Archivi del giorno: marzo 11, 2008

Premio per il peggior guazzabuglio parafilosofico del mese

Per controbilanciare l’evidente laicismo del post precedente, vi segnalo anche la paginata di Scalfari sul peccato originale, in cui campeggia senza dimostrazione alcuna, ma in compenso con vasto affresco di parole, la tesi (in sé e per sé dall’antico lignaggio) che il peccato è la soggettività. O meglio: Scalfari crede di avere dimostrato la sua tesi con l’affermazione che l’uomo, a differenza dell’animale, è capace di pensare (e connesse variazioni sul tema), ma è davvero un peccato che non faccia quasi nulla per darcelo a credere.

Interessante è comunque leggere la conclusione, in cui, dopo avere spiegato che gli animali, purtroppo per loro, posseggono solo istinti primari e ripetitivi Scalfari "ripete ancora una volta" che il peccato originale è la soggettività. Lo ripete, appunto.

Evidenze

"Il governo spagnolo ha varato leggi che negano l’evidenza della natura e della ragione": così dice al Corriere il cardinale Antonio Canizares, primate di Spagna, arcivescovo di Toledo.

Ora, il fatto è che la filosofia ha qualche problema non con l’evidenza della natura o con quella della ragione, ma proprio con l’evidenza in generale. Da cosa infatti sarebbe contraddistinta l’evidenza e come ne avremmo notizia? Forse da qualche segno, per cui essa è evidente? Ma se è così, allora non è più un’evidenza. Se è per l’interposta mediazione di un segno che è evidente, allora l’immediatezza dell’evidenza è bell’e rovinata. E se è invece non è contraddistinta da nulla, allora v’è alcun segno per cui essa è evidente. Essa è dunque tanto vera quanto è vero ciò di cui non si ha alcun segno o notizia che sia vero. Se poi si vuole che l’evidenza si imponga da sé, allora non si dia pena il cardinale: si imporrà da sé. Oppure la si vuole imporre?