L'attesa

In attesa di poter riprodurre qui l’articolo apparso oggi su Il Mattino, aggiungo tre considerazioni. La prima, in risposta al commento lasciato sotto da SchwarzWelf (grazie):

1. Se è per non esasperare i toni, e dialogare, non limitiamoci a evitare la parola assassino, o omicida, evitiamo pure assassinio, o omicidio.
Se qualcuno – leggi Ferrara – mi fa la predica sull’uso ideologicamente connotato delle parole, mi sento non in diritto, ma in dovere di fargli notare quando vi incorra lui. Nel caso di specie, poi, non si tratta dell’uso di una perifrasi, di un eufemismo o di non so cos’altro di politicamente corretto. No: Ferrara nega esplicitamente che le donne siano assassine. Il problema è perciò logico, non linguistico (Io, ad esempio. posso usare l’espressione “interruzione volontaria di gravidanza”, ma difficilmente negare che con ciò si intende quel che s’intende con “aborto”).
 
2. Passi avanti si farebbero tutte le volte in cui si aiutasse a distinguere. Ferrara non aiuta. Anzi: deliberatamente confonde (Si veda, ad esempio, il sistematico appaiamento delle questioni abortive e delle problematiche eugenetiche, con l’aggravante ulteriore che eugenetica è una parola passe-partout con la quale si demonizza qualunque genere di intervento tecnico che modifichi il mitico corso naturale delle cose, che sarà pure bello e buono, ma mi sfugge Ferrara come faccia a saperlo).
3. Stamane Bellasio (su La7) ha detto che non riesce a capire come la lista "Aborto? No, grazie", che difende la Vita possa essere considerata di destra (era l’opinione di Facci). Se non lo capisce, temo che non capisca nulla, ma non voglio essere precipitoso. Bellasio ha detto: chiunque, dall’estrema destra all’estrema sinistra, riconosce il valore della vita, e riconosce che il problema dell’inizio e della fne della vita è uno dei grandi problemi del nuovo secolo. Ma certo. Come no. Si fanno le liste solo per individuare i problemi del XXI secolo, non per fare le leggi. L’ipocrisia con cui si usa la bandiera della vita per non connotare le politiche per la vita che si considerano conseguenti è insopportabile. Oppure i parlamentari eletti con quella lista faranno prediche e scriveranno articoli di giornale, astenendosi dall’appoggiare nuove linee guida della legge 194, come quelle annunciate ieri dal ministro della salute in pectore della lista, Ferrara, il quale no, non vuole mica modificare la legge 194; vuole solo proibire l’aborto nei casi in cui il feto sia affetto da sindrome di Klinefelter?

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