vero guaio, purtroppo, è che Pera, statisticamente parlando, è normalissimo (cioè: chi, nel merito della questione, argomenta ad minchiam – da una parte, dall’altra, da tutte le parti possibili, è la stragrande maggioranza).

  3. In effetti, mi illudo che i filosofi non argomentino ad minchiam

  4. 7-
    su Pera era facile ma del resto dopo Scelli pare che sparare sulla croce rossa si può

    adlimina

  5. ah! mo è un filosofo??

  6. utente anonimo

    Il bello è che il Presidente Pera viene pure pagato per sparare ste minchiate!

    AD

  7. utente anonimo

    “Deviano dalla norma: beh, non lo sapete? Chissà, forse Pera pensa che gli omosessuali siano anormali come le persone coi capelli rossi, che proprio normali non sono: se ne vedono così poche, in giro”

    Beh, però questa obiezione non regge. In giro ci sono anche molti e non pochi assassini che commettono omicidi.

    Però Musatti voleva curare Pasolini

    Luminamenti

  8. utente anonimo

    ffd ha ragine, Pera non è un’anomalia statistica, i credenti clericali come lui sono tanti

  9. utente anonimo

    Pera è una pera.

  10. utente anonimo

    Mi sembrava l’unico commento adeguato. Ma dopo aver scritto “Pera è una pera” mi sono accorto che no, c’è qualcosa che non mi convince. Anche io, Massimo, provo il tuo stesso strano fastidio (per cui non riesco a liquidare la questione con un “Pera è una pera”) e credo di aver capito perchè. Se le cose che lui dice le dicesse Giovanardi o Baget Bozzo, non ci darebbero così fastidio. Il fatto è che Pera è un filosofo (è o era, scegliete voi; anche ‘filosofo’ magari stona, ma certo resta uno studioso di filosofia), uno che ha studiato Popper (si, lo so, non è il massimo, ma vabbè…). E allora ci si chiede: come cazzo è che poi riesce a dire cose simili?? Da dove gli vengono, come possono saltargli in mente?? è questo che non riusciamo a mandare giù. La mancanza di una spiegazione razionale a tutto ciò è fastidiosa come la raucedine quando gratta la gola.

    Virus

  11. utente anonimo

    voglio la patente, caxxo!
    bartimeo

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