Archivi del giorno: settembre 26, 2007

Italia mia, benché 'l parlar sia indarno

Non ho mai stroncato un libro senza leggerlo e non lo farò nemmeno adesso. Non ho alcun motivo per parlarne male. Dovrei basarmi solo su titolo e copertina, o su un semplice estratto (per esempio: "Alla vista del mustacchio segoso del croato, che dopo esser stato intinto nell’acquavite ora sfregava sul petto della ragazza, Jacopo capì per la prima volta il senso delle lamentazioni patriottiche che parlavano di una patria stuprata. "È lei, è la Patria", si disse Jacopo Izzo Dominioni) oppure su dichiarazioni come questa: "Questo è un libro impegnato, anzi, uno dei romanzi più impegnati pubblicati negli ultimi anni – insieme a Gomorra di Roberto Saviano, non a caso ricordato per affinità [affinità] dallo stesso Scurati –".

Ahimè, troppo poco.

scurati maxi

 

 

 

 

 

 

 

 

Per quanto.

A parte ogni altra considerazione

E’ eugenetica. Perciò, mi perdonino i genitori di Cagliari, ma parlo ben a proposito di nazismo. Moralmente: la diagnosi preimpianto e le sperimentazioni del dottor Mengele sono la stessa cosa. Ora, quel che mi infastidisce dell’articolo di Lucetta Scaraffìa (che sostiene questa tesi) è che, a parte ogni altra considerazione, da qualche parte avrebbe pur dovuto scrivere che è la stessa cosa perlomeno nell’ipotesi che quello che non verrebbe impiantato a Cagliari è una persona proprio come quella che veniva scartato dal medico di Auschwitz. Dico: a parte ogni altra considerazione, perché non si osserva questa correttezza minima?

Se il dottore dice a mia moglie: se vuole un figlio sano, non fumi durante la gravidanza, e stia lontana dai gatti, nessuno dice che è eugenetica, e che il dottor dà consigli nazistoidi. Ma – obietterebbe subito la Scaraffia – qui non si tratta di badare alla salute del nascituro, ma di eliminare (non impiantare: ma sorvoliamo) il nascituro che non fosse sano. Sarà, ma la differenza regge solo se il nascituro è già una persona, proprio come gli internati con cui si dilettava il dottor Morte. E così siamo di nuovo al punto. Ma allora perché uno scrive un articolo del genere, tutto giocato sulla analogia col nazismo, sottacendo il punto?

(Ripeto: a parte ogni altra considerazione)

I palazzi della moda soffritta

L’antipolitica è un’onda che sale, che sale, e travolge anche i palazzi della moda soffritta.Fernando Savater sull’arte culinaria le dice peggio di Beppe Grillo.