Pietanze

L’articolo di cui sotto:

Come si preparano le pietanze politiche? Con la salsa pannelliana, a quanto pare, non vanno facilmente giù. Vengono fuori pasticci, e quelli che, nel mondo cattolico, fra i teodem e i popolari, non digeriscono l’accordo tra i radicali e il partito democratico si lamentano più di quanto probabilmente Veltroni si aspettasse. Eppure le ragioni sono dalla parte di quest’ultimo, poiché l’accordo raggiunto non modifica né stravolge la cornice che il pd si è dato per trovare un terreno di discussione e di confronto sui temi eticamente sensibili. Quella cornice, approvata all’unanimità, ha preso la forma di un manifesto dei valori, nel quale si ribadisce con inequivoca nettezza il principio costituzionale della laicità dello Stato. Il manifesto afferma che la laicità è una garanzia per l’esercizio dei diritti e dei doveri di tutti ed è la condizione, non neutralmente indifferente, perché “culture e concezioni ideali diverse non solo convivano ma si ascoltino”. Il manifesto riconosce la rilevanza “pubblica, e non solo privata” delle religioni, ma pari riconoscimento tributa a ogni convincimento filosofico ed etico, il che significa che non si richiederà ai teologi o ai filosofi di confinare le loro convinzioni ultime nel foro interno della coscienza individuale, ma neppure si pretenderà di sacrificare il pluralismo delle visioni etiche e religiose all’uniformità di un’unica dottrina.
Nessuna novità, dunque. Nessuna deriva laicista (qualunque cosa la deriva laicista sia). Veltroni lo ha ribadito ancora ieri. Si è stupito delle reazioni, e allo stupore ha aggiunto una maliziosa considerazione: come mai analoga levata di scudi non si ebbe nel 2001, quando con il polo delle libertà si schierò “Pannella (e non la Bonino, Pannella)”? Alla domanda di Veltroni risponderanno i posteri, forse, ma intanto la distinzione fra Emma Bonino e Marco Pannella colpisce ugualmente. La Bonino vanta infatti un indiscutibile capitale di credibilità, sia interno che internazionale. Ma in nessun modo questo capitale è stato accumulato distinguendosi dai furori laicisti di Pannella. D’altra parte, è difficile pensare di dividere i radicali fra governativi e movimentisti, collocando magari la Bonino sulla prima, più quieta sponda, e Pannella, invece, ad agitarsi sulla seconda. Candidare l’una dovrebbe valere dunque quanto candidare l’altro. L’iniezione di laicità dovrebbe essere la stessa. E invece no.
Il fatto è che l’imbarazzo nei confronti dei radicali è stato ed è, a torto o a ragione, un imbarazzo anche nei confronti del modo in cui hanno condotto in passato e ancora conducono le loro battaglie politiche. Nel panorama politico italiano, il partito radicale è stato infatti una presenza beneficamente eretica, a volte sino allo scandalo, ma anche carismatica e settaria. Distinguendo Bonino da Pannella, Veltroni tenta l’impresa (finora mai riuscita) di portare il fermento delle iniziative radicali dentro un contenitore più ampio, nel quale non possono più riproporsi nelle forme narcisistiche e spesso autoreferenziali in cui venivano finora condotte.
Può darsi che in questo modo la pietanza abbia ancora un gusto troppo speziato, ma questo vorrà allora dire, probabilmente, che sono gli ingredienti del partito democratico ad essere abbastanza scipiti. Non può essere infatti la difesa della legge 194, il testamento biologico, la legge 40 sulla fecondazione artificiale o le coppie di fatto il terreno sul quale non è possibile trovare un terreno d’intesa con i radicali, dentro la cornice laica e le dinamiche di partito del pd. Questi temi saranno pure eticamente sensibili, richiederanno pure le obiezioni di coscienza di taluno, ma sono anche, in buona parte, materia di riconoscimento di diritti fondamentali, sui quali il partito democratico farebbe bene a non arretrare troppo. A non arretrare, almeno, più indietro di quanto la società italiana non sia nel suo complesso avanzata negli ultimi anni: non solitariamente, ma insieme a tanta parte del mondo moderno.

10 risposte a “Pietanze

  1. La ragione è un’altra: i radicali portano sfiga.

  2. veramente di solito portana dell’ottima marija..
    tcp

  3. già. A questo punto Jovanotti può andare a casa ed essere sostituito con “Ohi Maria”…

    ilvegliodicreta

  4. In realtà i radicali portano anche quello di cui parla #1,ma senza la esse!!
    si,si,si
    califano Franco

  5. #4, ti riferisci alla Bonino? O ad Adele Faccio bonanima?
    De gustibus ….

  6. La ragione dei dubbi è una sola: il paese è composto principalmente da baciapile, che amano vedere agitata davanti agli occhi un’ampolla piena di sostanza brunastra, viene invocata da un cardinale simoniaco, fra le invocazioni dei selvaggi.

  7. utente anonimo

    in realtà anche lorenzo, caro ilvegliodicreta, ai bei tempi portava sia marija,sia ciò a cui si riferisce il sedicente califano.
    entrambe di ottime qualità!
    tcp

  8. Un punto in più per Jovanotti, allora – visto che, in effetti, la Bonino non è proprio il mio tipo.
    A mio avviso, comunque, la ragione dei dubbi è che il PD vuole essere una soggettività politica nuova (e non per nulla c’è stato il “via-De Mita avanti-Madia”) e nonostante questo si sistema con i radicali, che tutto sono meno che una formazione politica all’altezza della modernità. A questo, poi, bisogna aggiungere che l’Italia cattolica è un Paese molto più simile a Pannella di quanto non appaia e che per questo ha bisogno di diversificarsi da lui e dalla sua cricca. Gli scannamenti, in genere, avvengono tra ministri di culto, mica tra uomini.

    ilvegliodicreta

  9. utente anonimo

    a ciccio de gustibus, (nu conosco il latino,ma solo le latine) anvedi che ne’circoletti locali de’ radicali girano piu’ tope che into er po,nilo e mississipi together, senza contare le amichette de Marco e c. e pure di noi artri simpatizzanti del movimento.
    la bonino ke ce fà ? mbè come sede avevamo trovato a buon prezzo (xkè noi non rubbamo) un locale senza servizi..
    califano Franco

  10. “..A non arretrare, almeno, più indietro di quanto la società italiana non sia nel suo complesso avanzata negli ultimi anni: non solitariamente, ma insieme a tanta parte del mondo moderno…”

    Giustissimo !
    Osservazione impeccabile

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