Archivi del giorno: ottobre 7, 2007

La fiducia nell'uomo/2

Questa volta mi sono ricordato di mettere per esteso il testo dell’articolo apparso sul Mmattino di oggi. Eccolo:

Vorrei tranquillizzare tutti: la Terra, il pianeta azzurro, non si muove. Abbiamo le foto prese dal satellite, ma non si muove lo stesso. Lo so, quasi cinquecento anni fa Copernico sostenne il contrario. E dopo di lui saltarono per aria le rassicuranti sfere circolari in cui si immaginava che ruotassero i pianeti, e cadde pure il muro delle stelle fisse che costitutiva lo sfondo della nostra bella volta celeste, e dopo qualche secolo venne pure quello scriteriato di Nietzsche a trarne le dovute conseguenze, sostenendo che l’uomo non va da nessuna parte ma ruota via dal centro verso una incognita ‘x’. E forse questi pensieri sarebbero davvero apparsi come gli ospiti più inquietanti del nostro tempo, se non si fosse messa di mezzo pure la biologia, e in particolare la genetica, a demolire un po’ di millenarie certezze: che l’uomo non c’entra nulla con gli altri animali, ad esempio, o che si nasce dal ventre materno. E domani lo scienziato britannico Craig Venter annunzierà al mondo di avere ottenuto il primo cromosoma di sintesi.
Vita artificiale. Non è una contraddizione in termini, o una fantasia letteraria, ma quello che Venter ha promesso in sorte al suo minuscolo DNA da laboratorio. Ospitato da una cellula vivente, il filamento sintetico ne assumerà il controllo, dando così origine a una nuova forma di vita. Venter ne è sicuro, e se anche non gli riuscisse domani, gli riuscirà dopodomani. Un brivido corre lungo la schiena: prima che il mondo si popoli di androidi e altre degeneri creature dovrà passare ancora del tempo, ma tra il presente attuale e il futuro finora solo fantasticato nei film di fantascienza, non sembrano più esservi ostacoli.
Per questo, fioccano le riflessioni etiche. Sarà giusto? Non è la tecnica troppo avanti rispetto alla responsabilità morale che l’uomo è in grado di assumersi? Non è sempre più minacciata la dignità della nostra specie? Può l’uomo arrogarsi il diritto di creare nuove specie viventi? Può il vivente essere ridotto a materiale da laboratorio? Chi ci assicura che queste straordinarie scoperte non saranno usate contro l’uomo? Non occorre mettere un limite alla ricerca scientifica? (Ma come faremo a prenderli uno per uno, gli scienziati che lavorano in ogni angolo del mondo?).
Con nessuna di queste domande ce la si cava con un sì o con un no. Né è detto che siano tutte allo stesso modo e con la stessa urgenza giustificate. In ogni caso, non sempre è chiaro a chi tocca rispondere: agli scienziati stessi, ai religiosi, ai filosofi, ai politici, al popolo con un bel referendum, ai governi, all’ONU? A tutti costoro messi insieme? E come potranno mai mettersi d’accordo? E soprattutto, su quali basi?
Di basi, per il momento, non ne abbiamo molte. Procedure democratiche per le decisioni politiche, libertà della ricerca scientifica, diritti umani fondamentali, responsabilità nei confronti delle generazioni future, diffusione della conoscenza per la formazione di un’opinione pubblica informata. A parziale consolazione si può osservare che queste basi non sono poi così malvagie, e han dato spesso prova di funzionare meglio di altre. Tuttavia ad esse se ne può aggiungere un’altra. Che la Terra non si muove. Lo dicevo all’inizio, e lo spiegava bene, agli inizi del ’900, il filosofo Edmund Husserl. La Terra sta ferma sotto i piedi e continuerebbe a fungere da suolo originario della nostra esperienza, anche se trasmigrassimo tutti sulla Luna. Anche allora, il senso di cosa voglia dire abitare, prendere terra, lo preleveremmo comunque dalla nostra primaria esperienza di terrestri, in continuità con essa. Saremmo pur sempre noi a donare alla Luna il senso di una dimora. Possiamo perciò colonizzarla, non trasformarla nella nostra madre patria. Ora, lo stesso si deve dire dei batteri di Venter: il significato di ciò che è vivente può ampliarsi a dismisura, ma non può essere soppiantato da un esperimento scientifico.Esso proviene dalla nostra originaria esperienza di viventi. Possiamo altresì creare corpi artificiali (in parte lo facciamo già), ma sappiamo cosa significa avere un corpo anzitutto per il fatto che lo abbiamo noi. E così la vita artificiale continua la vita, ma proprio perciò non la scalza né la sovverte.
Questo naturalmente non risponde agli interrogativi prima sollevati, e soprattutto non basta a chi vuole garanzie metafisiche, e teme che, mescolando le cose nei laboratori, sia addirittura in pericolo l’umanità dell’uomo. Può darsi che sia davvero così, ma di sicuro ha più fiducia nell’uomo chi, pur comprendendo questi timori, sa che umana è proprio la capacità di mescolarsi con ciò che umano non è.

Il relativismo in gioco

A. Tutto è interpretazione.

B. D’accordo, ma cos’è questo tutto?

A. Non vi sono che interpretazioni: concorrenti, concordanti, congruenti o incongruenti, ecc. ecc.

B. Cos’è che vi sarebbe soltanto?

A. Tutto è interpretazione, e anche questa non è che un’interpretazione.

B. Questa quale? Dici proprio questa?

La fiducia nell'uomo

"Un passo filosofico importante nella storia della nostra specie". Ringrazio Craig Venter, che ha annunciato la realizzazione di un cromosoma di sintesi, per il ‘filosofico’. Speriamo che la filosofia si tenga effettivamente al passo. Per il giornalismo, c’è il Mattino (la domenica, dopo le 18).