Donne e viticoltura

Grazie al bel sito segnalazioni, mi riesce di leggere cose che altrimenti mi sfuggirebbero. E sarebbe un peccato. Domenica il Corriere pubblica stralci di una testimonianza del figlio di Martin Heidegger, Hermann, che apparirà su Micromega. Per la verità Hermann dice cose abbastanza note: quelle ignote sono rinviate a quando verrano resi noti documenti d’archivio per i quali c’è da aspettare ancora qualche decennio. Riporto qui un paio di passaggi dell’intervista. Il primo:

"Io conoscevo una parte di queste donne [le numerose donne che Martin frequentava, diciamo]. Mio padre mi ha sempre detto: «Le persone devono occuparsi del mio pensiero, la vita privata non ha nulla a che fare con la sfera pubblica». E io mi sono sempre attenuto a questa indicazione".

Mi auguro che Hermann intenda: in quanto curatore del suo lascito. In quanto figlio, uno immagina che abbia avuto a che fare anche con la vita privata di Martin. Ma se si ascolta la sua testimonianza, è per quel che può dirci di Martin che non appartenga alla sfera pubblica: e infatti nell’intervista parla di come era bello andare in canoa col papà, e di quanto belle e interessanti fossero quelle donne (che non si pensi che Martin fosse circondato di racchie) – cose che non appartengono propriamente alla sfera pubblica.

Secondo passaggio: "Due giorni dopo, in occasione delle elezioni, egli votò ancora per il partito dei viticultori del Württemberg. Sicuramente fu l’influsso di mia madre a portarlo a votare per il partito nazionalsocialista nelle successive elezioni".

Ora, va bene che Elfride era quello che era, ma scaricare tutto su quella donna… In ogni caso, il fatto che Martin Heidegger votasse per il partito dei viticultori del Württemberg è già inquietante di per sé.

Una risposta a “Donne e viticoltura

  1. utente anonimo

    Presumo che lo svolgimento del compito di erede, e dunque di depositario e tutore dell’onore del de cuius, comporti anche la riverniciatura dell’immagine dello stesso. Compito ingrato, in effetti, quello che affiora sotto la scorza dell’apologetica.

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