Natura: cosa non si fa in tuo nome

Mi ha molto colpito l’articolo di Telmo Pievani. Con la cui chiarezza non posso competere, ed è per questo che mi sembra già di avere torto, nelle piccole osservazioni che esporrò. Pievani dice: l’evoluzionismo che dobbiamo a Darwin è "la possibilità di concepire le origini di Homo sapiens in termini esclusivamente naturali, cioè prescindendo da cause extrabiologiche o finalistiche". Pievani spiega che possibilità non significa necessità; aggiunge che una tal possibilità non impedisce a nessuno di "credere a ogni sorta di entità immateriale"; precisa che è "la possibilità laica del naturalismo: pensare la specie umana come un’innovazione storica nella famiglia dei primati, come il frutto di un’evoluzione biologica e culturale unica e non trascendente, e proprio per questo capace di assumersi le proprie responsabilità e di darsi regole etiche e sociali di convivenza anche senza ricorrere a un fondamento sovrannaturale".

Perché mi ha colpito. Perché Pievani non sembra avere il minimo dubbio che o si è sovrannaturalisti, o si è naturalisti nel senso della scienza moderna della natura. Non sembra sospettare minimamente che una concezione non trascendente di una qualunque cosa non è necessariamente una concezione scientifica di quella cosa. Né spiega perché una concezione pienamente laica del vivente debba essere necessariamente una concezione scientifica del vivente. Io poi penso persino che sia possibile avere una concezione pienamente laica del divino, sicché ho difficoltà a seguire Pievani in queste equivalenze, per il quale – a quanto pare, ma forse mi sbaglio – laico, naturalistico e scientifico sembrano dire il medesimo ed essere sostituibili l’uno all’altro. (E per il quale c’è pure una "capacità" etica e sociale dell’uomo naturale che però ben difficilmente la scienza moderna della natura può fondare).

Naturalmente, la scienza moderna della natura è stata un potentissimo e molto salutare fattore di laicizzazione della società. Io per questo ne penso ogni bene. Ma appunto ne penso: non smetto di pensare (non che Pievani smetta, non lo so: è solo che volevo tranquillizzare Galli della Loggia)

12 risposte a “Natura: cosa non si fa in tuo nome

  1. Di fatto, e sottolineo di fatto, i tre termini laico, naturalistico e scientifico sono sinonimi.

  2. ma no che non lo sono, neanche di fatto. (Di fatto cosa vuol dire? Nella pubblicistica corrente? Sui giornali? Al giorno d’oggi?)

  3. Di fatto nel senso dei normali dibattiti: chi si definisce laico si definisce quasi sempre anche naturalista e scientifico, mentre chi non si riconosce nel laicismo spesso sbanda verso la spiritualità e la critica alla scienza.
    Non dico che sia giusto così, anzi: è sicuramente un impoverimento.
    Immagino che con concezione laica del divino ti riferisci a quello che dice Vitiello e, per quanto lo conosca un millesimo di quanto che lo conosci tu, concordo.

  4. Io credo invece che Pievani abbia pienamente ragione, malgrado lui; nel senso che probabilmente la sua prospettiva “naturalistica” abbracciata ha delle falle in alcuni punti se considerata in generale, ma nel caso di specie risulta limpida e soddisfacente.
    I sostenitori dell’ID si arrovellano con peripezie (anche divertenti) pur di contrastare un fatto comprovato oggettivamente, ossia ottenuto tramite la conoscenza scientifica.
    L’evoluzione per mutazione è tutt’ora ricreabile in laboratorio.
    E questo credo che “trascenda” davvero da una visione scientistica, dogmatica, sacra, animistica o ermeneutica.

    (Mattia)

  5. Si, ma senza negare né l’evoluzione, né che la selezione dovuta all’eredità casuale di dati caratteri sia una modalità dell’evoluzione, si sta affacciando una crisi metodologica del darwinismo a causa della constatazione che la selezione casuale ha probabilità prossima a zero di generare le strutture degli organismi quali esse sono.
    Ciò rivela semplicemente uno stato di ignoranza della scienza: e non capisco perché mai dovrebbe avere implicazioni trascendenti, e perché dovrebbe averne di più rispetto all’esistenza di una pietra, o di me stesso, che so di essere, ora, vivo.

    Leggete l’articolo di Jerry Fodor sui maiali che non hanno le ali (c’è anche in italiano su qualche sito).

  6. Numero cinque, l’evoluzione non è un processo casuale.

  7. ah??

    (Mattia)

  8. ho faticato a seguirti, poi ho capito perché:
    l’unica possibilità di concepire le cose in modo non trascendente *che risulti a me* è scientifica.
    Per quanto riguarda quell’ “e proprio per questo capace” be’, hai ragione

  9. Galli della Loggia??
    Chi era costui?

  10. Non è vero che laico scientifico e naturalista sono sinonimi. Posso accettare di compiere dei gesti basandomi su quanto afferma la scienza ma anche negarmeli, quindi devo decidere tra le due affermazioni. Il momento della decisione non è sempre un evento naturale, e può essere laico oppure no.

  11. Gentile Massimo Adinolfi, ho letto solo oggi con molto ritardo il suo gentile commento al mio articolo su La Stampa di febbraio. Vorrei a mia volta rassicurarla. Io non penso affatto che o si è sovrannaturalisti, o si è naturalisti nel senso della scienza moderna della natura. Concordo anzi pienamente sul fatto che una concezione non trascendente di una qualunque cosa non sia necessariamente una concezione scientifica (nel senso delle scienze naturali). Vi sono infatti due forme di naturalismo filosofico: quello riduzionista che lei giustamente critica e quello “pluralista” a cui appartengo e che non riduce l’indagine sulla natura umana alle sole componenti scientifico-naturalistiche, ma riconosce piena autonomia all’indagine filosofica e alle scienze umane. Se può interessarle, ho provato ad argomentare questa differenza, insieme a Mario De Caro, nella prefazione a J. Dupré, “Natura umana. Perché la scienza non basta” (appunto) (Laterza, 2007). Evidentemente non ero affatto stato così chiaro come lei scrive! Ma si sa, gli spazi dei giornali non si addicono alle distinzioni filosofiche. Un saluto cordiale

    Telmo Pievani

  12. La ringrazio per il cortese commento. In cambio, cercherò di procurarmi il libro che mi segnala.

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