Archivi del giorno: Maggio 4, 2007

Aiuto ai filosofi

Fassino chiede aiuto ai filosofi. Sul Corriere della sera riferiscono così dell’incontro del 2 maggio al quale ho partecipato. Leggete l’articolo: si ricordano le parole di Gennaro Sasso, di Alberto Melloni e di Alfredo Reichlin. Solo il primo è filosofo. Ma in apertura di riunione ha esordito dicendo che lui aveva saputo del tema in discussione solo all’ultimo momento, e che in realtà immaginava che i filosofi fossero chiamati a discutere l’agenda del partito democratico. Breve ricordo di Leo Valiani che lo voleva fondare già al tempo dello scioglimento del partito d’azione (vedi alla voce: attualità) e poi mezzogiorno e giustizia. In coda, le poche parole riportate nell’articolo. Praticamente tutto quello che ha detto, argomentazioni comprese.

Sono intervenuti altri filosofi, ma – mi permetto di dire, tutto si può dire meno che siano intervenuti come filosofi. Tutto si può dire, meno che abbiano parlato un linguaggio diverso da quello che si legge negli editoriali dei giornali o la sera da Ferrara. NUlla, nisba, zero.

(Sono intervenuto anch’io, quando ormai mi ero arrabbiato abbastanza perché ero convinto di partecipare a un seminario di studi, il che con ogni evidenza non era. L’intervento che ne è venuto fuori era perciò assai pasticciato e confuso, e probabilmente peggiore di quelli che mi hanno preceduto, perché non aveva nemmeno il pregio di stare sull’attualità cronachistica. E tuttavia mi sono sentito in dovere, per esempio, di dire a Sasso che è una scemenza che la filosofia sia laica per principio, una gran scemenza: magari atea per principio, c’è chi l’ha detto e soteenuto, ma laica per favore no. Platone era laico? O non era filosofo? Melloni ha spiegato che i vescovi spagnoli avrebber firmato a due mani la legge italiana sui Dico. Io mi sono sentito in dovere di dire che può darsi, ma premesso che io avrei firmato a due mani quella spagnola, se è così il problema dei rapporti della religione con la politica è ben più grosso dei Dico e del Vaticano, e sarebbe bene ragionare almeno in filosofia etsi Petrus non daretur. Ma queste premesse han preso tempo, e non s’è capito poi, quando ho cercato di proporre uno straccio di ragionamento per spiegare perché la religione privata è una cosa che in termini storici e preistorici non s’è mai vista, e che uno può lamentare tutti gli ideologismi e le ingerenze che vuole, ma i problemi ci sono lo stesso, non s’è capito dove volessi andare a parare. Coloro infine che cionondimeno fossero interessati – queste chiacchiere erano indispensabili per temprare il vostro interesse alla cosa – possono ricevere via mail lo schema dell’intervento che non ho letto né ahimè seguito, a condizione di declinare rigorosamente, fino al numero civico, le proprie generalità anagrafiche, domiciliari e fiscali. [Beh: fiscali no])

P.S. L’articolo del Corriere è veramente di grande aiuto. Ai filosofi. Sembra infatti, leggendolo, che l’incontro abbia avuto un capo e una coda, e uno lo legge convinto che i filosofi il loro aiuto lo abbiano effettivamente prestato.