Prova ontologica dell'esistenza del maligno

Il maligno è ciò la cui essenza implica l’esistenza.

In quanto il maligno è ciò che provoca male/dolore, cioè annienta la positività dell’esistente, esso è ciò di cui il vivente desidera la non esistenza. Ma dunque il maligno è definito dal fatto che nei suoi confronti si ha un atteggiamento ‘maligno’. Il maligno dunque esiste necessariamente; perché anche la distruzione del maligno è opera dello spirito maligno.

(L. V. Tarca, Quattro variazioni sul tema negativo/positivo. Saggio di compoizione filosofica, Ensemble ‘900, p. 193)

25 risposte a “Prova ontologica dell'esistenza del maligno

  1. Cazzo, questo sì che è un signor filosofo!

  2. Ma così ti dimostro anche l’esistenza necessaria di mia nonna (tieni conto che per me l’argomento non vale nemmeno per l’id quo maius eccetera eccetera)!

  3. Riprendo da azioneparallela – riprendo perchè mi trovo in disaccordo profondo. Lo faccio qui in forma breve. Meriterebbe di più.


    "Il maligno"

    emilio/millepiani

  4. Ffdes, dimostrami l’esistenza di tua nonna.

  5. Di-mostrarne l’esistenza è facile. L’esistenza necessaria, invece, è per solutori più che abili (quando lo senti, salutami Tarca).

  6. Dunque anche Moggi esiste

  7. Caro Ffdes, al commento 2 hai scritto che così (cioè come Tarca col maligno) dimostri anche l’esistenza necessaria di tua nonna.
    Al commento 5 dici che dimostrare l’esistenza necessaria di tua nonna è per solutori più che abili.
    Deduco che sei un solutore più che abile, e aspetto la soluzione.
    Aggiungo: mi aspetto che dimostri l’esistenza necessaria COSI’ come Tarca dimosra l’esistenza del maligno.

  8. Tu non hai idea di quanto sia maligna la nonna di Ffdes e di quanto lui la odi, auspicandone la distruzione.

  9. L.V. Tarca, come da link, partecipa alla migliore scuola di formazione di ‘consulenza filosofica’. Maligno il postatore, eh….soprattutto lasciando sul comodino l’ontologia..

    emilio/millepiani

  10. Bisognerebbe preliminarmente intendersi sul senso del mio “così”.

  11. svicoli
    az par

  12. Nient’affatto. Cercavo solo di essere preciso. Comunque sia: per come la riferisci, Tarca fonda l’assunto sul fatto che il maligno sia ciò che provoca male/dolore al vivente, cioè sulla constatazione del vivente stesso. Ergo, constatando che io vivo, e che ogni uomo vivente è tale poiché dotato di nonna, mia nonna esiste necessariamente.

  13. Si legga: “sulla constatazione dell’esistenza del vivente stesso”.

  14. (Ora ci penso un altro po’ e vedo che cosa riesco a fare a proposito degli zii, o magari di “mia nonna in carriola”).

  15. Ffdes, Tarca non fonda la sua dimostrazione sull’esistenza del vivente, casomai sulla positività dell’esistente.La tua prova è assimilabile a una prova a posteriori, quella di Tarca no

  16. ineccepibile.

    emilio/millepiani

  17. Dissento (per gli stessi motivi a causa dei quali dissento da Anselmo e tutti gli altri). Tarca dice: “Ma dunque il maligno è definito dal fatto che nei suoi confronti si ha un atteggiamento ‘maligno'”. Qui di posteriori ne compaiono a bizzeffe: “definire”, “confronti” e, naturalmente, “avere un atteggiamento”. Con queste premesse, l’esistenza necessaria di mia nonna mi pare al sicuro.

  18. @Ffdes

    L’incipit mi pare chiaro: “Il maligno è ciò la cui essenza implica l’esistenza.” Non è certo un’affermazioni di aposteriorismo. Al contrario, i problemi sorgono nel momento in cui Tarca pone questa triangolazione “maligno-esistenza-positività dell’esistente”, che è certamente genealogica a partire dall’IMPLICAZIONE dell’esistenza nell’essenza del maligno. Il problema si pone perchè Tarca affermaa che “Il maligno dunque esiste necessariamente; perché anche la distruzione del maligno è opera dello spirito maligno.”, afferma cioè che l’opera di distruzione tipica del positivo dell’esistente nei confronti del maligno ATTIENE al maligno stesso, cioè alla sua origine. il maligno è “definito” maligno proprio perchè il positivo dell’esistente, nel suo desiderio di distruzione del maligno, ne ‘riverbera’, per così dire, la sua essenza, lo fa continuare ad agire. In questo senso, e solo in questo senso, il maligno esiste NECESSARIAMENTE, perchè NON POTREBBE NON ESISTERE, dato il suo statuto originario che implica l’esistenza, che si dà nelle forme della positività dell’esistente e dell’azione del maligno come desiderio di distruzione proprio del maligno che il positivo esistente prova.

    È del tutto una posizione apriori.

  19. dimenticato la firma: emilio/millepiani

  20. “È del tutto una posizione apriori” dopo che s’è stabilito che c’è un puro positivo e che esso si dia come “vivente” e che il vivente, provando dolore a causa del maligno desideri eliminarlo. E vabbé.

  21. Un conto è parlare di negativo.

    Un conto è parlare di maligno.

  22. Ffdes: non dopo che si è stabilito che vi è un puro positivo, ma dopo che si è stabilita la positività dell’esistente. Non è la stessa cosa (ovviamente se dire ‘dopo che, ecc., ti è sufficiente per considerare apoteriori la prova, è inutile che discutiamo!). L’idea di Tarca potrebbe essere espressa ancor più stringatamente così: se il maligno non esistesse, il non esistere del maligno sarebbe…maligno (in virtà della mera positività dell’esistente in quanto esistente). Si può naturalmente considerare questa prova del tutto scorretta dal punto di vista logico, ma non la si può confondere con una prova a posteriori, come mi pare che continui a fare tu. (Insomma: lascia perdere tua nonna, che sicuramente non è così maligna come Tarca),

  23. Ma infatti io non ce l’ho mica con Tarca o con quel che dice. Ce l’ho con il meccanismo dell’apriori.

  24. Quanto al confronto Tarca-mia nonna: non augurerei a nessuno di incontrare mia nonna di notte in un vicolo buio. Tarca non durerebbe cinque minuti.

  25. seguendo la logica che porta Tarca ad affermare l’esistenza necessaria del maligno, immediatamente si dovrebbe affermare anche la sua necessaria non esistenza.
    il maligno annienta la positività dell’esistente e azpar dice che la positività è dell’esistente qua esistente. dunque se il maligno esiste (e abbiamo visto che esisterebbe necessariamente) allora non esiste. e non esiste necessariamente perché la sua stessa esistenza essendo positiva verrebbe annientata per def. zac.

    ps: ma come si fa a basare una dimostrazione di esistenza necessaria sui viventi che sono contingenti. boh.

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